|

La torre di Babele, simbolo della diversità delle lingue. Dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio (1563).
Il tedesco appartiene alle lingue germaniche, che è una sottofamiglia delle lingue indoeuropee. Le lingue germaniche sono soprattutto quelle scandinave, l'inglese, il nederlandese e il tedesco. Il tedesco di oggi si è formato in un lungo processo dal medioevo fino ai nostri giorni. E lo sviluppo della lingua non è certamente finito qui: ogni lingua, anche il tedesco, è in continuo
sviluppo. Il tedesco fra due-trecento anni non sarà più quello di oggi, cambierà il vocabolario, ma cambieranno
sicuramente anche delle strutture grammaticali!
Ecco una breve storia della lingua tedesca in quattro puntate, dall'epoca di Carlo Magno fino ad oggi.
Prima parte
750-1050: Tutto iniziò con Carlo Magno

Carlo Magno
I primi testi della lingua
tedesca che oggi chiamiamo "Althochdeutsch" (vecchio alto-tedesco, periodo tra il 750 e il 1050) sono, per un tedesco medio di oggi, assolutamente incomprensibile, sembrano dei testi di un'altra lingua.
Tutto lo sviluppo della lingua tedesca iniziò con Carlo Magno (a sinistra un suo ritratto dipinto da Albrecht Dürer). Per accelerare la cristianizzazione dei popoli germanici Carlo Magno incaricò monaci e saggi a creare dei testi in un linguaggio comprensibile in tutte le parti del suo grande impero. I popoli germanici
dell'epoca parlavano delle lingue e dei dialetti che avevano la loro origine nella lingua indoeuropea dalla quale provengono molte lingue dell'Europa di oggi. Il clero dell'epoca parlava e scriveva invece in latino che il popolo non capiva.
La nuova lingua "Althochdeutsch" che si stava sviluppando in questo modo fino alla fine dell'undicesimo secolo era una lingua fortemente artificiale, usata solo in ambiti religiosi che conteneva molti elementi dei dialetti meridionali della Germania mescolati con espressioni derivati dal latino. Non esistevano ancora regole grammaticali e ortografiche e la struttura sintattica della frase era libera. Inoltre non c'erano ancora gli articoli e i pronomi personali (in cambio era più articolato il sistema delle declinazioni: influsso del latino) e i tempi usati erano solo due: il presente e il passato ("Präsens" e "Präteritum").
Ma proprio questi limiti e la mancanza di norme vincolanti doveva rendere l'uso
della lingua e in particolare la lettura dei testi molto faticosa. Il lessico era ancora poco sviluppata e non permetteva molte sfumature espressive. Le crescenti esigenze culturali della corte necessitavano invece lo sviluppo di una lingua più articolata e differenziata. |