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Terza tappa:
Dresda - Ratisbona - Monaco di Baviera - Garmisch-Partenkirchen
 Il castello rococò "Lo Zwinger" a Dresda. (tutte le foto in questa pagina sono di Ileana Macagno)
Nuovo giorno, nuova città: ed è Lei quella che mi ha colpito di più, anche se ho visto solo il suo centro in pochissime ore:
Dresda; mi ha dato “sensazioni” il suo nucleo storico ritrovato faticosamente dopo il bombardamento più tremendo che la Germania abbia subito: l’Opera, il grande mosaico, l’Hofkirche e quel gioiello rococò che è lo Zwinger. L’ho rivista con gli occhi del Canaletto che l’ha ritratta con dovizia di particolari e quanta tristezza, solo 15 giorni dopo, a ricercarla in tutti i notiziari televisivi che mi aggiornavano sulla tragedia dell’alluvione!
La sera siamo arrivati a Schwandorf, poco prima di Regensburg (Ratisbona), e cercando un ristorante siamo approdati a Burglengenfeld, graziosa cittadina della provincia (quanto mi piace visitare le cittadine di provincia!). Anche qui grande accoglienza per i turisti e in particolare per gli italiani con bandiere nostrane all’ingresso del ristorante… poi in realtà le due signore parlavano solo tedesco e noi neanche un po’, ma si sono fatte in quattro per accontentarci (ci hanno aiutato anche altri avventori tedeschi che conoscevano l’inglese) e anche quella volta abbiamo mangiato!
Siamo ormai agli ultimi giorni di viaggio e , dopo una rapida visita nel centro medievale di
Ratisbona, sulla riva destra del Danubio, puntiamo su Monaco di Baviera. Lungo la strada per Monaco ci hanno accolto immense piantagioni di luppolo che non avevamo mai visto, ma che sono così particolari da essere subito identificate come una coltivazione tipica del luogo.  Cala la sera a Monaco.
A
Monaco abbiamo alloggiato in una zona semicentrale in un buon albergo che, trattandosi di sabato e domenica, costava meno della metà di quanto sarebbe costato tre giorni dopo, in occasione di una fiera. Anche qui giro serale per una prima conoscenza partendo da Marienplatz e dalla cena in una delle immense birrerie storiche con musica e allegria. Il giorno dopo (domenica) in giro con il metro a vedere nuovamente il centro, ad aspettare l'uscita delle figure dal carillon della torre (quasi un quarto d'ora di movimento, d'estate alle 11, 12,17 e 21; d'inverno solo alle 11), a passeggio per la Maximilianstrasse e poi… il Deutsches Museum. Data la sua grandezza e l'impossibilità di vederlo tutto nel poco tempo a disposizione (ci siamo concessi due ore e mezza) abbiamo scelto di vedere le sale dedicate all'aviazione, alla navigazione, all'automobile e ai veicoli in genere e poi quelle della fisica, dell'elettricità e delle macchine motrici: veramente grandioso e interessante anche per la visita da parte dei bambini.
Abbiamo chiuso la giornata con una rilassante passeggiata nei giardini del Nymphenburg; non mi aspettavo granché da Monaco e invece l'ho trovata veramente bella, accogliente e piena di verde. La gente è piacevolissima e sempre disponibile ad aiutarvi: non appena vi farete sorprendere con una cartina in mano, qualcuno vi chiederà se può esservi d'aiuto (Can I help you?). Unico neo: di domenica tutti i negozi, anche del centro e anche quelli con le "paccottiglie turistiche" (che però mi piacciono tanto) erano chiusi. Pazienza: sarà per un'altra volta!  Lo splendido panorama di Garmisch-Partenkirchen.
Ultimo giorno di viaggio: ritorno in Italia passando per la località regina degli sport invernali tedeschi:
Garmisch-Partenkirchen. Anche d'estate è simpatica località con case dipinte e balconi fioriti e offre possibilità di escursioni in quota con funivia e treno. Ma per noi era giunto il momento del ritorno e abbiamo approfittato solo di alcuni stupendi negozietti per gli ultimi acquisti.
Bilancio di viaggio sicuramente positivo: spesso quando dicevo a qualcuno che avrei fatto le ferie in Germania mi guardavano attoniti o i più coraggiosi osavano dire "ma cosa c'è in Germania?"; a tutti loro rispondo ora "…c'è, c'è… solo che forse anche loro, come noi torinesi, non hanno ancora imparato sufficientemente a vendersi". Ultima nota di merito ai tedeschi: esemplare il loro rispetto del codice della strada in autostrada e in città (le strisce pedonali sono quasi superflue: se un pedone allunga un piedino giù dal marciapiede sono già fermi!). Buon viaggio a tutti!
Ilena Macagno
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