|

Un leone cinese.
Brecht non è solo drammaturgo, è anche autore
di numerose poesie, tra le più toccanti della lirica tedesca novecentesca. La
sua scrittura poetica è diretta, con il tono della semplice annotazione
immediata, della confessione di un intellettuale che vive in un'epoca di
atroci crudeltà. Vuole essere utile e non ci porta in nessun mondo fantastico o
enigmatico. Eppure ha un fascino, una bellezza a cui è difficile sottrarsi. Le
sue poesie non hanno la rima, hanno però un ritmo molto ben studiato.
Brecht amava l'arte cinese, nelle sue opere si trovano spesso riferimenti alla Cina e alla sua civiltà. Nel 1951, osservando un leoncino cinese ritagliato dalle radici della pianta del tè, Brecht scrive
le seguenti righe che possono essere considerate una specie di programma della sua opera poetica:
Die Schlechten fürchten deine Klaue Die Guten freuen sich deiner Grazie Derlei Hörte ich gern Von meinem Vers. |
I cattivi temono le tue unghie I buoni si rallegrano della tua grazia Un cosa così Mi piacerebbe sentire Dei miei versi. |
Un'altra sua poesia, in un certo senso "programmatica", si intitola "An die
Nachgeborenen" (A quelli nati dopo di noi). Qui alcune parti di questa poesia:
Wirklich,
ich lebe in finsteren Zeiten! Das arglose Wort ist töricht. Eine
glatte Stirn Deutet auf Unempfindlichkeit hin. Der Lachende Hat
die furchtbare Nachricht Nur noch nicht empfangen. |
Veramente, vivo in tempi bui! La parola disinvolta è
folle. Una fronte liscia Indica insensibilità. Colui
che ride Probabilmente non ha ancora ricevuto La
terribile notizia. |
Was sind das
für Zeiten, wo Ein Gespräch über Bäume fast ein Verbrechen ist
Weil es ein Schweigen über so viele Untaten einschließt! Der dort
ruhig über die Straße geht Ist wohl nicht mehr erreichbar für seine
Freunde Die in Not sind?
..... |
Che tempi sono questi in cui Un discorso sugli alberi
è quasi un reato Perché comprende il tacere su così tanti crimini!
Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada Forse non è
più raggiungibile per i suoi amici Che soffrono?
..... |
Con "ein Gespräch über Bäume" (un discorso
sugli alberi) Brecht allude alla poesia
politicamente non impegnata che per lui, almeno nell'epoca del
nazismo, non era possibile.
Wirklich,
ich lebe in finsteren Zeiten! Das arglose Wort ist töricht. Eine
glatte Stirn Deutet auf Unempfindlichkeit hin. Der Lachende Hat
die furchtbare Nachricht Nur noch nicht empfangen. |
Veramente, vivo in tempi bui! La parola disinvolta è folle. Una
fronte liscia Indica insensibilità. Colui che ride Probabilmente
non ha ancora ricevuto La terribile notizia. |
Was sind das
für Zeiten, wo Ein Gespräch über Bäume fast ein Verbrechen ist
Weil es ein Schweigen über so viele Untaten einschließt! Der dort
ruhig über die Straße geht Ist wohl nicht mehr erreichbar für seine
Freunde Die in Not sind?
..... |
Che tempi sono questi in cui Un discorso sugli alberi
è quasi un reato Perché comprende il tacere su così tanti crimini!
Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada Forse non è
più raggiungibile per i suoi amici Che soffrono?
..... |
Ich wäre gern auch weise. In den alten Büchern steht, was weise ist: Sich aus dem Streit der Welt halten und die kurze Zeit Ohne Furcht verbringen. |
Mi piacerebbe anche essere saggio. Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio: Tenersi fuori dai guai del mondo e passare Il breve periodo senza paura. |
Auch ohne Gewalt auskommen Böses mit Gutem vergelten Seine Wünsche nicht erfüllen, sondern vergessen Gilt für weise. Alles das kann ich nicht: Wirklich, ich lebe in finsteren Zeiten! ..... |
Anche fare a meno della violenza Ripagare il male con il bene Non esaudire i propri desideri, ma dimenticare Questo è ritenuto saggio. Tutto questo non mi riesce: Veramente, vivo in tempi bui! ..... |
Ihr, die ihr auftauchen werdet aus der Flut In der wir untergegangen sind Gedenkt Wenn ihr von unseren Schwächen sprecht Auch der finsteren Zeit Der ihr entronnen seid. |
Voi, che emergerete dalla marea Nella quale noi siamo annegati Ricordate Quando parlate delle nostre debolezze Anche i tempi bui Ai quali voi siete scampati. |
Gingen wir doch, öfter als die Schuhe, die Länder wechselnd* Durch die Kriege der Klassen, verzweifelt Wenn da nur Unrecht war und keine Empörung. |
Abbiamo camminato, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,* Attraverso le guerre di classe, disperati Quando c'era solo ingiustizia e nessuna rivolta. |
|
* Brecht si riferisce al suo esilio in vari paesi. |
Dabei wissen wir doch: Auch der Haß gegen die Niedrigkeit Verzerrt die Züge. Auch der Zorn über das Unrecht Macht die Stimme heiser. Ach wir Die wir den Boden bereiten wollten für Freundlichkeit Konnten selber nicht freundlich sein. |
Eppure sappiamo: Anche l'odio verso la bassezza Distorce i tratti del viso. Anche l'ira per le ingiustizie Rende la voce rauca. Ah, noi Che volevamo preparare il terreno per la gentilezza Noi non potevamo essere gentili. |
Ihr aber, wenn es so weit sein wird Daß der Mensch dem Menschen ein Helfer ist Gedenkt unser Mit Nachsicht. |
Ma voi, quando sarà venuto il momento In cui l'uomo
sarà amico dell'uomo Ricordate noi Con indulgenza. |
|
(le traduzioni in italiano
sono di Wolfgang Pruscha) |
|