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La Porta di Brandeburgo |
Dall'epoca della rivoluzione francese a oggi: la Porta di Brandeburgo ha molte cose da raccontare. |
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La Porta di Brandeburgo oggi
Tutte le foto in questa pagina:
Wikipedia
La Porta di Brandeburgo è il simbolo di Berlino. È
stata al centro di vittorie, sconfitte e sconvolgimenti politici,
dalle guerre napoleoniche attraverso le guerre mondiali, il nazismo,
la guerra fredda fino alla riunificazione della Germania. In queste
due pagine si racconta la sua storia.
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Alla
fine del '700, quando la Prussia, con la sua capitale
Berlino, era al culmine del suo potere la porta di
Brandeburgo si presentava così come si vede a sinistra:
un piccolo posto di controllo che non faceva
assolutamente capire che si stava entrando in una delle
metropoli dei grandi poteri europei. |
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L'architetto
Langhans, incaricato dal re della Prussia a costruire
una nuova porta più grande e più rappresentativa era
ispirato dalle idee dell'illuminismo: prese come modello
i templi dell'acropoli di Atene (a destra). La nuova
porta non doveva chiudere la città, ma tenerla aperta e
far entrare lo spirito democratico dell'antica Grecia.
La porta fu inaugurata nel 1794, pochi anni dopo la
rivoluzione francese. |
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Pochi
anni dopo, nel 1806, Napoleone conquistò l'Europa e
anche la Prussia dovette cedere al suo potere. A
sinistra si vedono Napoleone e i soldati francesi che
attraversano la Porta di Brandeburgo. Napoleone sapeva
come rendere le sue vittorie ancora più gloriosa: tolse
la quadriga (che rappresenta la dea della vittoria con
quattro cavalli) dalla cima della Porta di Brandeburgo e
la portò come trofeo a Parigi. |
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La
sconfitta sul campo di battaglia era dura, ma ancora
sopportabile. Ma togliere alla capitale della Prussia la
quadriga, il
suo simbolo, fu percepita dalla popolazione di Berlino
come una umiliazione ancora più forte.
Così, la gioia era enorme quando, nel 1806, dopo la
sconfitta di Napoleone, la quadriga fu riportata da
Parigi a Berlino e rimessa nel suo posto (vedi il quadro
a destra). |
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Da
quel momento, la Porta di Brandeburgo, divenne un luogo
carico di simbolismo e di ideologie. Dopo
l'unione della Germania nel 1871, fu l'imperialismo
tedesco ad impossessarsi del luogo: lo fece diventare il
posto preferito per innumerevoli parate militari (vedi
la foto a sinistra). Solo l'imperatore e la sua famiglia
avevano invece il permesso di attraversare il passaggio
centrale della porta. |

Dopo la vittoria nella battaglia di
Sedan, nella prima guerra mondiale, l'imperatore
fece appendere questo striscione alla Porta di
Brandeburgo:
"Welch eine Wendung durch Gottes Führung"
(Che svolta, grazie alla guida di Dio).
Un trionfo prematuro: alla fine la Germania fu
sconfitta, l'imperatore era costretto a dimettersi e
la Germania divenne una repubblica.
Dopo il breve intermezzo
democratico della Repubblica di Weimar (1919-1933) Hitler arrivò al
potere e cominciò subito a trasformare la Germania in un paese
capace di affrontare la sua folle guerra che doveva portare la
"razza ariana" alla guida del mondo.

Nella foto di sopra si vede un altro striscione appeso alla Porta
di Brandeburgo, questa volta dai seguaci di Hitler,
che doveva esprimere la cieca fiducia del popolo
tedesco in Hitler: "Führer befiehl, wir folgen!"
(Ordina, Führer, noi seguiamo!). Una fiducia che
doveva costare, solo ai tedeschi,
6,3 milioni di morti. A tutto il mondo invece più di
55 milioni di morti
e 35 milioni di feriti.
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Vai alla seconda pagina di
questo articolo: |
La
porta di Brandeburgo (2)
Dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. |
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Per approfondire: |
Le
due Germanie - dalla divisione alla riunificazione Testo integrale di una conferenza.
Relatore: Wolfgang Pruscha. |
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Porta di Brandenburgo - Pariser Platz Tutti i giorni dalle
10.00 alle 18.00
Fernsehturm - Alexanderplatz 01/05-30/09: lun–sab 9–20, Do
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