La storia della Germania

La Germania e le origini
della prima guerra mondiale

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Articolo di Enrico Galarico
Otto von Bismarck
Otto von Bismarck (1815-1898) in una foto del 1890
foto: Bundesarchiv

L'unificazione nazionale della Germania

All'origine della prima guerra mondiale vi è un forte contrasto imperialistico (dominio economico mondiale attraverso le colonie) tra Germania, da un lato, e Francia-Inghilterra dall'altro.

La Germania si era costituita come nazione dopo la sconfitta di Sedan inflitta alla Francia nel 1870 (guerra franco-prussiana): la propria unificazione nazionale era avvenuta sotto l'egemonia della Prussia, uno dei suoi 25 Stati (Länder). L'Impero tedesco fu proclamato nel 1871 e Guglielmo I ne fu l'imperatore.

Gli Stati della Germania erano presieduti da un governo centrale: il cancelliere (Otto von Bismarck), l'imperatore e lo stato maggiore, che disponevano di tutti i poteri, in quanto il parlamento non esercitava alcun vero controllo. Poi vi era il consiglio federale, costituito dai rappresentanti degli Stati, anch'esso con poteri molto limitati.

Bismarck realizzò un'intesa di tipo conservatore, tra le classi dominanti di quel periodo: gli "Junker" (aristocrazia agraria, che occupava posti di rilievo nell'esercito e nella pubblica amministrazione) e gli industriali.

Bismarck condusse una politica repressiva nei confronti della classe operaia e del partito socialdemocratico che la rappresentava, impedendo che si emanassero leggi a favore della libertà di stampa, di riunione, ecc., anche se varò un sistema di assicurazioni sociali (per malattie, infortuni e vecchiaia) in modo da contenere le rivendicazioni dei ceti marginali. Egli era contrario anche al partito cattolico (specie dopo la proclamazione del dogma dell'infallibilità pontificia), ma trovò poi il modo di allearsi coi cattolici in funzione antisocialista.

Nel 1870 mise la Francia in condizioni di dichiarare guerra alla Prussia e a Sedan la sconfisse, facendo nascere il Reich tedesco (la corona di imperatore Guglielmo I la riceve addirittura a Versailles). La Germania si annette l'Alsazia e la Lorena.
La proclamazione del Reich della Germania, nel 1871
La proclamazione del Reich della Germania, nel 1871, nella Sala degli specchi del castello di Versailles a Parigi.
Quadro di Anton von Werner (1885)
fonte: Wikimedia Commons

I contrasti tra le potenze europee si inaspriscono

Nel 1873 la Germania promosse il "Patto dei tre imperatori" (tedesco, austriaco e russo), che durò però molto poco a causa dei contrasti insanabili tra Austria e Russia nei Balcani. Qui infatti alcuni territori (principati danubiani, che si unirono in un solo Stato: la Romania, e poi la Serbia, il Montenegro, la Bosnia, l'Erzegovina e la Bulgaria) volevano liberarsi dell'egemonia ottomana e, siccome da soli non sempre erano in grado di farlo, chiesero aiuto alla Russia, che infatti nel 1877 dichiarò guerra alla Turchia, costringendola a riconoscere l'indipendenza o l'autonomia amministrativa di quegli Stati.

Questa situazione non piacque per nulla all'Austria, che minacciò di dichiarare guerra alla Russia. Per evitare lo scontro, Bismarck organizzò un congresso internazionale a Berlino nel 1878, col quale, da un lato, si riconobbe l'indipendenza di vari Stati balcanici, e dall'altro si assegnò all'Austria (con cui la Germania stipulerà una stretta alleanza nel 1879) una sorta di protettorato sulla Bosnia e l'Erzegovina (che le servivano per avere uno sbocco nel mar Egeo), mentre la Russia, che aveva vinto la guerra anti-turca, ottenne soltanto la Bessarabia.

L'Inghilterra dal congresso di Berlino ottenne il riconoscimento del possesso dell'isola di Cipro, posizione strategica per l'accesso al Mediterraneo orientale. L'Italia, pur facendo parte sin dal 1882, con l'Austria e la Germania, della Triplice Alleanza, in funzione anti-francese, in quanto rivendicava dei territori tunisini, conquistati dalla Francia nel 1881, non ottenne nulla, anche se il trattato prevedeva compensi all'Italia in caso di espansione dell'Austria verso i Balcani.

