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Dresda nel 1945
nelle foto di Richard Peter

Richard Peter
Richard Peter (1895-1977) negli anni '60,
nel museo di porcellana di Dresda
foto: Deutsche Fotothek

Dresda 1945:

Prima della seconda guerra mondiale Dresda era, con 640.000 abitanti, la settima città della Germania e un  importante centro economico, militare e di trasporto. Fino all'autunno del 1944, quando molte altre città tedesche erano già state pesantemente bombardate, la zona di Dresda non era ancora stata colpita, ma nessuno si creava delle illusioni che non sarebbe successo prima o poi. Infatti, fino a quel momento Dresda era ancora al di fuori del raggio di azione dei bombardieri degli alleati, ma con l'avvicinamento del fronte la situazione era destinata a cambiare presto.

I primi attacchi aerei da parte di americani e inglesi nella zona di Dresda avvennero nell'agosto 1944: furono colpiti soprattutto impianti industriali, ma la città si preparò comunque a dei bombardamenti del centro e dei quartieri residenziali. Tra il 13 e il 14 febbraio avvenne la catastrofe: in quattro attacchi, i bombardieri della Royal Air Force britannica e della Army Air Force statunitense rasero al suolo, con bombardamenti a tappeto, gran parte del centro storico di Dresda, causando una strage di civili. Fu uno dei bombardamenti con più vittime civili della seconda guerra mondiale. In quei due giorni morirono, secondo stime attendibili, tra 22.000 e 25.000 persone.

Un'area di 15 chilometri quadrati intorno al centro fu completamente distrutta, con 14.000 case, 72 scuole, 22 ospedali, 19 chiese, 5 teatri, 31 magazzini, 31 alberghi, 112 edifici amministrativi e altre costruzioni, tra cui il comando principale della Wehrmacht. 199 fabbriche furono danneggiate in modo più o meno grave; 41 di esse erano classificate come importanti per la produzione militare.

Questi bombardamenti, oltre a colpire impianti militari, avevano anche l'esplicito scopo di minare il morale dei tedeschi. Ma dopo la guerra furono oggetto di un lungo e aspro dibattito: era proprio necessario un tale massacro? Qualcuno ipotizzò persino che il bombardamento di Dresda fosse un "crimine di guerra". Comunque, nel 1945 non esisteva nessuna convenzione, a livello internazionale, che regolasse i bombardamenti per proteggere la popolazione civile.

La tragedia della Germania alla fine della guerra era terribile. Quasi tutte le grandi città tedesche subirono bombardamenti simili a quello di Dresda. Ma la loro atrocità non attenua certo la responsabilità della Germania: tutto questo era soltanto un riflesso di quello che il nazismo aveva fatto ai popoli dell'Europa, era soltanto l'ultimo atto di una guerra che Hitler aveva fortemente voluto, e che aveva, fin dall'inizio della sua carriera politica, preparato prima ideologicamente e poi anche materialmente, di una guerra con 50 milioni di morti che nessun altro in Europa o nel mondo aveva voluto o cercato.
Richard Peter
Questa foto di Richard Peter è diventata il simbolo di Dresda 1945:
un panorama della città distrutta, ripreso dalla torre del municipio
foto: Deutsche Fotothek

Su Richard Peter:

Richard Peter nasce nel 1895 come ottavo figlio di una famiglia operaia a Klein Jenkwitz nella Slesia. Comincia a lavorare presto, prima come fabbro, poi come minatore, ma presto nasce anche il suo interesse per la fotografia di cui si occupa nel suo tempo libero. Dopo aver fatto il soldato nella prima guerra mondiale lavora in una fabbrica a Halle (Sassonia-Anhalt) dove entra in contatto con il movimento operaio. Nel 1920 diventa membro del partito comunista, più tardi si trasferisce a Dresda dove comincia a lavorare come fotografo per alcune riviste operaie di sinistra, per le quali fa viaggi e reportage dall'Argentina, Brasile, Svezia e dalla Norvegia.

Nel 1933 i nazisti gli vietano di continuare a lavorare come fotografo per la stampa, per guadagnarsi da vivere Richard Peter è costretto a fare delle foto per la pubblicità. Tra il 1939 e il 1945 deve andare in guerra per la seconda volta e quando torna a Dresda, nel settembre del 1945 trova la sua città completamente distrutta e con essa anche tutta la sua attrezzatura e il suo ricco archivio fotografico. Tra il 1945 e il 1956 fa, con attrezzature prestategli, la serie fotografiche di Dresda che lo avrebbero reso famoso in tutto il mondo, di cui si trovano alcuni esempi nelle pagine successive.

Anche dopo la guerra aderisce al Partito socialista Unitario della DDR (il successore del partito comunista), ma quando comincia a indagare su alcuni capi corrotti del partito viene espulso. Continua a lavorare come fotografo, partecipa con le sue foto a numerose esposizioni e riceve varie onorificenze. Muore nel 1977 a Dresda.

Le foto di Richard Peter di Dresda (1945):

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Tutte le foto sono della
Deutsche Fotothek

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