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La Porta di
Brandeburgo nel 1945, alla fine della guerra: quando la
Germania firma la capitolazione incondizionata, Berlino è
ridotta a un campo di macerie. Tre anni di continui
bombardamenti hanno totalmente distrutto le città tedesche
fino a trasformarle in paesaggi lunari come questo.
La tragedia della Germania alla fine della guerra era terribile. Ma le atrocità degli altri certamente non attenuano la responsabilità della Germania. Tutto questo era soltanto un riflesso di quello che il nazismo aveva fatto ai popoli dell'Europa, era soltanto l'ultimo atto di una guerra che Hitler aveva fortemente voluto, che aveva, fin dall'inizio della sua carriera politica, preparato ideologicamente e materialmente, di una guerra che nessun altro in Europa aveva voluto o cercato.
A sinistra un carro armato con alcuni soldati russi che
fanno la "foto di ricordo". |
Appena finita la guerra che gli alleati avevano combattuto
insieme contro la Germania scoppiò la Guerra Fredda tra Unione Sovietica e Stati Uniti che si sarebbe trascinata in forme più o meno aspre fino agli anni ottanta.
E al centro della Guerra fredda c'era Berlino, la città divisa in
due.
Negli anni '50 il confine tra est ed ovest non era ancora insuperabile e centinaia di migliaia di persone fuggivano ogni anno dall'est all'ovest, quasi la metà di loro erano giovani con meno di 25 anni e spesso persone con una buona formazione professionale, laureati, operai specializzati e artigiani, che all'ovest si aspettavano un futuro più redditizio e più libero. Questo continuo dissanguamento stava diventando un pericolo serio per la Germania dell'est.
Così, nelle prime ore del 13 agosto del 1961 le unità armate della
Germania dell'est interruppero tutti i collegamenti tra Berlino est
e ovest e iniziano a costruire, davanti agli occhi esterrefatti
degli abitanti di tutte e due le parti, un muro insuperabile che
attraversava tutta la città, che divideva le famiglie in due, e
tagliava la strada tra casa e posto di lavoro, scuola e università.

Il cartello nella foto dice: "Achtung! Sie verlassen jetzt
West-Berlin"
(Attenzione! State lasciando Berlino ovest).
Nel 1989 gli stati dell'Europa dell'est cominciarono
a liberarsi dagli opprimente regimi pseudo-socialisti. Prima c'erano
le riforme interne nell'Unione Sovietica, volute da Gorbaciov che
incoraggiavano anche l'opposizione nella DDR. Poi la decisione,
sempre di Gorbaciov, di lasciare che ogni paese dell'est trovi da
solo il proprio destino che diede un'ulteriore spinta a tutti quelli
che chiedevano la libertà.
L'anno 1989 fu un anno drammatico: i cambiamenti democratici, le
piccole rivoluzioni nell'economia e nella politica in Polonia, in
Ungheria e nell'Unione Sovietica riempivano ogni giorno i giornali
in tutta l'Europa, una notizia sensazionale dall'Europa dell'est
seguiva l'altra.

Nell'ottobre del 1989 anche gli eventi nella DDR
precipitarono: sotto la pressione delle manifestazioni di massa e del flusso sempre crescente di persone che lasciavano il paese
attraverso l'Ungheria, che aveva aperto le frontiere verso l'ovest, molte amministrazioni comunali
della DDR si sciolsero e furono sostituite da organi ai quali parteciparono per la prima volta anche gruppi di opposizione. Quando la sera del 9 novembre un portavoce del governo della DDR annunciò una riforma molto ampia della legge sui viaggi all'estero, la gente di Berlino est lo interpretò a modo suo: il muro doveva sparire. Ma il muro c'era ancora e i soldati che lo sorvegliavano in quella notte non sapevano cosa fare. Migliaia di persone stavano all'est davanti al muro, ancora sorvegliato dai soldati, ma migliaia di persone stavano anche aspettando dall'altra parte del muro, all'ovest, con ansia e preoccupazione
(vedi la foto sopra). Nell'incredibile confusione di quella notte, qualcuno, e ancora oggi non si sa esattamente chi sia stato, aveva dato l'ordine ai soldati di ritirarsi e, tra lacrime ed abbracci, migliaia di persone dall'est e dall'ovest, scavalcando il muro, si incontravano per la prima volta dopo 40 anni.

Momenti di gioia - immagini indimenticabili.
Migliaia di persone scavalcano il muro che poco prima era ancora
un confine insuperabile dove si sparava a chiunque si
avvicinava. Era stato un confine che spaccava in due non solo
Berlino ma tutta l'Europa. Pochi giorni dopo si comincia a
rimuovere l'odiato muro:


La Porta di Brandeburgo oggi: un monumento alla
ritrovata unità della Germania,
ma anche un monumento alla pace
in Europa.
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