Il risultato del congresso di Berlino fu che la Russia si avvicinò sempre di più alla Francia in funzione anti-tedesca e anti-austriaca, anche se nel 1887 la Germania fece con la Russia un "Trattato di Contro-Assicurazione", ottenendo, in cambio di un proprio disimpegno nei Balcani, che la Russia rimanesse neutrale nel caso in cui la Francia avesse dichiarato guerra alla Germania.

Nel 1908, l'Austria, approfittando di un colpo di stato in Turchia, compiuto dai "Giovani Turchi", che volevano modernizzare il loro paese, trasformandolo da feudale a borghese, annette definitivamente al proprio territorio la Bosnia e l’Erzegovina, assicurandosi il riconoscimento di Germania e Italia. Sarà proprio questa annessione forzata che provocherà la nascita di un movimento irredentista slavo, la cui ala serba eliminerà l'erede al trono austriaco, l’Arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo (eccidio di Sarajevo del 1914), scatenando la ritorsione dell'Austria contro la Serbia e quindi lo scoppio della I guerra mondiale.

Dopo Bismarck il Kaiser Guglielmo II (1888-1918), consapevole che la Germania aveva raggiunto una notevole espansione economica (specie nei settori meccanico, chimico, tessile ed elettrico), grazie anche allo sfruttamento dei giacimenti di ferro e carbone nell'Alsazia e nella Lorena, sottratte alla Francia, ha intenzione di creare in Europa una grande area dominata nettamente dal suo impero (pangermanesimo), recuperando velocemente il tempo perduto: di qui le forti esigenze di tipo coloniale.
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L'espansione coloniale della Germania

Quando iniziò la propria espansione coloniale, la Germania incontrò subito forti resistenze da parte di Francia e Inghilterra, in Africa, Asia e Medio Oriente. Nonostante questo riuscì ad occupare nel 1883-85 i seguenti territori: Guglielmo II provvide a costruire una flotta navale in grado di competere se non addirittura di distruggere quella inglese, e cominciò a preparare la Germania a una guerra contro la Francia e l'Inghilterra.

Infatti già durante un conflitto greco-turco per l'isola di Creta, la Germania spalleggiò i Turchi, ottenendo in cambio la concessione di costruire la ferrovia di Baghdad, che dal Bosforo doveva arrivare fino al golfo Persico, minacciando gli interessi inglesi in India. Per tutta la I guerra mondiale la Germania resterà alleata della Turchia.

Nel 1893, la Francia, avendo già sentore di quanto stava avvenendo in Germania e intenzionata a recuperare l'Alsazia e la Lorena perdute dopo la sconfitta di Sedan, si alleò con la Russia, cui si unì nel 1907 anche l'Inghilterra (Triplice Intesa).

Nel 1904 Francia e Inghilterra regolamentano, con  l'"Intesa cordiale", i rispettivi interessi coloniali in Africa, in modo da evitare dei contenziosi che avrebbero potuto essere nocivi nel caso fosse scoppiata una guerra contro la Germania.

Nella conferenza di Algesiras del 1906 la Francia può imporre il proprio protettorato sul Marocco, ma in cambio deve riconoscere alla Germania alcune strisce di terra nel Congo.

Nel 1907 la Russia stipula un accordo con l'Inghilterra per regolamentare i rispettivi interessi in Persia, Afghanistan e Tibet.

Nel 1912-13 scoppiano due guerre balcaniche, per liberarsi definitivamente del dominio turco. Esse furono condotte, la prima, dalla Lega balcanica (Serbia, Montenegro, Bulgaria e Grecia) che si concluderà vittoriosamente, e la seconda condotta dalla Bulgaria (appoggiata dall'Austria) contro Grecia, Montenegro e Serbia (cui poi si unirà anche la Romania) per questioni di ripartizione territoriale. Poiché la Bulgaria perse la guerra, il territorio della Macedonia venne suddiviso tra Serbia e Grecia, mentre la Romania ebbe dalla Bulgaria la Dobrugia meridionale. Dal canto suo l'Austria era riuscita ad appoggiare con successo l'indipendenza dell'Albania dai turchi e a imporre un principe tedesco a capo del governo.
La proclamazione del Reich della Germania, nel 1871
I paesi coinvolti nella prima guerra mondiale:
in arancione: Germania, Austria, le loro colonie e altri alleati
in verde: Inghiltera, Francia, Italia, le loro colonie e altri alleati
in grigio: paesi neutrali.

