Letteratura e cultura tedesca

Bertolt Brecht - vita ed opere

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Bertold Brecht
Bertolt Brecht, nel 1954, a 56 anni
foto: Jörg Kolbe / Bundesarchiv

Cenni biografici:

Bertolt Brecht è il principale drammaturgo tedesco del Novecento. Nato nel 1898 ad Augsburg (Augusta - Baviera) scoprì presto il suo amore per il teatro. Il suo esordio in teatro era fortemente influenzato dall'Espressionismo, ma presto aderì allo schieramento marxista e sviluppò la teoria del "teatro epico" secondo cui lo spettatore non doveva immedesimarsi, ma era invitato a tenere una distanza critica per riflettere su quello che si vedeva in scena. Canzoni, elementi parodistici e una sceneggiatura molto ben studiata dovevano creare un effetto di straniamento, un distacco critico. Lo spettatore doveva imparare qualcosa. Il teatro di Brecht offre una grande varietà di storie e casi umani, oppure rivisitazioni di drammi storici che ancora oggi sanno incantare il pubblico per la loro arguzia, modernità e impostazione scenica.

Nel 1933 dovette emigrare in America, raggiunta via Danimarca e Mosca. Quando tornò in Germania, nel 1948, fondò a Berlino Est un proprio teatro, il "Berliner Ensemble", dove cercò di realizzare le sue idee, facendo diventare questo teatro uno dei più affermati in Germania. Nonostante le sue convinzioni marxiste era spesso in contrasto con le autorità della Germania dell'est. Morì nel 1956 a Berlino.
Augsburg - Brechthaus
La casa di nascita di Bertolt Brecht ad Augusta (Augsburg), oggi un museo
foto: Peter Bubenik

La vita di Brecht - dati e fatti:

