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Abstract della
tesi:
Lungo i marciapiedi dell’Unter den Linden si vendono medaglie, bandiere, divise e onorificenze socialiste, annota amaramente lo scrittore tedesco-orientale Jurek Becker (1), in un suo intervento pubblicato nel 1994 su "Die Zeit" (2). Oggi a Potsdamer Platz, sulle bancarelle del mercato domenicale a Tiergarten sulla Straße des. 17 Juni o a Treptower Park, la situazione non è troppo diversa (3). Ci si chiede: la DDR (4) e la sua "scomparsa" è, dopo oltre 14 anni, sempre un tema che suscita interesse? La risposta è sì e si chiama Ostalgiewelle (5).
La maggior parte dei testi letterari e delle manifestazioni cinematografiche che abbiano anche lontanamente a che fare con la DDR-Vergangenheit (“il passato tedesco-orientale”) o con il problema della Wiedervereinigung (“riunificazione”) occupano oggi in Germania stabilmente i posti di best-sellers (vedi Good Bye, Lenin!). Le raccolte di musica orientale ufficiale e non, pubblicizzate dappertutto, spadroneggiano tra gli scaffali della grande distribuzione e rappresentano le preferenze di buona parte dei consumatori. Sembra che, passati i primi dieci anni dalla caduta del muro, tutto quel che riguarda la cosiddetta DDR-Identität, colpevolmente svenduta nell’atmosfera euforica del 1989, stia attraversando un processo di riscoperta e sia addirittura diventata per molti cittadini tedeschi una fonte d’ispirazione (e non solo tra i nostalgici dell’Est).
Questo ampio e ormai diffuso sentimento che è stato definito “Ostalgie”, ripone rinnovata attenzione nei confronti di tutto quello che l’appendice orientale della Bundesrepublik (6) significava e, partendo dal recupero di ogni tipo di testimonianza, è oggi diventato un vero e proprio fenomeno di costume. Ma perché tutto ciò accade soltanto in Germania, nasce addirittura tra le strade di Berlino mentre a Praga nessuno pensa ad entrare nel Museo del Comunismo, a Budapest non ricordano più il colore delle divise sovietiche e a Varsavia si ascolta quasi esclusivamente musica rap (meglio se in inglese)? La risposta è a mio avviso da ricercarsi nel fatto che Berlino è sempre stata una città divisa tra Est ed Ovest e che la DDR ha avuto una “sorella” occidentale chiamata Bundesrepublik. L’arco di tempo compreso tra il maggio del 1989 e il 3 ottobre 1990 costituisce uno dei più intensi e importanti periodi della storia contemporanea mondiale, europea ma anche e soprattutto tedesca. In poco più di un anno si spezzano i già instabili equilibri tra Stati Uniti ed Unione Sovietica, si concretizza la definitiva caduta del comunismo in Europa orientale, si ridisegnano i confini di molti Stati europei e si assiste alla nascita di un nuovo Stato tedesco a suggellare la conclusione della cosiddetta epoca del secondo dopoguerra.
La Germania ha la fortuna, o forse sarebbe meglio dire la sfortuna, di essere una delle principali protagoniste di questo straordinario stravolgimento politico, sociale ed economico. Sul territorio tedesco, succede, in piccolo, ciò che in più ampia scala si verifica nell’intero continente europeo. L’apertura del muro rappresenta un vero punto di svolta per quanto concerne la percezione collettiva; le emozioni che le immagini televisive suscitano, quella sera del 9 novembre 1989, influenzano l’opinione pubblica interna e internazionale (7). A partire da quella data le cose sono completamente cambiate e continuano a cambiare sino ai nostri giorni.
Oggetto della mia tesi è l’esame dei risvolti in campo sociale e letterario che si sono manifestati in Germania in seguito ai cambiamenti politici di quegli anni. Il lavoro consta di una parte storica introduttiva, nella quale si effettua una ricostruzione degli eventi politici e sociali a cavallo degli anni 1989 e 1990, di una seconda parte che riguarda un’analisi della poesia di Volker Braun Das Eigeintum (1990) e del testo di Delius Die Birnen von Ribbeck (1991) che affrontano il tema della riunificazione secondo due diverse ottiche e di un’ultima parte in cui si indaga brevemente sugli effetti della Wende, sulla musica rock e sul cinema tedesco in parte investiti dalla Ostalgiewelle.
(1) Per la biografia di Jurek Becker cfr. Irene Heidelberger-Leonard, Jurek Becker, Suhrkamp Taschenbuch Verlag, Frankfurt a. M., 1992, pp. 347-348. (2) Cfr. Jurek Becker, Mein Vater, die Deutschen und ich, in "Die Zeit", n. 21 del 13 maggio, 1994.
(3) Vedi figura 15 nella sezione Appendice fotografica a pag. 109. (4) Nel riferirsi alla Repubblica Democratica Tedesca si è utilizzata la sigla tedesca DDR (Deutsche Demokratische Republik). (5) La forma tedesca Ostalgiewelle (“onda di Ostalgie”) deriva appunto dal termine Ostalgie, un gioco di parole tra “Ost” (Est) e “Nostalgie” (nostalgia). In italiano la traduzione di Ostalgie sarebbe nostalgia dell’Est. (6) Nel riferirsi alla Repubblica Federale Tedesca si è utilizzata la denominazione tedesca Bundesrepublik. (7) Cfr. Gustavo Corni, Storia della Germania da Bismarck alla riunificazione, Milano, Il Saggiatore, 1995, p. 431 e ss. |