Germania - società, politica, economia

Gli stranieri in Germania

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Armando Rodrigues  Vera Rimski
a sinistra: nel 10 settembre 1964, Armando Rodrigues, proveniente dal Portogallo
è il millionesimo lavoratore straniero in Germania. Regalo di benvenuto: una moto.

a destra: nel 8 marzo 1972, Vera Rimski, proveniente dalla Jugoslavia
è il due millionesimo lavoratore straniero in Germania. Regalo di benvenuto: un televisore a colori.

foto: www.freiburg.de/pb/

Tempi passati...

10 settembre 1964, stazione centrale di Colonia:
alle 10 della mattina c'è una grande folla di gente, insolita per quell'ora. Ma non sono viaggiatori che aspettano il loro treno, sono giornalisti e fotografi, tutti in febbrile attesa. C'è una banda musicale, ci sono alcuni rappresentanti del comune di Colonia e c'è persino il presidente della Confindustria della Germania. Tutti in attesa di un treno che arriva dal Portogallo. In quel treno c'è Armando Rodrigues che non ha la più pallida idea a cosa sta andando incontro.

Armando Rodrigues proviene da un piccolo paese nel nord del Portogallo, ha 38 anni, è alto 1,75 metri ed è un uomo timido. È vestito in modo semplice, da operaio. È stato scelto - un po' a caso perché nessuno ha fatto un calcolo preciso - come milionesimo lavoratore straniero che arriva in Germania in cerca di un futuro migliore per sé e per la sua famiglia.

Il treno arriva e tantissime persone scendono dal treno, quasi tutti stranieri, molti dal Portogallo. La banda musicale comincia a suonare e quando hanno individuato Armando Rodrigues, i fotografi si precipitano verso di lui che si ferma, rimane perplesso, non capisce. Finché un traduttore non gli spiega il senso di tutto questo baccano. Arriva il presidente della Confindustria tedesca, lo saluta e gli consegna uno splendido regalo di benvenuto: una bella moto nuova di zecca. Applausi scroscianti. Un po' alla volta Armando comincia a sorridere e scatena così i flash di decine di fotografi che immortalano questo momento storico.

3 marzo 1972, stazione di Monaco di Baviera:
otto anni dopo una scena simile, ma con un po' meno giornalisti e fotografi e senza banda musicale. E questa volta non c'è neanche il presidente della Confindustria, ma solo quello dell'ufficio di collocamento di Monaco. Questa volta aspettano Vera Rimski, jugoslava, scelta come due milionesimo lavoratore straniero in arrivo in Germania. Il regalo di benvenuto è comunque più che dignitoso: un televisore a colori, a quell'epoca un oggetto di lusso che pochi si possono permettere. E Vera è felice - come si vede nella foto sopra.
Lavoratori italiani a Duisburg  Lavoratori italiani a Duisburg
Lavoratori italiani, appena arrivati in Germania, vengono istruiti per lavorare nelle miniere di carbone a Duisburg
foto (1964): Ludwig Wegmann / Bundesarchiv
Lavoratrici italiane in una fabbrica di cioccolata a Colonia (nel 1962)
Lavoratrici italiane in una fabbrica di cioccolata a Colonia (nel 1962)
foto: Rolf Unterberg / Bundesarchiv


La Germania tra gli anni 50 e 70 del secolo scorso:

In quegli anni, la Germania vive un fortissimo boom economico, sono gli anni del cosiddetto "Wirtschaftswunder" (miracolo economico). Dopo le devastazioni della seconda guerra mondiale, la Germania Federale riesce in breve tempo a diventare nuovamente una nazione rispettata per la sua forza economica. Ma ha un grande problema: mancano lavoratori. Negli anni 60 i tedeschi lavorano tutti, il numero di disoccupati è di appena 160.000 (un numero irrisorio su circa 55 milioni d abitanti) e c'è un disperato bisogno di lavoratori stranieri.

Vengono chiamati "Gastarbeiter" (lavoratori ospiti) e tra i primi, ancora negli anni 50, ci sono gli italiani che vengono a lavorare soprattutto nell'edilizia, nell'industria automobilistica e nelle miniere di carbone. Ma quelli che arrivano dai paesi dell'appena fondata CEE (Comunità Europea Economica, all'inizio di appena 6 stati) e che per questo non hanno bisogno di particoli permessi non bastano. E così, la Germania fa degli accordi, tra il 1960 e il 1968, con numerosi altri stati (Spagna, Portogallo, Turchia, Jugoslavia, Grecia e altri ancora) per attirare lavoratori stranieri.

