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"Le vite degli altri" di Florian Henckel von Donnersmarck

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Recensione del film che ricevette, nel 2007, il Premio Oscar come miglior film straniero. A cura di Sabrina Bottaro. Con un video intervista al regista del film.


La locandina italiana del film

La scheda tecnica del film:

Titolo originale: Das Leben der Anderen
Genere: Drammatico
Regia: Florian Henckel von Donnersmarck
Sceneggiatura: Florian Henckel von Donnersmarck
Fotografia: Hagen Bogdanski
Musiche: Gabriel Yared
Montaggio: Patricia Rommel
Prodotto da: Max Wiedemann e Quirin Berg
Distribuzione: 01 Distribution
Paese di produzione: Germania
Uscita del film: 2006
Durata: 137 min

I personaggi e gli interpreti principali:

Gerd Wiesler: Ulrich Mühe
Georg Dreyman: Sebastian Koch
Christa-Maria Sieland: Martina Gedeck

Il commento

"Le vite degli altri" è un film scioccante sulle scelte difficili dettate dalla coscienza, dalla debolezza o dalla consapevolezza di non poter fare altrimenti con conseguenze sorprendenti e tragiche.

Siamo nel 1984 nella Berlino Est nel periodo storico e politico che precede di poco la caduta del muro e la successiva riunificazione della Germania. La Stasi controlla, filtra e gestisce non solo gli affari politici ma anche quelli civili e personali. Il ministro della cultura incarica, infatti, il capitano Gerd Wiesler di sorvegliare e spiare il drammaturgo Georg Dreyman, apparentemente fedele al partito, che convive con l’attrice Christa-Maria Sieland. Lo scopo è trovare anche la più piccola prova di malafede e slealtà della coppia di prolifici artisti per togliere di mezzo Dreyman e far sì che il ministro possa avere campo libero con Christa-Maria della quale si è incapricciato.

Chi è Sabrina Bottaro,
l'autrice di questo testo?


Sabrina è laureata in "Lingue e Letterature Straniere". Si interessa di critica letteraria, cinema, letteratura e scrittura creativa. Ha frequentato un corso di formazione editoriale e lavora come insegnante di lingue e come traduttrice freelance.

Wiesler è un uomo indistinto e silenzioso, forse perfino banale, che sente crescere il suo interesse nel controllare una coppia dalla personalità così forte e dal vivere così creativo. I suoi racconti inizialmente dettagliati al partito diventano sempre più inconsistenti perché Wiesler è troppo concentrato ad ascoltare la vita degli altri – in questo caso gente dalla mente aperta e dal profondo desiderio di libertà artistica e spirituale – per poter smascherare l’intento e la successiva realizzazione di un gesto sovversivo da parte di Dreyman. Infatti, Georg scrive un articolo sull’alta percentuale di suicidi nella Germania dell’Est da far pubblicare su una rivista dell’Ovest. Questa potrebbe essere la prova che il ministro aspettava se non fosse che Wiesler – grazie alla sua impercettibile e insabbiata ammirazione per Dreyman e il suo coraggio – fa sparire la macchina da scrivere incriminata dal nascondiglio nel quale Dreyman l’aveva sotterrata. La situazione precipita quando Christa-Maria viene interrogata dalla Stasi e inspiegabilmente denuncia il compagno rivelando che è lui l’autore di quell’articolo scritto con quella macchina da scrivere. Per il tremendo senso di colpa si getta subito dopo la confessione sotto un camion, ma in punto di morte viene rassicurata da Wiesler sopraggiunto nel frattempo dopo aver fatto sparire la macchina da scrivere che incolpava Dreyman. Il ministro della cultura destituisce Wiesler dal suo incarico e lo confina in uno scantinato ad aprire con il vapore e a leggere le lettere dei cittadini.

La fine del film è amara ma tutto sommato consolante. C’è un salto temporale di qualche anno e ritroviamo Dreyman che, dopo la caduta del muro e l’apertura ufficiale degli archivi segreti della Stasi legge i documenti a lui relativi e scopre di essere stato coperto e salvato dall’agente "HGW XX/7" (Wiesler). Decide quindi di rendergli omaggio nel suo nuovo romanzo con l’epigrafe "dedicato a HGW XX/7, in riconoscenza". Ritroviamo dunque anche Wiesler che ora distribuisce volantini pubblicitari nelle cassette postali e quando vede il libro lo acquista ed è commosso nel leggere la dedica.

Il film, premiato con l’Oscar per il miglior film straniero nel 2007, è l’angoscioso racconto della sorveglianza speciale di liberi pensatori forzati dalla censura, di un cambiamento “sulla via di Damasco” di chi doveva garantire vittime al partito, di gente schiacciata dal potere assoluto nella propria quotidianità. Un film che cita senza urlare ma che ferisce per la sua plausibile credibilità grazie alla sceneggiatura corrosiva ma per niente provocatoria, grazie agli attori preparati al peggio, grazie alle ambientazioni nella Berlino di oggi e ricostruzioni di interni e di dialoghi che sembrano fotografie e registrazioni di quando era davvero così. (Da notare l’atmosfera opprimente della stanzetta usata per origliare le conversazioni e le parole pronunciate nell’appartamento di Dreyman.)

Non si può che consigliare questo film per capire, sentirsi struggere o semplicemente imparare una pagina di Storia forse reale nei libri ma irreale nell’immaginazione.

Sabrina Bottaro

Il film:


Le vite degli altri
DVD (in lingua italiana)


Das Leben der Anderen
DVD (in lingua tedesca)

Intervista al regista del film:

"Spiati nella DDR" - Intervista a Florian Henckel von Donnersmarck

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© Repubblica Radio TV

Vedi anche:

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