Perché alla fine scoppia la guerra mondiale?

Il conflitto regionale tra l'impero austro-ungarico e la Serbia per l'egemonia dei Balcani si trasformò immediatamente in guerra mondiale per una serie di ragioni: Esattamente un secolo dopo il Congresso di Vienna e la Santa Alleanza, la situazione europea aveva subito importanti trasformazioni: ora infatti, sia la Germania (divenuta potenza capitalistica), sia l'Austria (desiderosa di espandersi nei Balcani, impedendo alla Russia di trarre profitto dal grande aiuto che aveva dato alle popolazioni slave per liberarsi dei turchi) erano diventate due irriducibili nemiche dello zar.

L'Austria voleva decisamente sostituirsi ai turchi e arrivare all'Egeo. L'assegnazione del protettorato su Bosnia ed Erzegovina assicurato al Congresso di Berlino (1878), poi trasformato in vera e propria annessione nel 1908, era un chiaro segnale delle intenzioni dell'Austria nei Balcani. E questa annessione, riconosciuta sia dalla Germania che dall'Italia, venne immediatamente rifiutata dalla Serbia, lo Stato slavo più influente dei Balcani, anche perché la politica austriaca in Bosnia era proprio quella di eliminare l'elemento nazionale serbo-ortodosso (che trovò rifugio presso appunto la Serbia) e quello musulmano (che emigrò verso il Kosovo e la Macedonia), favorendo invece la minoranza croato-cattolica.

La prima guerra mondiale non scoppiò a causa dell'assassinio dell'arciduca ereditario d'Austria, Francesco Ferdinando, da parte dell'irredentista serbo, Gavrilo Princip, ma a causa delle forti esigenze imperialistiche che dovevano servire da un lato per consolidare poteri vetero-feudali, dall'altro per consolidare poteri capitalistici vecchi e nuovi.

Fu l'Austria a dichiarare guerra alla Serbia (il 28 luglio 1914), dopo che questa aveva accettato tutte le condizioni ultimative per trovare il colpevole dell'eccidio di Sarajevo, meno quella secondo cui all'inchiesta giudiziaria e alla repressione delle attività antiaustriache in Serbia avrebbero dovuto partecipare anche funzionari austriaci.

La Russia si schierò a difesa della Serbia e la Germania a difesa dell'Austria contro la Russia.

Pochi giorni dopo la Francia, già alleata della Russia, dichiarò guerra alla Germania per riprendersi l'Alsazia e la Lorena, occupate dalla Prussia nel 1870.

Anche l'Inghilterra dichiarò guerra alla Germania, per una serie di ragioni: L'Italia, in un primo momento restò neutrale, poiché il trattato di alleanza che aveva firmato con la Germania e l'Austria (in funzione antifrancese) aveva soltanto carattere "difensivo", e in questo caso era stata l'Austria a dichiarare guerra alla Serbia e per di più all'insaputa dell'Italia.

L'Italia dichiarò guerra all'Austria nel 1915 perché a Londra le avevano promesso, in caso di vittoria dell'Intesa, il Trentino, la Venezia-Giulia, il Sud-Tirolo, parte della Dalmazia e un protettorato sull'Albania.
Testo: Enrico Galarico
Il sito di Enrico Galarico è: www.homolaicus.com

Per sapere di più sulla Germania dell'ottocento:

Prussia, nascita di un impero
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di Franz Herre
Bismarck
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di Jean-Paul Bled
.
La formazione dello stato nazionale tedesco
La formazione dello stato
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di John Breuilly
L'impero inquieto. La Germania 1866-1918
L'impero inquieto.
La Germania 1866-1918
di Michael Stürmer

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Ci sono 2 commenti a questa pagina:

Silvano Bertoli:
Perchè l'Italia dichiara guerra alla Germania solo nell'agosto 1916?
(16/08/2014)

Wolfgang Pruscha risponde:
Inizialmente (nel maggio 1915) l'Italia dichiarò guerra all'Austria, nell'agosto 1916 anche alla Germania. Il motivo è che, solo dopo la battaglia di Gorizia, l'Italia si illudeva di essere in una posizione sufficientemente forte per dichiarare la guerra anche alla Germania.
(22/08/2014)

Oshadha Ushettige:
Grazie, molto utile!
(26/04/2013)
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