Letteratura e cultura tedesca

Il motivo del "Wandern"
nel "Werther" di Goethe


Tesi di laurea di Roberta Capozucca
Goethe
Johann Wolfgang Goethe (1749-1833)
in un quadro di Georg Melchior Kraus, 1775/76
fonte: Wikimedia Commons

Informazioni generali:

Titolo della tesina:
Das Wandern in "Die Leiden des jungen Werthers"

Autrice:
Roberta Capozucca

Università:
Università di Macerata - Lingue e Culture Straniere Occidentali ed Orientali

Anno di scrittura:
2013

L'inizio della tesina:

Uno dei principali Leitmotiven che si possono facilmente rintracciare all’interno del romanzo epistolare “I dolori del giovane Werther” di J.W. von Goethe è sicuramente quello del Wandern, uno dei temi più cari alla cultura ed alla tradizione tedesca fin dai tempi antichi, come ci conferma anche il grande Goethe. In questo saggio si cercherà di chiarire il concetto analizzando le varie fonti a disposizione con particolare riferimento al romanzo in questione, ponendo l’accento sul valore altamente simbolico che tale concezione racchiude in se.

Per chiarire il significato etimologico del termine, dobbiamo necessariamente chieder aiuto al tedesco. Una lingua, quella tedesca, che non ha eguali quando si tratta di esprimere sfumature del pensiero umano che non esistono nelle altre lingue. Per capire ciò di cui stiamo parlando dobbiamo almeno citare dei vocaboli che considereremo fondamentali. In tedesco infatti, esistono ben cinque modi per esprimere quella che in apparenza sembrerebbe la stessa azione, cioè l’atto del camminare. Non possiamo dire soltanto “sto andando”, sarebbe molto riduttivo di un’azione così importante che facciamo con noncuranza tutti i giorni. In tedesco, se diciamo fahren significa muoversi con un mezzo, gehen significa andare a piedi, spazieren gehen vuol dire passeggiare, e ancora laufen è uguale a correre ed infine eccoci al nostro wandern, che è tutt’altro che camminare, contiene in sé, come ci dicono V. Vannuccini e F. Predazzi, “un senso di libertà, di spazi aperti e di avventure, ciò che crea un profondo rapporto con la natura e che è effettivamente un elemento fondante del sentirsi tedeschi”.

Wandern, Wanderung sono appunto parole molto importanti per la storia del grande immaginario tedesco. Il "viandante", nella nostra mentalità latina è colui che , legato affettivamente alla famiglia, alla casa, alla terra che lavora, è costretto a compiere un viaggio impervio e talvolta pericoloso. Pensiamo al dramma degli emigranti che devono per forza di cose lasciare la propria casa e vivere in nuove oscure realtà che sentono troppo “strette” . Di tutt’altra connotazione il significato che la parola Wanderer, viandante, assume nelle terre di lingua tedesca. Qui, chi segue un cammino non si dirige verso una meta reale e concreta; egli è un essere che va alla ricerca di sé stesso, o meglio dell'indefinibile, di ciò di cui il proprio animo rende certi dell'esistenza, ma che sfugge ad ogni razionalità. Potremmo, per avere un’idea, far riferimento ai pellegrini che nelle prime ere cristiane solcavano l’Europa o, perché no, ai giovani uomini che intraprendevano il loro viaggio di formazione. In ogni caso il cammino che si presentava loro era lo stesso e prevedeva forse la stessa predisposizione d’animo. [...]

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