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Titolo della tesi: Il teatro di Ernst Toller nella Repubblica di Weimar
Autore della tesi: Gabriella Modestino
Laurea conseguita a: Università di Napoli Federico II, Facoltà di Lettere e Filosofia, corso di laurea quadriennale in lingue e letteratura
Anno:
2002
Relatore: Prof.ssa Maria Giovanna Amirante Pappalardo
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Con questo studio ho voluto analizzare la produzione teatrale di Ernst Toller, autore tedesco che si colloca a cavallo dell’espressionismo e della Neue Sachlichkeit, le due correnti artistiche che caratterizzarono gli anni della Repubblica di Weimar. In particolare ho analizzato quelle opere in cui viene maggiormente espressa l’evoluzione, o meglio l’involuzione della visione della realtà di questo autore.
Dopo essere stato in trincea durante la prima guerra mondiale e aver visto i danni che essa aveva procurato a coloro che l’avevano combattuta e alle popolazioni coinvolte, Toller divenne un acceso pacifista, impegnato nella rivoluzione che avrebbe dovuto portare ad una società nuova, in grado di vivere senza guerre.
Per meglio comprendere dunque questo scrittore e il suo impegno politico ho ritenuto opportuno dare una visione d’insieme degli eventi che caratterizzarono il primo dopoguerra in Germania e che portarono alla proclamazione della Repubblica di Weimar. Gli anni repubblicani, che durarono fino alla salita al potere nazista, furono caratterizzati da una fioritura culturale che non aveva precedenti, e che vide l’affermarsi di nuove forme di intrattenimento, quali il cinema e il teatro. È stato importante quindi descrivere qual era il clima che si viveva in Germania e in particolare a Berlino, capitale della cultura.
Ho ritenuto opportuno approfondire in particolare lo sviluppo del teatro durante gli anni repubblicani, dando inoltre un accenno ad un altro genere letterario, il romanzo, che nella visione più oggettiva della Neue Sachlichkeit trovò la sua migliore espressione.
Per comprendere lo stile dello scrittore è risultata di grande importanza l’analisi delle nuove tecniche utilizzate dai registi espressionisti, che contribuirono notevolmente al successo delle opere teatrali di questo periodo, e che furono preziosi strumenti per questo autore.
Ho approfondito inoltre tre sue opere teatrali, Die Wandlung, Hinkemann e Hopplà, wir leben!, nelle quali si manifesta il passaggio nell’autore dallo spirito nazionalista a quello pacifista e dal sentimento rivoluzionario pieno di fiducia nel proletariato, inteso come una forza in grado di mutare la società, alla presa di coscienza di un mondo che stava per assistere impotente all’affermazione del nazismo.
Quando Toller, ormai in esilio negli Stati Uniti, perde la speranza e la fiducia nella società che lo circonda, non trova altra soluzione se non il suicidio, lasciando in eredità agli esiliati il compito di fare sì che la cultura rappresenti quell’insieme di valori e di ideali che stanno alla base della società e che diventi il mezzo per lottare contro le barbarie.
Mi ha molto colpito l’estrema attualità del messaggio di Toller e del suo pensiero pacifista, basato sulla convinzione che la guerra sia inutile e che serva solo ad arricchire coloro che la sostengono; ho voluto quindi verificare come l’opera di questo autore sia stata recepita in Germania durante gli anni ’20, cioè gli anni delle prime rappresentazioni, e come sia stata recepita in Italia, una volta che, finita la seconda guerra mondiale, i registi volsero la loro attenzione verso gli autori stranieri.
Ho riscontrato che in Italia, a partire dagli anni ’50, vi sono state diverse messinscene delle opere da me approfondite, e in particolare i registi che le hanno rappresentate hanno colto in maniera eccellente il messaggio che Toller intendeva trasmettere.
Dalle recensioni che ho raccolto emerge che alcuni di questi registi hanno rappresentato le opere di Toller poiché vedevano una corrispondenza tra determinate componenti della realtà italiana a loro contemporanea e alcuni aspetti non marginali delle vicende tedesche. Hanno così attualizzato il pacifismo di Toller, ed hanno utilizzato la tematica della guerra e i protagonisti tolleriani, così ben delineati dal punto di vista della personalità, per denunciare i mali della società in cui vivevano.
Dalla mia tesi emerge quindi la figura di un autore che, malgrado si riferisca ad eventi accaduti mezzo secolo fa, risulta di estrema attualità: come egli sostiene, infatti, le cause che conducono ad una guerra sono quasi sempre le stesse e tutto ciò che si può fare per evitarla è denunciare ciò che accade e lottare per la pace. |