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Otto von Bismarck -
il cancelliere di ferro

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Otto von Bismarck
Otto von Bismarck (1815-1898) in una foto del 1890
foto:
Bundesarchiv
Otto von Bismarck
Otto von Bismarck (1815-1898) in una foto del 1890
foto:
Bundesarchiv

Bismarck e l'unificazione della Germania:

La carriere politica di Bismarck iniziò nel 1848, l'anno della rivoluzione che scosse tutta l'Europa e anche la Germania. Il 18 marzo 1848 venne repressa un'insurrezione popolare a Berlino provocando 800 morti. Gli obbiettivi di questa rivolta furono l'introduzione di una costituzione democratica, libera stampa, e l'unione della Germania. Il trono di Federico Guglielmo IV, re della Prussia, vacillò, ma il giovane deputato Bismarck si schierò decisamente dalla sua parte, ribadendo che la sovranità non veniva dal popolo, ma dall'alto, dal "diritto divino" dell'imperatore. Per Bismarck i rischi legati alle rivendicazioni democratiche erano elevati - basta ricordarsi che Carlo Marx aveva già scritto il suo "Manifesto dei comunisti". Secondo Bismarck l'unità della Germania poteva solo avenire a tre condizioni: l'esclusione dell'Austria, unificazione sotto la guida di qualcuno abbastanza forte da poter costringere gli altri stati tedeschi ad aderire a questa "Germania unita" e la soppressione delle rivendicazioni democratiche. Chiaramente, voleva essere la Prussia alla guida di questo nuovo stato. E Bismarck ci riuscì: nel 1871, dopo la vittoriosa guerra contro la Francia, il re della Prussia (Guglielmo I) fu nominato imperatore del nuovo "Reich" e Bismarck, che prima era cancelliere della Prussia diventò cancelliere della Germania uniya. Il modo in cui Bismarck ha guidato la Prussia a diventare padrone della Germania era senz'altro caratterizzato da una grande spietatezza. Una volta individuato un obbiettivo da raggiungere Bismarck non aveva tanti scrupoli nella scelta dei metodi per arrivarci. L'appellativo "cancelliere di ferro" che non dispiaceva più di tanto a Bismarck è sicuramente azzeccato, almeno per certi aspetti della sua politica.

Bismarck - "cancelliere di ferro" e "onesto intermediatore":

Raggiunto lo stato unitario del "Deutsches Reich" (Impero tedesco), Bismarck si rivelò un uomo politico non affatto aggressivo, almeno nella politica estera. La Germania era circondata dalle potenze "vecchie", cioè Francia, Inghilterra, Austria e Russia, tutti diffidenti e sospettosi nei confronti di questo nuovo e forte elemento nella scacchiera politica dell'Europa, da sempre molto precaria e instabile. Fino alle sue dimissioni (forzate) nel 1890, Bismarck si mostrò un diplomatico cauto e molto abile che più di una volta riuscì a districare scontri politici e anche militari tra le potenze europee. Certo, sempre nell'interesse della Germania, ma l'equilibrio tra Russia, Turchia, stati Balcani, Austria, Francia e Inghilterra - pur essendo sempre labile e spesso sull'orlo del tracollo - fu sicuramente in buona parte merito suo. Il soprannome "eiserner Kanzler" (cancelliere di ferro) adesso cambiò in "ehrlicher Makler" (onesto intermediatore).

Nella politica interna invece Bismarck rimase il temuto "cancelliere di ferro", piuttosto insofferente nei confronti dell'influenza che aveva ottenuto il parlamento del Reich. Odiava in particolare due partiti: i socialdemocratici, che durante il suo cancellierato erano ancora un partito rivoluzionario che volevano sovvertire lo stato a favore di una dittatura del proletariato e il nuovo partito del "Zentrum", un partito cattolico sospettato da Bismarck di agire non nell'interesse nazionale, ma nell'interesse del Vaticano. Contro entrambi i partiti Bismarck riuscì a far approvare delle leggi durissime - in particolare contro i socialdemocratici - che ostacolarono pesantemente la loro vita politica. Parallelamente cercò di venire incontri agli elettori dei socialdemocratici con delle riforme che per l'epoca erano rivoluzionarie: introdusse il primo sistema previdenziale al mondo, che servì da modello per tutti gli altri paesi. Istituì l'assicurazione contro le malattie, quella contro gli infortuni e infine realizzò un progetto di assicurazione per la vecchiaia. Ma nonostante ciò non riuscì a impedire che il partito socialdemocratici cresceva, lentamente ma in maniera inesorabile. E anche la cosiddetta "Kulturkampf" (lotta culturale) contro il partito cattolico del Zentrum non ebbe il successo sperato.

Cronologia della vita politica di Bismarck:

La proclamazione del Reich della Germania, nel 1871 La proclamazione del Reich della Germania, nel 1871 La proclamazione del Reich della Germania, nel 1871, nella Sala degli specchi del castello di Versailles a Parigi. Quadro di Anton von Werner (1885)
fonte:
Wikimedia Commons
"Il pilota scende dalla nave" "Il pilota scende dalla nave" "Il pilota scende dalla nave", vignetta tedesca del marzo del 1890
in alto l'imperatore Guglielmo II che aveva costretto Bismarck a dimettersi
fonte:
Wikimedia Commons

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