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 Novalis

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Novalis (1772-1801), incisione di Friedrich Eduard Eichens (1845)
Novalis (1772-1801)
incisione di Friedrich Eduard Eichens (1845)
fonte: Wikimedia Commons

Vita e opere di Novalis:

Nessun poeta romantico tedesco è tanto sognatore quanto Friedrich von Hardenberg, conosciuto con lo pseudonimo di Novalis, dal latino “terra nuova”. La sua vita   e la sua opera sono un sogno a occhi aperti, un’unica esperienza dolorosamente visionaria, contemplazione mistica del mondo circostante. In Novalis la poesia e la filosofia sono in sostanza la stessa cosa e l’una non può esistere senza l’altra. Le due opere più famose, gli Inni alla notte e il romanzo Heinrich von Ofterdingen costituiscono il nucleo della sua esperienza di uomo e di poeta, oltre che uno scorcio veritiero e genuino nella culla del Romanticismo.

La vita di Novalis fu davvero una specie di visione onirica, o piuttosto un’illusione. Nato nel 1772 nel castello Schloss Oberwiederstedt (oggi nella regione Sassonia-Anhalt), secondo degli undici figli di una famiglia rigidamente pietistica, Novalis ricevette la sua primaria educazione dalle mani di precettori, quindi al ginnasio luterano di Eisleben e finalmente il consolidamento universitario alla facoltà di Giurisprudenza di Jena, la città che vide la nascita e la crescita del movimento, conosciuto in Europa come "Romanticismo". Fu proprio a Jena che Novalis conobbe e strinse amicizia con alcune delle personalità più in voga dell’epoca: Schiller, Fichte e i fratelli Schlegel.

Dopo Jena, Novalis fu a Lipsia dove studiò filosofia e matematic , ma non ebbe successo e quindi si traferì a Wittenberg dove finalmente si laureò.
Il punto di svolta nella vita di Novalis da adulto fu il grande amore per la tredicenne, Sophie von Kühn che morì per malattia nel 1794. Fu proprio l’improvvisa morte della suddetta a avvicinarlo definitivamente alla vita mistica. Si sa oggi che questa ragazzina non aveva niente di speciale, anzi, era piuttosto ordinaria, ma Novalis vide in lei, il mondo, la vita, l’amore e naturalmente la morte. Proprio nel 1794 Novalis inizia la stesura della sua opera poetica più famosa: gli Inni alla notte. Inizia in questo momento una fase fondamentale, quella della riflessione sulla poesia in chiave filosofica che fornisce oggi non solo un valido supporto all’interpretazione della sua opera, ma anche l’ampliamento delle teorie sulla poesia dal punto di vista estetico e anche meditativo ("la poesia sana le ferite inferte dall'intelletto. Essa è appunto formata da elementi contrastanti - da una verità sublime e da un piacevole inganno").

Gli Inni alla notte costituiscono una testimonianza di fede nella poesia unica nel suo genere, una meditazione continua fra essere e morire che porta il sognatore a chiedersi se ama o sogna davvero. In prosa e in poesia, gli Inni suggeriscono forse l’idea che Novalis amò crogiolarsi nella morte, amò pensare alla dipartita della sua amata come un punto di svolta nella svolta, idea presente anche in un frammento del diario che il poeta tenne in quel periodo: "La sera andai da Sophie. Qui mi sentii indescrivibilmente lieto / lampeggianti momenti di entusiasmo / soffiai via la tomba avanti a me, come polvere / secoli e momenti erano la stessa cosa / la sua vicinanza era sensibile / io credevo che dovesse da un momento all altro apparirmi ..."

Il romanzo di formazione Heinrich von Ofterdingen racchiude uno dei concetti o immagini sostanziali della vita-sogno di Novalis. L’apprendistato alla vita del giovane Heinrich lo porterà sulle tracce di una caverna e di un fiore azzurro che rappresenta quel tendere particolarmente romantico verso l’infinito di cui Novalis si fa portavoce. Heinrich-Novalis comprende che è nato per la poesia e per l’amore e, attraverso un viaggio indietro nel tempo e nella sua anima, giungerà finalmente al cospetto dell’amore. Un romanzo sensazionale e perfetto che Novalis sentì molto caro al suo percorso interiore ed esteriore e nel quale il poeta ci trasmette proprio quella forza vitale dell’amore e della vita.

Novalis morì nel 1801 a Weißenfels, a 29 anni, lasciando dietro di sé un’esistenza trascorsa sognando e un sogno trascorso vivendo.


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