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a sinistra: Otto von Bismarck,
ritratto di Franz von Lenbach (1836-1904)
La forza supera il diritto
All'inflessibile "Cancelliere di ferro", gli avversari gli attribuirono una frase che viene spesso ripetuta "La forza supera il diritto". Bismarck negò di averla pronunciata, ma essa resta come il fondo del suo pensiero, la base della sua politica. E poiché questo pensiero messo in azione riuscì a fare l'opera sognata più di quanto nessuno avesse immaginato, esso finì per diventare la norma regolatrice della politica tedesca e quindi anche del pensiero nazionale tedesco. La generazione dopo il 1870, quella cresciuta con Bismarck, dominatore della vita politica per quasi trent'anni, finì per imbeversi talmente della propria gloria da giudicare la civiltà tedesca di gran lunga superiore alle altre e da considerare come suo dovere quello d'imporla a tutto il mondo. Con quale mezzo? Con lo stesso adottato con tanto successo dal "Cancelliere di ferro": "colla forza delle armi".
Con la forza delle armi, la Prussia da Stato subordinato all'Austria, Bismarck riuscì a trasformare il suo Paese nella massima potenza continentale europea, riunendolo dopo secoli di divisione nazionale.
Nel 1890, quello che fu definito il "grande burattinaio", "l'onesto sensale", trasformatosi in uomo di pace, lasciò il potere e rimase in disparte fino alla morte (1898) perché in urto con il nuovo giovane sovrano Guglielmo II; ma quella struttura autoritaria e quell'aggressiva impronta militarista - iniziata già nel periodo federiciano - rimase e portarono la Germania prima al disastro della Prima Guerra Mondiale, poi, fortemente decisi a rivalersi della umiliante sconfitta, con un "caporale" alla guida, al disastro della Seconda.
Le date principali della vita di Bismarck
1815 1 aprile OTTONE LEONARDO LEOPOLDO VON BISMARCK-SCHONHAUSEN, nasce, secondogenito, nella famiglia prussiana dei Bismarck-Schonhausen, orgogliosa schiera di aristocratici prussiani, noti con il nome di "JUNKER": una rigida casta di latifondisti autoritari e potentissimi. |
Per
approfondire l'argomento leggete
un estratto dal libro:
Pietro Orsi, "Bismarck"
(Edizione A.F. Fomiggini,
Roma 1919) |
1847 Fino a questa data, Bismarck, alto, imponente, vigoroso, attivo nei diversi sport, trascorre i suoi primi 32 anni di vita turbolenta e inquieta, senza pensare alla politica. Poi si sposa con Giovanna Puttkamer, e desideroso di trovarsi una "sistemazione" di prestigio, iniziò a dedicarsi alla vita politica, quasi alla vigilia della rivoluzione di Berlino. Viene eletto deputato alla Dieta degli Stati Tedeschi (la prima che raccogliesse i rappresentanti degli Stati tedeschi che allora formavano la Confederazione Germanica, formatasi nel 1815. 1848 Alla sanguinosa sommossa di Berlino del 18 marzo 1848 ( che si proponeva di costringere il Re di Prussia, Federico Guglielmo, a concedere una Costituzione) il trono stava vacillando, ma il giovane deputato si schierò decisamente dalla parte del Re, ribadendo che la sovranità veniva dal "diritto divino". L'atteggiamento fu premiato dal Sovrano, affidandogli sempre più importanti incarichi. 1851 Viene promosso ambasciatore. Dotato di eccezionale fiuto politico, Bismarck inizia a dar prova del suo autentico genio politico e diplomatico. E' lui a inventarsi la "Realpolitik", una "politica realista" che lo avrebbe reso famoso; seguendo un solo dogma: raggiungere l'obiettivo proposto con il mezzo più rapido, sicuro, efficace, qualunque esso fosse. 1862 Viene nominato Cancelliere (Primo Ministro). Nella crisi politica di quest'anno dovuto al rifiuto dell'opposizione che non voleva accettare i provvedimenti di potenziamento, ammodernamento, riorganizzazione dell'esercito, il sovrano fa una mossa autoritaria: sciolse il Parlamento. Ma in virtù della Costituzione votata nel 1850, questa consentiva di rimanere in carica anche dopo un voto contrario e dopo lo scioglimento del Parlamento. Bismarck resta al suo posto di comando. 1864 Sotto la sua guida, inizia il programma politico per fare della Prussia lo Stato dominatore nel mondo tedesco, con il sogno di riunificare sotto di essa la Germania divisa, con gli Stati subordinati all'Austria. E' il periodo della Guerra alla Danimarca 1866 Sfrutta i dissidi interni dell'Austria e l'ostilità dell'Italia per l'imperatore asburgico, dichiara guerra e vince gli austriaci in una paurosa disfatta in Boemia a Sadova. La Confederazione, fino allora dominata dall'Austria viene sciolta. Gli Stati si riuniscono in una Confederazione (del Nord) sottoposta alla guida della Prussia. 1870-71 Dopo l'Austria rimaneva nel continente solo i Francesi di Napoleone III, tradizionale avversario, a contrastare l'egemonia tedesca. E quando scoppiò la guerra i piani per l'invasione della Francia erano pronti già da tre anni; I piani di Bismarck e la genialità strategica di von Moltke travolsero ogni resistenza a Sedan, lo stesso imperatore francese venne catturato, Parigi fu posta in assedio. 1871 Nella reggia di Versailles, Bismarck ebbe la soddisfazione di udire i principi tedeschi che si sottomettevano a Guglielmo I di Prussia e lo nominavano imperatore in Germania. Così "in mezzo al ferro e al fuoco" come si espresse lo stesso Cancelliere) poteva rinascere il Reich tedesco dopo tanti secoli di divisione nazionale. 1873-75 "Lotta per la cultura". Leggi contro la Chiesa cattolica 1878 Proprio come un accorto "burattinaio" Bismarck iniziò a manovrare i fili di una complicatissimi rete di alleanze, rapporti d'equilibrio, promesse e minacce, concessioni e pretese. E con Congresso di Berlino di quest'anno sancì tale equilibrio. 1882 Dopo le manovre di sopra parte una serie di alleanze e di patti. La maggiore tra queste alleanze fu la "Triplice Alleanza", alla quale accedette anche l'Italia, insieme all'Austria e alla Germania. 1888 Muore l'imperatore Guglielmo I. Sale al trono Guglielmo II e subito si aprì in contrasto tra Bismarck e il giovane 29 enne sovrano, che (oltre che geloso della sua popolarità) non tollerava i sistemi autoritari del "Cancelliere di Ferro". 1890 I contrasti durarono due anni, e inaspriti fino a tal punto che Bismarck si vide costretto a dimettersi dal governo e ritornare a malincuore alla vita privata. 1898 Dopo otto anni di vita trascorsa nel suo podere di Friedrichsruh, Bismarck il 30 luglio muore a 83 anni d'età.
 "Il pilota scende dalla nave"
vignetta del marzo del 1890
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