|

Caspar David Friedrich:
autoritratto all'età di 26 anni
Nei due autoritratti che ritraggono Caspar David
Friedrich all’età di ventisei e trentasei anni appare il volto di un
uomo scontroso e un artista inquieto. Nessuno, meglio di se stesso,
avrebbe potuto ritrarre la sua anima con la stessa matita forse
esitante, ma senza dubbio capace di sfumare profondissime ombre. Chi
altri, meglio di lui, avrebbe potuto guardarsi negli occhi e velare
uno sguardo cupo, due occhi curiosi che scrutavano, afferrandola
quasi soffocandola fra le mani, quella luminosa e opalescente realtà
che avrebbe poi trasformato in un sogno romantico. Un grandissimo
pittore, appartenente a quel Romanticismo che tendeva verso
l’infinito: come la sua vita, un romanzo e come i suoi quadri,
malinconiche favole dipinte.

Caspar David Friedrich:
autoritratto all'età di 36 anni
Nato in Pomerania, a
Greifswald, nel 1774 e morto nel 1840 a Dresda, Friedrich vive una
vita, noi immaginiamo, sofferta e irrefrenabile. Giovanissimo perde
la famiglia nel giro di pochi anni e in modi diversi, ma la morte
non sarà un crudele elemento divoratore nella sua arte, bensì, noi
vogliamo credere, una malinconica ispirazione legata a
rassegnazione.
|
Dall’età di vent’anni
Friedrich studia arte con interesse e passione e giunge a Copenaghen
per studiare all’Accademia d’Arte, un’eminenza. I suoi favoriti sono
gli acquerelli e ritratti a matita. Tornato in Germania, studia
all’Accademia d’Arte nazionale ed è da questo momento in poi che
dipinge i suoi quadri più famosi ed emozionanti, prendendo
ispirazione dalla natura e dalle persone per miniare nuovi elementi
di vita, morte e immortalità. Lo sfondo di una sua opera ideale è
lontano, verso il quale tutto tende, perdendosi inevitabilmente. |
Chi è Sabrina Bottaro,
l'autrice
di questo testo?
Sabrina è laureata in "Lingue e Letterature Straniere". Si interessa di critica letteraria, cinema, letteratura e scrittura creativa. Ha frequentato un corso di formazione editoriale e lavora come insegnante di lingue e come traduttrice freelance.
Per mettersi in contatto con l'autrice scrivete al webmaster di
questo sito:
webmaster@viaggio-in-germania.de |
Al di là
dell’interpretazione dei singoli quadri, che rappresentano comunque
la vita interiore di Friedrich, la sua vita “esteriore” è segnata da
amicizie rilevanti con artisti di diverse nazionalità e tendenze e
nobili dell’epoca, il matrimonio e la nascita due figlie, e
dall’assegnazione di una cattedra all’Accademia di Dresda che
rimarrà vuota. Coincide con questo incarico il sorgere di una
malattia improvvisa che tuttora si ignora. Friedrich viaggia ancora
in Germania, ma la malattia lo segna per sempre. Muore per le
conseguenze di un infarto che cerca di curare fino alla fine e viene
sepolto nel cimitero della Trinità di Dresda.
La sua arte resta una suadente testimonianza di uno spirito
romantico che muove e giunge al simbolismo, che atterrisce per una
dolcezza insospettabile, che tocca il cuore, la cosa più importante
e il punto di partenza di tutto, visibile e invisibile, sensibile e
intangibile, amabile e pungente.
Sabrina Bottaro |