Letteratura e cultura tedesca

Bertolt Brecht: "Santa Giovanna dei Macelli"

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Una scena di "Santa Giovanna dei Macelli", Berliner Ensemble, 2016
foto: www.spiegel.de/fotostrecke/
Articolo a cura di Eleonora Massa.

"Santa Giovanna dei Macelli" - satira sociale e clericale:

Composta tra il 1929 e il 1930, ed eseguita in forma ridotta come radiodramma nel 1932, la Santa Giovanna dei Macelli (Die Heilige Johanna der Schlachthöfe) segna il passaggio definitivo di Brecht verso il “teatro scientifico”: non specchio della realtà, fonte di immedesimazione per lo spettatore, ma dimostrazione del gioco di forze economiche e sociali che in essa agiscono e, con ciò, strumento finalizzato alla presa di coscienza da parte del pubblico.

Nel dramma si compie il processo di “didattizzazione scenica” avviato da Brecht in Ascesa e caduta della città di Mahagonny e proseguito, tra gli altri, ne La linea di condotta (Die Massnahme) e ne L’eccezione e la regola (Die Ausnahme und die Regel): il palcoscenico diventa il luogo in cui svelare  i meccanismi su cui poggia la società capitalistica: in una parola, diventa “teatro epico”.

Nella Santa Giovanna dei Macelli la satira sociale si unisce a quella clericale: le due si fondono allo scopo di smascherare e denunciare la corrispondente subdola alleanza tra il capitalismo e la chiesa. Nel dramma la vittima del sistema economico, il cui unico scopo è il profitto, è una zelante e onesta missionaria, impegnata a predicare le buone virtù cristiane: tra queste, ad esempio, l’accettazione dei mali e delle ingiustizie terrene in attesa dell’eterna felicità del paradiso. La storia si svolge a Chicago e lei si chiama Giovanna Dark (Johanna Dark), sottotenente dei Cappelli Neri dell’Esercito della Salvezza, impegnata a distribuire ai proletari affamati minestre calde pagate dai padroni - una Giovanna D’Arco trapiantata ai tempi della grande crisi americana del 1929. È una donna onesta e ingenua, che sinceramente crede di poter risolvere i problemi del suo tempo attraverso la carità e i buoni sentimenti. L’intento parodistico, in Brecht, non viene mai meno, a cominciare dai titoli e dai nomi dei personaggi delle sue opere.
L’azione coincide con il progressivo sfaldamento dell’ideale religioso. Dopo aver preso atto della realtà della fame degli operai, Giovanna non solo fallirà nel tentativo di redimere il ricco magnate dell’industria della carne in scatola, Pierpont Mauler, bensì dovrà fare i conti con un’agghiacciante scoperta: è Mauler stesso, infatti, a finanziare l’Esercito della Salvezza in cui è impegnata, è lo stesso sfruttatore a servirsi della dottrina religiosa - a servirsi di lei - per continuare a sfruttare.

Passerà così dalla parte degli operai intenti ad organizzare uno sciopero ma, per non commettere violenza – per non contravvenire ai principii a cui presta fedeltà – rifiuterà di svolgere un compito assegnatole; quando si renderà conto di aver sbagliato, sarà troppo tardi, perché la sua scelta avrà già decretato il fallimento del progetto di sollevazione operaia.

Giovanna proseguirà la lotta da sola, fino al martirio: morirà di fame e di freddo, rifiutando il piatto di minestra calda offertogli dai suoi stessi sfruttatori e persecutori, fedele fino alla fine ai principi del proprio credo che, al contempo, saranno causa della sua stessa tragica morte. Persino questa sarà oggetto di sfruttamento: esaltata e santificata, cioè, per accrescere il prestigio dell’Esercito della Salvezza.

Neanche le preghiere, le buone virtù e intenzioni, le prediche e la carità, possono aiutare i miseri. Al contrario, esse non servono ad altro che a riempire - un’ultima volta - la bocca dei pescecani.
testo: Eleonora Massa

Luca Ronconi sull'opera "Santa Giovanna dei Macelli":


Luca Ronconi, regista e direttore artistico del Piccolo Teatro di Milano, parla della sua messa in scena di quest'opera di Brecht.

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