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Chi è la Siemens?
La "Siemens AG" è un'azienda tedesca, specializzata nella
produzione di apparecchi elettrici e nell'elettronica. È uno dei maggiori gruppi
industriali al mondo, con 480.000 addetti (dato 2007), società controllate in
190 nazioni e un fatturato nel 2006 di 87,3 miliardi di euro. (Informazioni da Wikipedia)
Cos'è successo?
Secondo le indagini dei pubblici ministeri tedeschi,
la Siemens ha pagato, fino al 2006, qualcosa come 1,3 miliardi di
Euro (!) in tangenti per lubrificare gli affari, dovunque si
riteneva utile.
Dall’Iran all’Argentina, dagli USA all’Arabia Saudita, dall’Italia
alla Germania si era esteso un sistema di pagamenti in nero per
amministratori pubblici e privati, fittivi contratti di consulenza e
di fondi neri di dimensioni enormi. Si tratta del più grande
scandalo di tangenti e corruzione mai scoperto in Germania.
È stato proprio dall’Italia che, nel 2004, sono arrivate le prime
conferme più concrete ai sospetti che galleggiavano già a partire
dal 2003. Un giudice milanese, che stava indagando su tentativi
di corruzione in Italia aveva ritenuto molto probabile l'esistenza di
fondi neri della Siemens destinati al pagamento di tangenti. Il
potente amministratore delegato della Siemens Pierer
(chiamato "Mr. Siemens") era stato informato dei sospetti del
giudice milanese – ma non ha fatto nulla, anzi, ha cercato di sminuire i
sospetti e di tranquillizzare i sospettosi.
Oggi sono proprio Pierer e altri dieci alti dirigenti della Siemens
(ormai tutti ex-dirigenti) ad essere nel centro del ciclone
giudiziario che ha investito la Siemens da un anno e che viene seguito con
grande attenzione dai giornali e dalle televisioni tedeschi. Gli
ex-dirigenti si difendono dicendo di non aver saputo niente delle
tangenti e dei fondi neri, una difesa poco credibile anche per i
documenti che nel frattempo sono diventati pubblici.
Germania = Italia?
Da alcuni commentatori tedeschi della faccenda si è
sentita la preoccupazione che la Germania si stesse avvicinando alla
palude della Tangentopoli italiana che alcuni magistrati italiani
(che in Germania godono di una grande fama) hanno cercato di
prosciugare a partire dal 1994.
Ci sono stati anche dei commentatori italiani che hanno notato, con un certo sollievo, che evidentemente anche la Germania non
è più il paese pulito dove corruzione e tangenti sono
parole sconosciute e che alla fine tutto il mondo è paese.
Chi fa questi paragoni tra Germania e Italia ha ragione in un punto:
quando ci sono di mezzo troppi soldi le tentazioni di raggirare le
regole per eliminare la concorrenza sono forti. L'evasione fiscale
esiste anche in Germania e, come insegna il caso della Siemens,
anche la corruzione non è estranea a certi ambienti industriali
tedeschi.
Dall'altra parte ci sono delle
differenze sostanziali
Nessun uomo politico tedesco oserebbe attaccare un
giudice quando indaga su un "pezzo grosso", che sia dell'economia o
della politica. Chi lo facesse sarebbe subito sospettato di essere
complice. Quando fu
scoperto il coinvolgimento dell'ex-cancelliere Helmut Kohl in un vasto giro di
finanziamenti illegali del suo partito nessuno si è scagliato contro
chi stava indagando accusandolo di praticare giustizia
politicizzata. Una della voci del partito di Kohl che lo ha criticato più
apertamente è stata proprio di Angela Merkel, il cancelliere di oggi.
Sebbene anche in Germania pagare le tasse non sia molto
amato, l'evasione fiscale è considerata dalla grande maggioranza
della popolazione un crimine contro la comunità - e le tasse in
Germania non sono affatto più basse di quelle italiane, anzi. In
Germania chi evade le tasse, chi falsifica i bilanci, chi corrompe
gli amministratori pubblici o privati paga e va in prigione. E non
trova nessuno che lo giustifica o lo difende moralmente. La sua
carriera politica è finita e l'amministratore delegato o il
ragioniere condannato difficilmente trova ancora lavoro nel suo
vecchio mestiere, una volta uscito dalla prigione.
E ci sono due cose in cui le aziende italiane potrebbero imparare
dalla tormentata Siemens. La prima: una grande importanza nello
scandalo della Siemens ha avuto la commissione anticorruzione
all’interno della Siemens (pagata dalla stessa azienda). Non credo che esistano commissioni del
genere all'interno della Fiat, della
Mondadori o della Mediaset.
La seconda: la nuova direzione della Siemens ha chiamato in causa gli
11 ex-dirigenti ritenuti colpevoli e chiederà loro un
risarcimento del danno che fa una certa impressione: il danno
causato all'azienda (tasse evase che adesso sono da restituire con forti
supplementi, spese processuali etc.) viene valutato in 1,9 miliardi
di Euro. E qualcuno vuole anche far pagare il danno morale
subito dall'immagine dell'azienda... |