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La "Porta Nigra" tutte le foto in questa pagina: Renata
Finalmente in viaggio a Treviri: solo cinque giorni, 2 di viaggio e 3 di permanenza. In macchina, da Venezia attraverso la Svizzera. Il bello di questi viaggi per terra, anche se stancano, è il paesaggio che si può vedere e che muta di volta in volta si passa attraverso diverse regioni.
La carta stradale ci diceva che eravamo quasi arrivati, ma che dovevamo attraversare la Saar, nota per le sue industrie. L’impatto di quel paesaggio estremamente industrializzato fa apprezzare le dolci e verdeggianti colline che si notano appena superata quella regione.
Ci avviciniamo ai primi paesetti, le case tutte di due piani, con giardini ben curati: siamo a Pasqua: in ogni giardino campeggia la lepre pasquale, che porterà le uova ai bambini buoni. Ai rami degli alberi, ancora spogli, sono appese delle uova variopinte. 
Decorazioni pasquali dappertutto
Ancora poco, ed ecco arrivati a Treviri: prima tappa all’ufficio turistico, che è vicino alla Porta Nigra. Sfoggio subito il mio piccolo tedesco ma… sorpresa: un impiegato parla l’italiano abbastanza bene (anzi se butta l’occhio su questo sito vorrei ancora ringraziarlo). Col mio tedesco e col suo italiano ci compensiamo nella comprensione perfettamente.
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Galleria fotografica di Trier In questa galleria fotografica vedete alcune delle vedute più caratteristiche e pittoresche di Trier. [15
foto - 5 pagine] |
Ci prenota un albergo a pochi chilometri da Treviri (essendo tutti gli alberghi di Treviri occupati) in Ruwental, molto accogliente. La prenotazione effettuata non costa nulla: si deve solo versare all’ufficio turistico una percentuale che serve da acconto e che verrà scalata sul conto finale, da pagare in albergo. La Ruwental è una valle tipicamente rurale, fa pensare e sognare a qualche vacanza tranquilla. Si notano all’aperto nei giardini torchi, tinozze e botti: ricorrono nel paesaggio cantine e “Weingüter”. E noi che pensavamo di degustare le birre più buone, siamo partiti invece alla degustazione dei vini rossi e bianchi. 
Il ponte sulla Mosella
Ma cosa mi ha colpito di Treviri? L’atmosfera che si respira, intanto, mi sembrava un po’ falsata. Forse troppi turisti e troppo poca gente locale, un po’ come trovarsi a Venezia in piazza S. Marco a mezzogiorno. Mi ha colpito invece l’imponenza della Porta Nigra, nessuna fotografia credo renda la maestosità di questo monumento. 
La fioritura dei ciliegi
E poi le Terme e l’Anfiteatro. Curioso: mi sembrava di essere nei dintorni di Roma. Pareva di essere in Italia anche per la scoperta in centro di un ristorante-self service gestito da un italiano (sardo) dove si possono degustare lasagne, gnocchi, pastasciutte con ragù o pomodoro e basilico - ma per non fare un torto al paese alla sera si cenava alla tedesca. Ah , dimenticavo… al mattino una abbondante Frühstück. 
Le Terme romane
Da non perdere il Museo Regionale Renano, con notevoli reperti storici, interessanti ricostruzioni e incantevoli mosaici. Il Museo civico invece, situato vicino alla Porta Nigra, tra le altre cose contiene un bellissimo modello della città nel 1800.
La Simeonstraße e la Piazza mercato principale (Hauptmarkt) sono molto pittoresche con le case variopinte e in graticcio. Un cenno alla Dreikönigenhaus con la porta d’ingresso al primo piano… per accedervi usavano una scala a pioli.
Visto che eravamo là non poteva mancare uno sguardo alla Mosella, costeggiata di colline completamente coltivate a vigneto. La strada che costeggia la Mosella da Treviri a Coblenza è molto tortuosa, ma ricca di castelli e di paesaggi molto pittoreschi. Sul fiume si incontrano parecchie ridenti località di villeggiatura. Ogni tanto si intravedono, sulle colline, grandi eliche bianche (energia eolica) dall’aspetto molto elegante che non turba l’ambiente circostante. Riusciamo ad arrivare fino a Cochem. 
Il castello di Cochem
Di questo viaggio è rimasto un buon ricordo e un po’ di amarezza per i pochi giorni ad esso dedicati. Le persone che ho avvicinato in questo viaggio sono state davvero molto cordiali e premurose, anche solo per dare una semplice informazione. Ho trovato tanta accoglienza e cordialità… e poi dicono che i tedeschi sono freddi!
Renata
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