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Titolo della tesi: Problemi di glottodidattica con software e applicazioni al tedesco
Autrice della tesi:
Barbara Garbin
Laurea conseguita a:
Università degli Studi di Padova - facoltà di lettere e filosofia, corso di laurea in lingue
Anno accademico:
2001-2002
Relatore: Prof. Alberto Mioni
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Negli ultimi anni le nuove tecnologie sono state impiegate nel processo di insegnamento-apprendimento delle lingue straniere. Il termine corretto per definire questo uso dell’informatica in ambiente didattico è CALL (Computer assisted Language Learning). La diffusione delle tecnologie didattiche è stata da sempre supportata da alcune teorie psicologiche inerenti al processo di apprendimento. Il comportamentismo può essere considerato la prima teoria di riferimento, di cui Skinner ne è il rappresentante più noto. Il modello si concentra particolarmente sull’analisi dei risultati ottenuti dal discente nel processo di apprendimento, considerato quest’ultimo come il frutto di alcuni stimoli o rinforzi esterni dati al discente. L’obbiettivo principale di un insegnante comportamentista è l’analisi degli input che vengono trasmessi e la ripartizione del materiale in piccole sezioni. L’insegnante considera inoltre l’errore come fallimento, come insuccesso della propria programmazione. Ben presto tuttavia le teorie psicologiche alla base delle tecnologie didattiche si avvicinarono sempre più al modello cognitivista a cui contribuì in maniera particolare la figura di Gagnè. La ricerca cognitivista ha lo scopo di indagare ad analizzare i processi cognitivi nascosti ed è rivolta soprattutto alla conoscenza della famosa scatola nera, la memoria. L’apprendimento per i cognitivisti è il risultato della combinazione di schemi già posseduti dal discente e successivamente elaborati con i dati raccolti nell’interazione con l’ambiente. L’insegnante cognitivista ha lo scopo di scoprire le strategie adottate dagli allievi nella loro attività cognitiva e considera l’errore un elemento da analizzare e ricercare nelle sue motivazioni. La teoria cognitivista è inoltre l’approccio più interessante perché offre alla ricerca psicopedagogia gli stimoli e le conoscenze indispensabili per progettare un apprendimento significativo, per sviluppare le personali abilità di autoapprendimento, poiché proprio quest’ultimo è considerato l’obbiettivo didattico anche di un istruzione affiancata da tecnologie didattiche.
L’uso del computer nel processo di insegnamento offre ai discenti numerosi vantaggi; innanzitutto trasmette informazioni attraverso suoni, immagini e figure in movimento rendendo più piacevole l’apprendimento dei contenuti, in secondo luogo lo studente non vive più in una situazione d’ansia e nervosismo, egli collabora infatti con una macchina indifferente a qualsiasi simpatia e imparziale in ogni situazione. Importante è anche l’uso di Internet che consente la ricerca di informazioni ed è una vera e propria risorsa di materiali autentici, che permette di conoscere il contesto culturale, i valori etici e sociali di un popolo. Il discente ha inoltre la possibilità di usare la lingua straniera con la posta elettronica, elemento estremamente motivante per gli studenti, perché comunicano in situazioni autentiche, dove lo scopo principale è la trasmissione di un messaggio contenente informazioni ed emozioni e dove la presenza di errori diventa di secondaria importanza. La posta elettronica è un validissimo strumento di comunicazione, permette al discente di avere chiarimenti immediati grazie alla sua facilità d’uso, all’economicità e alla velocità e può essere impiegata in classe per svolgere numerose attività, quali la distribuzione di compiti o favorire discussioni via e-mail su argomenti interessanti.
I materiali utilizzati dagli insegnanti che decidono di optare il computer come strumento didattico devono contenere determinati requisiti per garantire il successo delle attività. Innanzitutto i software adottati devono avere una grafica chiara ed accattivante, le videate devono essere semplici e ben comprensibili; l’insegnante dopo una accurata analisi deve inoltre evitare di utilizzare software in cui vi sia un accumulo eccessivo di suoni, immagini e figure in movimento, perché il discente rischierebbe solamente di perdersi o di fare confusione. E’ importante che il programma utilizzato contenga elementi di civiltà e di cultura relativi alla lingua studiata e che non si concentri pertanto solamente sulle strutture grammaticali e sugli elementi lessicali. L’insegnante deve tenere conto dei bisogni dei discenti, dei loro obbiettivi e delle loro caratteristiche personali, deve adottare inoltre un software che non sia particolarmente complicato e che non richieda conoscenze informatiche precise.
Nel corso dei capitoli 5, 6, 7 ho analizzato Deutsch-Interaktiv, un programma multimediale prodotto dalla De Agostini e rivolto ad un pubblico non principiante, ma con conoscenze basilari della lingua tedesca. Il corso è costituito da sezioni molto interessanti, propone un approccio comunicativo, utilizza cioè la lingua in contesti simili a quelli in cui si troverà il discente, presenta situazioni reali applicandole a due diverse sfere della vita quotidiana: Beruf e Freizeit. Il corso è soddisfacente dal punto di vista grammaticale e lessicale e sviluppa in maniera abbastanza ampia anche il contesto culturale proponendo un’apposita sezione relativa a curiosità del popolo tedesco, ai proverbi e agli aforismi maggiormente usati. I corsi multimediali quali Deutsch-Interaktiv offrono il vantaggio di poter essere utilizzati in situazioni di autoapprendimento, permettono di ripassare e di approfondire la lingua in maniera autonoma e sono un valido strumento soprattutto per coloro che hanno difficoltà a raggiungere le strutture in cui si tengono corsi di lingua o che non dispongono del tempo necessario per poterli frequentare.
Il concetto di autoistruzione è strettamente legato a quello di autonomia e consiste “nella capacità di dirigere sé stessi nel proprio processo di apprendimento”. (Little 1997, p.35). L’autoistruzione coinvolge lo studente nella programmazione e nella suddivisione della propria attività; implica pertanto anche un forte senso di responsabilità. Il discente non si limita soltanto ad organizzare ma anche a controllare e verificare il grado di preparazione raggiunto.
Nonostante i numerosi vantaggi offerti dal computer, è doveroso tuttavia ricordare che le tecnologie didattiche non possono sostituire in maniera decisiva la figura di un insegnante in carne ed ossa. Quest’ultimo infatti non è solo un “dispensatore di conoscenza” ma offre anche soluzioni a tutti i dubbi dei discenti. È colui che pianifica le attività, che guida gli studenti nel processo di apprendimento, che li sostiene e li consiglia nei momenti di difficoltà.
Per concludere posso affermare che le tecnologie didattiche possono essere impiegate con successo nel processo di insegnamento delle lingue straniere se supportate però da una figura preparata e disponibile, un insegnante esperto e competente in grado di assistere gli allievi e di aiutarli nel loro cammino di apprendimento linguistico utilizzando una metodologia appropriata alle loro esigenze. |
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