Solo con la crisi del petrolio nel 1973 che colpisce duramente tutte le economie occidentali cessa il sistematico reclutamento di lavoratori stranieri che in quel momento hanno già superato i due milioni. Ma quelli che ci sono già rimangono, e dai paesi della CEE, più tardi della CE (Comunità Europea, oggi con 28 stati), continuano ad arrivare lavoratori in cerca di un futuro migliore.
Nel 1960, la Spagna e la Germania federale firmano un accordo sull'arrivo di lavoratori spagnoli in Germania
Nel 1960, la Spagna e la Germania federale firmano un accordo sull'arrivo di lavoratori spagnoli in Germania
foto:  Rolf Unterberg / Bundesarchiv

Gli stranieri residenti in Germania oggi:

Oggi, in Germania vivono 9,1 milioni di persone senza cittadinanza tedesca che, su un totale di 82,2 milioni di abitanti, che corrisponde a una percentuale del 11,1% (i dati sono aggiornati al 31 dicembre 2015). Circa il 20% di loro è nato in Germania. Se si aggiungono quelli che sono immigrati in Germania dopo il 1955 acquistando più tardi la cittadinanza tedesca si arriva a una percentuale del 21% dell'intera popolazione.
Una bandiera "tedesco-turca" vista a Berlino
Una bandiera "tedesco-turca" vista a Berlino durante il campionato mondiale di calcio 2006
foto:  Rainer Zenz

Il diritto di asilo politico:

Ogni straniero che entra in Germania partendo da un paese al di fuori della Comunità Europea in cui deve temere di essere perseguitato o arrestato per le sue idee politiche può chiedere di aprire una procedura per ottenere l'asilo politico. Con l'apertura di questa procedura ottiene un permesso di soggiorno provvisorio che dura fino alla decisione definitiva sull'accettazione o non-accettazione della richiesta.

Il numero di tali richieste tra il 2001 e il 2010 è stato mediamente di 50.000 all'anno, dal 2010 è notevolmente aumentato: nel 2013 le richieste sono state 127.023 e nel 2014 202.834. Mediamente la metà delle richieste viene accettata.

L'immigrazione illegale:

Il numero degli immigranti illegalmente entrati in Germania viene stimato tra 200.000 e 460.000.

Gli stranieri residenti in Germania in base alla loro nazionalità:

I dati sono aggiornati al 31 dicembre 2015
(fonte: Statistisches Bundesamt www.destatis.de)

1 Turchia 1.506.000
Polonia 741.000
3 Italia 596.000
4 Romania 453.000
5 Siria 366.000
6 Grecia 340.000
7 Croazia 298.000 
8 Russia 231.000
9 Serbia 230.000
10 Bulgaria 227.000
11 Kosovo 209.000
12 Austria 182.000
13 Bosnia e Erzegovina 168.000
14 Ungheria 178.000
15 Spagna 156.000
16 Paesi Bassi 147.000
17 Irak 136.000
18 Portogallo 134.000
19 Ucraina 134.000
20 Afganistan 131.000
21 Francia 127.000
23 Cina 120.000
24 Stati Uniti  116.000
25 Gran Bretagna 106.000
Le percentuali di stranieri residenti rispetto al numero totale di abitanti
Le percentuali di stranieri residenti rispetto al numero totale di abitanti
cartina: www.destatis.de / elaborazione: Wolfgang Pruscha

Le città tedesche con più stranieri:

(In numeri assoluti e in percentuali rispetto a tutti gli abitanti)

1 Berlino 491.900 13,1%
Monaco 357.740 22,7%
3 Amburgo 253.013 13,4%
4 Colonia 193.450 17,0%
5 Francoforte 188.509 25,9%
6 Stoccarda 138.379  21,9%
7 Düsseldorf 98.235 16,6%
8 Dortmund 92.778 15,7%
9 Mannheim 71.065 21,6%
10 Essen 69.263 12,1%

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Gian Enrico Rusconi: Berlino. La reinvenzione della Germania
G. E. Rusconi:
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F. Palermo, J. Woelk:
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