1898 Bertolt Brecht nasce il 10 febbraio 1898 ad Augusta (Baviera) come primo di due figli di Berthold Friedrich Brecht e Sophie Brezing, in una famiglia benestante. Il padre è cattolico, sua madre protestante, i genitori decidono di educare il giovane Brecht nella fede protestante.
1904-17 Brecht frequenta la scuola elementare e il Realgymnasium, con buoni risultati. Già a partire dal 1913 comincia a scrivere poesie e testi per un giornalino della scuola. Compone canzoni, suona con la chitarra, e organizza scorribande notturne. Già a scuola Brecht mostra un comportamento anticonformista. Quando scrive un tema in classe esprimendosi polemicamente contro la morte eroica in guerra provoca un piccolo scandalo e evita per poco l'espulsione dalla scuola. Nel 1917 ottiene il diploma d'emergenza concesso anzitempo a causa della guerra. Nello stesso anno si iscrive all'Università di Monaco di Baviera studiando, ma in modo discontinuo, medicina e filosofia.
1918 Nell'ottobre 1918 viene chiamato a fare l'infermiere in un ospedale di Augusta, ma deve lavorare lì solo per un mese, perché in novembre finisce la guerra. Continua a frequentare l'università, ma si interessa sempre di più per il teatro, è molto influenzato dell'espressionismo, la parola d'ordine diventa "ribellione". Scrive la celebre poesia La leggenda del soldato morto e il suo primo dramma Baal che, come molte delle sue opere, subirà varie modifiche negli anni successivi.
Lisl Karlstadt e Karl Valentin
I due comici bavaresi Lisl Karlstadt e Karl Valentin con cui Brecht collabora negli anni '20
foto: Autore sconosciuto
1920-26 Dopo la morte della madre nel 1920 Brecht si trasferisce definitivamente a Monaco di Baviera dove entra nel gruppo dei celebri cabarettisti bavaresi Karl Valentin e Lisl Karlstadt, con cui si esibisce in spettacoli clowneschi. Valentin influenza molto le sue opere successive, ma il modello più importante in quegli anni è Frank Wedekind, che attacca la borghesia dando voce a personaggi "maledetti" che si vendicano di un mondo disumanizzato.
1922 Brecht vince il Premio Kleist per la sua opera Tamburi nella notte. Sposa la cantante Marianne Zoff, ma il matrimonio dura poco, nel 1927 divorziano. Per tutta la sua vita i rapporti di Brecht con le donne sono piuttosto turbolenti e spesso avevo rapporti con due donne contemporaneamente.
1924 Si trasferisce da Monaco a Berlino dove lavora con Carl Zuckmayer come drammaturgo presso il Deutsches Theater.
1926-30 Studia Hegel e Marx e si avvicina al marxismo. Sviluppa la sua teoria del teatro epico che si avvale di una particolare tecnica di recitazione, il cosiddetto effetto di straniamento che è diametralmente opposta alla tecnica tradizionale che promuove l’immedesimazione dello spettatore. L’attore sulla scena non dà luogo alla totale metamorfosi nel personaggio da rappresentare, egli mostra il proprio personaggio, "mantenendo il contegno di chi si limita a suggerire, a proporre", tenendosi a distanza dal personaggio e sollecitando lo spettatore alla critica del personaggio.
1928 Brecht scrive la commedia L'opera da tre soldi su musica di Kurt Weill che diventa il maggior successo teatrale della Repubblica di Weimar e che viene rappresentato fino ad oggi in molti teatri del mondo.
1928-30 In quegli anni Brecht scrive alcuni pezzi teatrali, i cosiddetti "Lehrstücke" (drammi didattici), p.e. La linea di condotta, in cui Brecht mette in scena tematiche marxiste.
Opera da tre soldi  Opera da tre soldi
a sinistra: la locandina dell'Opera da tre soldi, nel 1928
a destra: il soprano Alicia Murillo canta la "Ballata del ruffiano" dell'Opera da tre soldi, nel 2007
foto: H.-P.Haack / Joe Mabel
1929 Brecht sposa l'attrice Helene Weigel che ha conosciuto nel 1922 e dalla quale ha già avuto un figlio, quando era ancora sposato con Marianne Zoff.
1933 Adolf Hitler viene eletto cancelliere del Reich. Brecht, che ha già avuto pesanti minacce da parte dei nazisti, è costretto a fuggire. Al momento dell'avvento al potere di Hitler si trova a Berlino ricoverato all'ospedale e, senza neanche passare da casa sua, fa le valigie e fugge all'estero, insieme alla famiglia ed alcuni amici.
Vita di Galileo
Una rappresentazione di "Vita di Galileo", nel 1971
foto:  Katscherowski / Bundesarchiv
1933-41 Nei primi otto anni dell'esilio Brecht cambia spesso paese, "cambio più spesso paese delle scarpe" come scrive ironicamente in una sua poesia. Prima va a Praga e poi a Vienna e Parigi. Ma anche Parigi non è sicuro. Un'amica invita Brecht e sua moglie a venire in Danimarca dove vive per cinque anni. Quando le truppe naziste attaccano anche la Danimarca e la Norvegia Brecht passa, nel 1940, prima in Svezia e poi in Finlandia. Vuole andare in America per lavorare come regista a Hollywood, ma il passaporto si fa attendere. Così va prima a Mosca e, attraversando in treno tutta la Russia, si imbarca a Vladivostok per arrivare infine in California, nel 1941.

