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Il museo dell'uomo di Neandertal

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Il museo dell'uomo di Neandertal
L'esterno del museo dell'uomo di Neandertal
tutte le foto in questa pagina (se non è indicato diversamente): www.neanderthal.de

La valle di Neander:

All'inizio dell'800 la valle di Neander, attraversata dal fiumicello Düssel, era una specie di curiosità naturalistica: una stretta gola, lunga 1.000 m e profonda 50 m, con pareti ripide e rocciose e con molte grotte - tutto questo in un paesaggio dolcemente collinoso, quasi piatto. Specialmente dopo l'apertura della linea ferroviaria tra Düsseldorf e Elberfeld nel 1841, la valle divenne una meta molto popolare per escursioni domenicali e per gli studenti dell'accademia dell'arte di Düsseldorf che ci andavano spesso per fare dei disegni. La ricchezza della flora e della fauna attirò anche dei botanici e persino alcuni viaggiatori di altri paesi e nel 1835 fu pubblicato un libro sulla valle con descrizioni dettagliate e con alcune illustrazioni (vedi sotto). Ci fu persino un prete protestante di Düsseldorf, Joachim Neander, che delle volte celebrò la messa in questa valle e che vi si ritirò spesso per comporre dei canti religiosi. Fu lui che diede infine il nome a questa valle.

Il museo dell'uomo di Neandertal  Il museo dell'uomo di Neandertal
Due illustrazioni contenute in un libro del 1835 sulla valle di Neander

Oggi, di questa valle è rimasto poco. A partire dal 1854 fu intensificata, in modo industriale, l'estrazione del calcare di cui le rocce della valle erano molto ricche. Il calcare era richiesto non solo dall'industrie edilizia dell'epoca, ma anche dall'industria del carbone e dell'acciaio nel vicino bacino della Ruhr. Cento anni di estrazione intensa (l'attività estrattiva fu fermata definitivamente solo nel 1945) hanno praticamente cancellato la valle.

A partire dal 1921 la maggior parte della valle è diventata un'area di protezione naturale e da allora ha riconquistato gran parte del suo valore naturalistico e ricreativo, soprattutto per gli abitanti delle vicine città di Mettmann (5 km), Düsseldorf (10 km) e di Wuppertal (20 km). Ma il suo aspetto spettacolare dell'inizio dell'800 non c'è più, in cambio la valle è oggi diventata una grande attrazione turistica sia per il museo dell'uomo di Neandertal, sia per la grande riserva faunistica di 23 ettari che ospita animali dell'età glaciale, oggetto di caccia dell'uomo di Neandertal.
Il museo dell'uomo di Neandertal
Nell'area di protezione naturale della valle di Neander, oggi.

Il ritrovamento dell'uomo di Neandertal:

Nel 1856, gli operai che lavoravano in una caverna della valle trovarono alcune ossa. All'inizio non ne diedero importanza e le buttarono via, ma quando estrassero dalle macerie sparse qualcosa che assomigliava alla parte di un cranio allarmarono i loro superiori. Questi pensavano che fossero le ossa di un orso e chiesero consulenza a un noto ricercatore, Johann Carl Fuhlrott, che abitava nella vicina Elberfeld (oggi fa parte di Wuppertal). Ma i resti ritrovati - una parte del cranio, entrambi i femori, frammenti delle braccia e di entrambe le scapole, la clavicola destra, una parte del bacino e cinque costole - fecero pensare a Fuhlrott che si tratasse non di un orso, ma piuttosto di un uomo preistorico, più precisamente di uno dell'era glaciale.

Il museo dell'uomo di Neandertal
Il ricercatore Johann Carl Fuhlrott (1803-1877)

La comunità scientifica dell'epoca reagì in modo molto scettico all'interpretazione di Fuhlrott che fu addirittura deriso per le sue idee. Molti scienziati, specialmente quelli cattolici, rifiutarono categoricamente la teoria dell'evoluzione che, a metà dell'800, era appena abbozzata. Così, per alcuni decenni, non si fecero altri scavi nella zona, anche se era molto probabile che si sarebbero trovati altri reperti preistorici. Solo il geologo inglese Charles Lyell, amico di Charles Darwin, che visitò la valle di Neander nel 1860 confermò infine la teoria di Fuhlrott.

Durante ulteriori scavi nella zona, negli anni 1997-2000, si trovarono molti altri resti di uomini preistorici e dei loro strumenti di lavoro che oggi fanno parte della collezione del museo.

Chi era l'uomo di Neandertal?

L’uomo di Neanderthal visse in un periodo compreso all’incirca tra 150.000 e 40.000 anni fa, e la sua presenza è documentata in Europa, in Medio Oriente e in Asia occidentale. Scomparve circa 35.000 anni fa, in coincidenza con la comparsa dell'Homo sapiens sapiens.

L'aspetto fisico dell'uomo di Neandertal è quello di un uomo di altezza medio-bassa (1,60 m) perfettamente eretto e muscolarmente molto robusto; la testa è allungata antero-posteriormente e ha un volume cerebrale del 10% superiore agli uomini attuali. Ha la mandibola sporgente e spesso il mento sfuggente.

Per quanto rigurada i suoi strumenti di lavoro gli scavi archeologici hanno portato alla luce oggetti in pietra levigata, punte, cunei, frecce appuntite fatte con ossa di mammut e clave ricavate da corna di renne. Gli uomini di Neanderthal vivevano di caccia e di raccolta, abitavano in caverne o in rifugi sotto bastioni di roccia sporgenti ed erano in grado di accendere il fuoco. Inumavano i morti e praticavano rituali funebri con offerte e sacrifici. Non si hanno testimonianze precise di attività artistica.
Il museo dell'uomo di Neandertal
Nel giardino del museo:
l'uomo di Neandertal (ricostruzione in cera) con una ragazza di oggi.
Il museo dell'uomo di Neandertal

Informazioni per chi vuole visitare il museo:

Indirizzo del Neanderthal Museum:
  
Talstraße 300, D-40822 Mettmann
   tel: 0049 2104.9797-0
   internet: www.neanderthal.de
   info sulla riserva faunistica di animali preistorici, vicina al museo: www.wildgehege-neandertal.de

Il museo dell'uomo di Neandertal
All'interno del museo: la vetrina del codice genetico dell'uomo di Neandertal

Orari di apertura:
   martedì-domenica: ore 10.00-18.00
   lunedì chiuso
   per le visite guidate e per tutte le altre info: www.neanderthal.de/besucherinfo
Il museo dell'uomo di Neandertal
La grande riserva faunistica di 23 ettari (accanto al museo) ospita degli animali dell'era glaciale,
che erano oggetto di caccia dell'uomo di Neandertal. Qui un branco di bisonti.

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