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In nessun luogo al mondo le case a graticcio sono
arrivate a caratterizzare così massicciamente la fisionomia del paesaggio urbano e rurale come in
Germania, dove si contano ancora più di due milioni di queste "Fachwerkhäuser" edificate nell’arco di sette secoli.
Articolo di Andrea Modesti.
![]() Mosbach
Visitando
la Germania, gironzolando per le vie di qualche antico centro
storico o bighellonando tra le bancarelle di un mercatino di Natale,
sarà capitato a molti di notare pittoreschi edifici dalle facciate
attraversate da travi di legno disposte geometricamente, come a
volersi intrecciare imitando le delicate trame di un pizzo. Forse a
qualcuno quelle case non saranno apparse del tutto nuove, e magari
avrà visto riaffiorare alla memoria ricordi di illustrazioni di
fiabe lette durante l’infanzia, di capanne nei boschi e di villaggi
antichi.
Ancora oggi la casa a graticcio è la dimora più amata dai tedeschi, quella più legata alla loro ricca tradizione storica. Restaurata accuratamente, conserva una inalterata aura fiabesca, tale da mantenerla in sospeso tra la nostra epoca e un eterno tempo di sogno. ![]() Besigheim Ma vediamo ora di conoscerla meglio.
Fachwerk, in Germania, è il termine che si usa per definire una geniale e plurisecolare metodologia costruttiva in cui l’edificio è sorretto da una struttura lignea portante, fatta di montanti, travi e puntelli, sapientemente assemblati tra loro. Questo scheletro di assi a vista, straordinariamente sofisticato ed ecologico, poteva sopportare le grandi sollecitazioni di neve e vento. Una vota eretta l’intelaiatura portante, rimanevano gli spazi vuoti tra le travi e i pannelli (spazio chiamato Gefach), che venivano riempiti talora con un graticcio o una cannicciata di rami sottili rivestita di argilla su entrambi i lati, talaltra con un impasto di ciottoli o laterizi. Il risultato finale era un edificio in cui – a differenza di quanto realizzato nell’architettura classica - struttura e decorazione venivano a essere la stessa cosa, ingegnosa ed esteticamente pregevole. Sebbene esistano case a travatura lignea in numerosi paesi a nord delle Alpi, dall’Inghilterra alla Francia, dalla Svizzera tedesca alla Repubblica Ceca, dalla Danimarca alla Polonia (e persino in Giappone), probabilmente in nessun luogo al mondo queste sono arrivate a caratterizzare così massicciamente – sia per quantità che per qualità - la fisionomia del paesaggio urbano e rurale come in Germania, dove si contano ancora più di due milioni di Fachwerkhäuser edificate nell’arco di sette secoli.
Le più antiche, la cui età è stata stabilita grazie alla
dendrocronologia, risalgono al XIII secolo (ad esempio le case di
Esslingen, 1261, Bad Wimpfen, 1265, Göttingen, 1276), ma ne esistono
anche alcune centinaia costruite nel XIV secolo, benché la maggior
parte degli edifici oggi rimasti sia sorta nel periodo d’oro
dell’architettura a traliccio, quello compreso tra i secoli XV e XVI,
ovvero tra il Tardogotico e il Rinascimento.
Nondimeno, è possibile costatare come già nei primi esempi di edifici Fachwerk propriamente detti, risalenti appunto al 1200, la realizzazione tecnica sia sorprendentemente matura ed evoluta (sebbene di aspetto più semplice e disadorno in confronto alle creazioni dei secoli successivi) e non presenti più alcun segno della “capanna” rudimentale.
Nel 1990 è stata creata la Deutsche Fachwerkstrasse,
la Strada tedesca delle case a graticcio che attraversa, per 2.800 km, tutta la Germania, dal nord al sud, collegando quasi 100 città tedesche, tutte da vedere: ![]()
Deutsche Fachwerkstrasse, ![]() Rothenburg ob der Tauber
In sostanza, gli elementi architettonici di base erano già tutti
sviluppati: dei montanti verticali (Ständer), poggianti su
una traversina a terra o rialzata grazie a uno zoccolo in muratura (Schwelle),
reggevano le travi orizzontali (Rähm, Riegel) studiate per
formare la base del pavimento e l’armatura del soffitto.