Nonostante la vita dura in esilio Brecht è molto produttivo: in quegli anni scrive Madre Coraggio e i suoi figli, Vita di Galileo, La resistibile ascesa di Arturo Ui e Il signor Puntila e il suo servo Matti che fanno parte delle opere più mature di Brecht.
Il signor Puntila e il suo servo Matti
Una rappresentazione di "Il signor Puntila e il suo servo Matti", nel 2010
foto: Pvasiliadis
1941-47 In quegli anni l'America è affollata di scrittori e artisti tedeschi e austriaci in esilio. L'America li accoglie volentieri, ma la loro vita non è facile: con la cultura tedesca non si fanno tanti soldi né a Hollywood, né a Broadway. Brecht lancia innumerevoli progetti per film e rappresentazioni teatrali, ma fa molta fatica: o non trova i produttori per le sue idee, o gli attori che vuole avere. Non vuole accettare le modifiche che gli propongono per venire incontro ai gusti americani e così è quasi sempre in difficoltà economiche, cosa che non gli dà la tranquillità per dedicarsi a nuove opere. Tra il 1942 e il 1945 scrive comunque il dramma Schweyk nella seconda guerra mondiale.
1947 Finita la guerra nel 1945, Brecht comincia subito a pensare al ritorno in Europa, ma non è facile trovare un visto per un paese che gli offre la possibilità di vivere con il teatro. Stava già facendo le valigie per partire quando, nel 1947, viene chiamato ad essere interrogato dalla Commissione per le attività antiamericane. Sono gli anni della guerra fredda e in America è scoppiata una isterica paura di spie sovietiche. Insieme ad altri 18 rappresentanti del cinema di Hollywood (tra cui Charlie Chaplin, Walt Disney e Gary Cooper) Brecht deve difendersi dall'essere un membro del partito comunista che cospira con l'Unione Sovietica. Brecht nega tutto (ed è vero, non è mai stato membro del partito) e, interrogato sulle sue opinioni politiche si presenta, in modo piuttosto furbesco, come un innocente scrittore antinazista. Vuole solo scappare dall'America e infatti, già ventiquattro ore dopo questo farsesco interrogatorio, Brecht è in aereo per tornare in Europa.

Bertolt Brecht e Helene Weigel durante la manifestazione del 1° maggio 1954 a Berlino,
si trovano sul carro del loro teatro, il "Berliner Ensemble"
foto: Horst Sturm / Bundesarchiv
1948-56 La prima tappa del ritorno di Brecht dall'esilio è Zurigo, infatti la Svizzera è l'unico stato che gli permette di trovare una sistemazione almeno provvisoria. Brecht vuole fare teatro, possibilmente in un teatro tutto suo che gli permette di sperimentare e di applicare le sue teorie. A Zurigo rimane per un anno e quando vede una possibilità per lui a Berlino Est torna in Germania e fonda il teatro Berliner Ensemble che diventa una delle più importanti compagnie teatrali europea.

Dopo il suo ritorno in Germania Brecht si dedica quasi completamente all'attività di regista e mette in scena numerose opere teatrali suoi e di altri autori, di solito rielaborate da lui. L'unica nuova opera che comincia a scrivere - ma che alla fine rimane incompiuta - è Turandot ovvero il Congresso degli Imbiancatori.
1953 Il 17 giugno 1953 a Berlino scoppia una rivolta operaia contro alcune nuove misure dello stato socialista della DDR che avrebbero peggiorato la situazione già precaria degli operai. Questa rivolta si propaga velocemente in numerose città dell'est, ma gli scioperi, le manifestazioni e le altre proteste vengono violentemente soppressa, anche con l'aiuto di carri armati sovietici. Brecht scrive una lunga lettera al governo in cui critica gli scioperi e sostiene genericamente il governo, ma allo stesso tempo si esprime molto criticamente nei confronti delle norme governative che hanno provocato la disperata reazione degli operai e invita il governo a fare autocritica e a ritirarle.

Ma il governo della DDR pubblica solo la parte della lettera di Brecht che fa comodo a loro, le aspre critiche contenute nella lettera di Brecht non vengono rese pubbliche. Brecht è costernato e quando vede che, come reazione a questa falsa immagine creata dal governo, quasi tutti i teatri della Germania e dell'Europa occidentale cominciano a boicottare i suoi testi, è quasi disperato. In una sua poesia scrive, tra l'ironico e il sarcastico, che il governo, se non è contento del popolo, farebbe meglio scegliersene un'altro.

Negli anni successivi Brecht aumenta i suoi sforzi per aprire una discussione aperta sugli errori della politica del governo socialista, ma non ottiene risultati. Visto che comincia anche di sentire i sintomi della stanchezza dell'età si concentra sempre di più sul suo vero, grande amore: il teatro.
1956 Nel 1956 Brecht è già da tempo in cattive condizioni di salute. All'inizio di maggio si fa ricoverare in ospedale per curare i postumi di un'influenza da virus. Muore il 14 agosto 1956 a causa di un infarto cardiaco.
Casa di Bertolt Brecht und Helene Weigel a Buckow
La casa di Bertolt Brecht und Helene Weigel a Buckow nel Brandeburgo, dove vissero dal 1952
foto: Lienhard Schulz

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