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Retrospettiva Wim Wenders

Retrospettiva
Wim Wenders

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Wenders story. Il cinema, il viaggio, la musica, il mito

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Wim Wenders è sicuramente tra i più conosciuti registi tedeschi contemporanei. I film di Wenders che è anche sceneggiatore e produttore escono nelle sale cinematografiche di tutto il mondo. Qui una breve retrospettiva delle sue opere. Pagina a cura di Fabrizio Gabrielli.

Wenders è uno degli autori europei più rispettosi di un modo di fare cinema che lasci allo spettatore il tempo di riflettere. È un amante della lentezza narrativa, rispettoso dei tempi delle storie e di quelli dei suoi personaggi. Le storie di Wenders hanno spesso preso lo spunto da episodi talora anche banali, ma la dimensione personale e intimistica del cinema di Wenders va sempre tenuta presente in un'ottica più ampia di introspezione dell'animo umano. Importante appare anche l'esigenza del regista di restituire all'immagine una sua purezza che giustifichi il fatto di essere mostrata alle altre persone. Da qui nasce anche la ricerca del regista di creare una narratività mediata soprattutto dalle immagini. Un amore, questo per le immagini, di cui il regista non ha mai fatto mistero e che costituisce forse la chiave di lettura più appropriata per andare alla scoperta delle sue opere.


Sembra uno dei famosi quadri del pittore americano Edward Hopper -
invece è una splendida inquadratura del film Crimini invisibili.

Wim Wenders è nato il 14 agosto 1945 a Düsseldorf, figlio di un medico chirurgo e di madre casalinga. Al termine della normale carriera scolastica il giovane Wenders vuole studiare medicina, si iscrive all'Università, ma ottiene scarsi successi. Nell'ottobre 1966 Wenders conosce lo scrittore Peter Handke, con il quale instaura un rapporto di collaborazione che si concretizza in seguito nella realizzazione di ben quattro film e alcuni spettacoli teatrali. Alla fine del 1966 Wenders va a Parigi, dove si ferma per un anno e tenta di superare, anche qui senza successo, l'esame di ammissione alla rinomata scuola di cinematografia IDHEC. Tornato a Monaco di Baviera si iscrive ai corsi della Scuola Superiore di Televisione e Cinema, fondata nello stesso anno, primo istituto del genere in Germania.

Da quel momento Wenders ha cominciato a fare esperimenti con la macchina da presa, dapprima evidenziando un realismo esasperato nelle inquadrature e poi, una volta compresa l'importanza della colonna sonora, sperimentando ampiamente le tecniche di contrappunto tra le immagini e la musica rock - un elemento che si ritrova praticamente senza interruzione nei suoi film. A partire dal 1973 Wenders si è cimentato con la tematica del viaggio che lo ha portato a realizzare tre film ormai divenuti celebri sotto la denominazione di Trilogia della strada (Alice nelle città 1974, Falso movimento 1974, Nel corso del tempo 1976). In seguito Wenders ha deciso di tentare la strada dell'emigrazione negli USA, cedendo anche alle insistenti richieste del regista americano Francis Ford Coppola che lo invitò nel 1979 a realizzare un film sulla vita del detective-scrittore Dashiell Hammett (Hammett 1982). Rientrato provvisoriamente in Europa, Wenders ha ottenuto nel 1982 il Leone d'Oro alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia con il film Lo stato delle cose, a cui ha fatto seguito nel 1984 un altro prestigioso premio, la Palma d'Oro, ricevuta al Festival di Cannes per il film Paris, Texas. Seguì, nel 1987 il celebre Il cielo sopra Berlino. Dagli esordi fino ad oggi, Wenders ha praticamente esplorato tutti gli aspetti delle tecniche cinematografiche che la moderna tecnologia gli ha messo a disposizione. A questo proposito non si può non ricordare il film del 1991 Fino alla fine del mondo, nel quale Wenders ha compiuto esperimenti nel campo dell'Alta Definizione. Lisbon storys (1994) e Al di là delle nuvole (1995), quest'ultimo girato insieme a Antonioni, sono state le tappe successive. Nel 1997 ha girato a Los Angeles Crimini invisibili, con musiche curate dal cantante degli U2 Bono. Il suo amore per la musica si esprime anche in Buena Vista Social Club, girato nel 1998 a Cuba. In occasione dell'edizione 2000 del festival cinematografico "Berlinale" è uscito il suo ventesimo film The Million Dollar Hotel.

Fabrizio Gabrielli
fabrizio@italway.it

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