Questa ossatura veniva rinforzata tramite dei puntoni
obliqui (Streben)
e delle travi minori, abilmente inserite come contrafforti nei punti
critici per garantire un telaio robusto ed elastico.
Tale principio essenziale rimase valido fino all’Ottocento, naturalmente declinato in tutta una serie di adattamenti, variazioni e trasformazioni influenzate dalle varie correnti artistiche, dalle caratteristiche regionali, dalle possibilità economiche e dalla fantasia dei mastri carpentieri. Così le case a graticcio in Germania si svilupparono in una stupefacente varietà di forme, intrecci e decorazioni, a volte figurative, altre puramente ornamentali, tanto che si può affermare che non esistano due case Fachwerk uguali. È possibile tuttavia classificare le strutture in base a due differenti criteri costruttivi:
![]() Fachwerk alemanno a Sindelfingen Seguendo la
letteratura specialistica si può, a questo punto, operare una
ulteriore classificazione, determinata da parametri
stilistico-temporali, e suddividere le case a graticcio in tre
“macrofamiglie”.
![]() Miltenberg
Naturalmente i limiti stilistici e temporali tra i generi furono
sempre sfumati, con notevoli influenze reciproche, tuttavia quello
che conta è sapere che a partire dal Quattrocento lo sviluppo del
graticcio procedette impetuosamente, vivendo una vera iperbole negli
anni tra il 1540 e il 1620 (ancora oggi la maggior parte degli
edifici risale a questo arco temporale), per poi subire una brusca
frenata a causa della catastrofica Guerra dei Trent’anni
(1618-1648).
Gran parte delle configurazioni lignee apparse tra Gotico e Rinascimento - soprattutto le croci di Sant’Andrea (Andreaskreuze, dal 1450), le losanghe (Rauten) e le losanghe barrate (durchkreuzte Rauten), le figure ottenute dall’incrocio di puntoni (Strebefuguren), i rosoni e le conchiglie (le celebrii Fächerrosetten tipiche del niedersächsisches Fachwerk) - vennero riprese dopo la Guerra dei Trent’anni dalla nuova cultura barocca, che rinnovò i modelli edilizi. Apparvero i tetti a mansarda, le finestre si fecero più ampie e numerose, le case in generale più spaziose e con facciate ampie e simmetriche, non di rado arricchite da stucchi. In alcune regioni il graticcio visse una sorta di seconda giovinezza.. ![]() Sindelfingen
Tutto questo fermento si esaurì con il Secolo dei Lumi. Il gusto
neoclassico non poteva che trovare l’architettura a travatura
reticolare “medievale”, stravagante, irregolare e antimoderna. Le
regole imperanti di simmetria, uniformità e sobrietà, ispirate alla
classicità, portarono all’introduzione di severe norme costruttive
(ad esempio quelle del Württemberg, emanate nel 1776 con il pretesto
della prevenzione degli incendi), che prevedevano la sostituzione
delle case in legno con edifici in pietra, o almeno la copertura
delle Fachwerkhäuser con intonaci, ai fini di “travestirle” da
abitazioni moderne. Bovindi e torrette, dalle sporgenze così
caratteristiche, vennero spesso abbattuti.
Alla metà del XIX secolo, nelle città maggiori, il graticcio a vista era in gran parte scomparso sotto uno spesso strato di intonaco uniforme. Fortunatamente il Romanticismo, con la sua riscoperta dell’estetica medievale e dell’eccentricità, e i nascenti movimenti per lo studio del patrimonio artistico, promossero massicce campagne per la celebrazione e la ripulitura degli edifici storici, culminate da una parte con la nascita di un graticcio storicista, dall’altra con il provvidenziale ripristino di quello antico e la “liberazione” degli splendidi vecchi edifici a intelaiatura visibile. Testo e foto: Andrea Modesti Vedi anche gli altri articoli di Andrea Modesti in questo sito: Dove dormire in Germania?Voli low-cost dall'Italia in Germania:Per preparare meglio il vostro viaggio in Germania: Consigli pratici per il turistaHotel, appartamenti, voli, autonoleggio, previsioni meteorologiche, depliant turistici, distanze chilometriche, rappresentanze diplomatiche, guide turistiche, consigli pratici e molto altro ancora. [capitolo] Iscrivetevi gratuitamente alla newsletter:Gli indici di questo sito (più di 1.000 pagine): |
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