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La tesi si propone di analizzare le traduzioni tedesche della novella "Vino Generoso" di Italo Svevo. L'analisi parte dal presupposto che il linguaggio sia un mezzo per produrre mutamenti epistemologici nell'ascoltatore (o nel lettore), "uno strumento di guida della sua coscienza". Il linguaggio, dunque, nella logica di questa analisi è uno strumento di comunicazione sociale (o dell'azione sociale mediata da simboli). In questo tipo di analisi vengono lasciate da parte considerazioni di tipo stilistico nel senso tradizionale; infatti, se ogni discorso comunica un messaggio, tale messaggio è l'unico possibile in quel momento (dati i partecipanti a quella comunicazione, le possibilità dei parlanti e degli interlocutori, il sistema linguistico in cui ci si esprime, ecc.). La traduzione perciò deve essere suscettibile delle stesse interpretazioni di cui era suscettibile il testo originario, e per questo deve saper trasmettere ( strumenti linguistici permettendo) le stesse designazioni e la stessa strutturazione del senso riscontrabili nel testo di partenza. L'analisi di questa tesi, dunque, mira alla fondazione di un procedimento che verifichi la capacità di tre traduzioni di rispettare la pluralità del testo di partenza. Data questa concezione, la cosa più importate nella critica di una traduzione si rivela non la valutazione della fedeltà alla lingua d'arrivo (ad esempio il bel tedesco della traduzione della novella "Vino generoso"), bensì la fedeltà al messaggio in sé e cioè a quel tedesco che contiene tutte le designazioni e i sensi manifestamente espressi nel testo di partenza, ma in modo sempre pronto a rivelare a letture diverse ciò che è pertinente all'autore, al suo mondo, ecc., insomma ciò che è pertinente a tutti quei momenti compartecipi della creazione di quell'atto di comunicazione che ha fondato il testo di partenza. Valutare tutto ciò comporta necessariamente andare al di là di un'analisi che prende in esame i singoli tratti semantici delle parole, né è utile prendere in considerazione delle unità più grandi come frasi o periodi, in quanto un testo non è semplicemente un insieme di frasi. Perciò sono state estrapolate dalla candidata dal testo delle "unità drastiche" in grado di mostrare come il testo è stato costruito, per verificare se il testo tradotto funziona così come funziona il testo originario. A monte di questa scelta di segmentazione vi è una distinzione di ordine concettuale tra aspetti interi e aspetti esteri del testo. Gli aspetti interni sono gli elementi analizzabili dal punto di vista linguistico, che costituiscono il testo; gli aspetti esterni sono gli elementi formali della realtà socio-comunicativa del testo, dell'autore e del lettore, e in questo caso anche del traduttore. (Il cap. 2 è dedicato a questi aspetti esterni).
Il 1° volume è costituito da 4 capitoli. Nel capitolo 1 (Parte teorica) viene fatto un excursus storico delle connessioni tra linguistica testuale e teoria della traduzione (Dressler, Hartmann, Heiss, Bühler, Thiel, Willis, Dressler, Schmidt, De Beaugrande, Coseriu, Hjemslev, Trabant, Ortega Y Gasset, Wittgenstein, Bense, Oller) e poi tre paragrafi sono dedicati alla teoria del linguaggio, alla teoria della traduzione di Eugenio Coseriu e alla teoria del testo di Sigfried Schmidt (8- 54). Nel capitolo 2 (Descrizione del materiale) viene presentata la novella, la cronologia, le tematiche, il contenuto, lo stile, la fama, la stria delle tre traduzioni tedesche, le notizie sui traduttori, la critica alle traduzioni (56-82). Nel capitolo 3 (Descrizione e giustificazione del metodo) vengono indicati il fine, il metodo, il criterio dell'analisi e i fenomeni osservati (eliminazione, aggiunte, identità, sostituzione, errori di traduzione) (84- 116). Nel capitolo 4 (Analisi) vengono fornite le istruzioni per la lettura e i commenti alle schede (118-346) Infine le conclusioni (348 -358) e la bibliografia (360 -367).
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