Viaggio in Germania - Letteratura e cultura tedesca

Oskar Panizza: "Wagneriana"

In questo volume sono raccolti alcuni scritti di Oskar Panizza che, sulla scia degli scritti polemici di Nietzsche, analizzano, nella nota maniera satirica e goliardica di Panizza, l'opera di Richard Wagner.
Oskar Panizza, Richard Wagner

La presentazione della casa editrice:

Sull'autore:

"Durante la ripetizione occasionale di queste o quelle centinaia di battute dell'opera wagneriana eseguite al pianoforte o in sale da concerto, si evidenziarono in alcuni uditori presenti, specialmente signore, espressioni solenni, volti tesi, occhi lucidi, rigidità delle membra. [...] I medici furono presto concordi nel diagnosticare di essere in presenza di una nuova malattia, di un'atrofia costituzionale della percezione uditiva, e ciò causava un'atavica regressione allo stadio animalesco". (da "Grandi sospiri da Bayreuth")

Il lettore troverà in questi scritti di Oskar Panizza un affresco dell'epoca, delineato a partire dal dibattito culturale tra euforici proseliti e duri critici di Richard Wagner. Sulla scia degli impietosi scritti polemici di Nietzsche, le posizioni degli intellettuali nei confronti di Wagner erano contrastanti, intese per lo più a condannare la sua svolta ideologica e reazionaria. Dal canto suo Panizza, con lo stile arguto e sagace del registro satirico, sembra tenere in considerazione anche le vicende biografiche del compositore, in relazione alla sua espressione artistica. Erano stati proprio gli eventi della vita a condizionare le scelte di Wagner, che tanti effetti sinistri ebbero sul popolo tedesco e sul suo "equilibrio psichico".
Oskar Panizza (1853-1921), medico di educazione ugonotta, psichiatria e letterato, fu uno degli intellettuali più in vista della “Münchner Moderne”.

Oskar Panizza
Oskar Panizza

Fu autore di volumi di poesia, narrativa e satira. Condannato per blasfemia, ebbe una vita turbolenta e finì i suoi giorni interdetto in una casa di cura.

Per una biografia di Oskar Panizza clicca qui.

La mia impressione personale:

Alla fine dell'800 la fama di Richard Wagner era all'apice, non solo in Germania. Tutto il paese viveva nella venerazione del celebre compositore tedesco, per ampi strati della società guglielmina Wagner era diventato una specie di eroe nazionale. Da qui non sorprende più di tanto che Oskar Panizza, la cui produzione letteraria era, fin dall'inizio, intenzionalmente provocatoria e che si divertiva a violare tutti i codici culturali dell'epoca presentò al pubblico una serie di articoli decisamente anti-wagneriani che sono raccolti in questo libro.

Gli articoli più divertenti da leggere di questa raccolta sono per me i due in cui lo scrittore lascia libero sfogo alla sua impareggiabile vena satirica e parodistica: in "Grandi sospiri da Bayreuth" Panizza si nasconde dietro la figura fittizia di un dimesso insegnante di musica di campagna che descrive a un altrettanto fittizio redattore di un giornale le sofferenze che gli procurano la musica di Wagner e soprattutto la venerazione irrazionale e ridicola del pubblico nei confronti del compositore che lo hanno portato quasi sull'orlo del suicidio; lui che, clandestinamente, continua a preferire Haydn e Mozart. Il secondo articolo in cui Panizza, in maniera goliardica, descrive una rappresentazione parigina di "Tristano e Isotta" assomiglia quasi a una odierna telecronaca di una partita di calcio, in cui il commentatore, oltre a descrivere minuziosamente quello che succede in campo (cioè sul palco), aggiunge dettagli più o meno piccanti sulla vita privata dell'allenatore (cioè di Wagner) o dei giocatori (cioè dei cantanti e dell'orchestra), aggiunge le sue impressioni dirette - dallo spavento al disgusto - sulle reazioni del pubblico che alla fine lo spingono a lasciare lo spettacolo dopo il primo atto: non ce la fa proprio a continuare ad ascoltare la musica lugubre e mortificante di Wagner e a sopportare il pubblico estasiato che però non sembra capire un gran che della filosofia di Wagner.

Ma in questo libro troviamo anche degli articoli assolutamente seri, come p.e. la critica di una rappresentazione di "Tannhäuser" e dell'opera "Parsifal" in cui Panizza svela una conoscenza profonda non solo della musica, ma anche della letteratura medievale dalla quale Wagner prende spunto per i suoi drammi musicali. Da questi articoli capiamo anche che, a differenza di Nietzsche che, dopo il suo scritto "Der Fall Wagner" (il caso Wagner), condanna Wagner radicalmente e totalmente, Panizza distingue tra un "primo Wagner" che continua ad apprezzare molto e un "vecchio Wagner" che invece critica aspramente.

Il testo del libro è accompagnato da frequenti e ampie note a piè di pagina, utilissime per chi non conosce bene l'ambiente culturale della Germania alla fine dell'800. Oskar Panizza inserisce nei suoi scritti continui riferimenti ad altre opere letterarie e filosofiche e a molti personaggi dell'epoca oggi spesso sconosciuti che, senza queste note, sarebbero difficilmente comprensibili al lettore. Con una modestia che mi sembra fuori luogo, il curatore si scusa nella sua prefazione di queste note, che invece, almeno secondo me, danno un notevole valore aggiuntivo a questa raccolta di scritti.

Concludo ammettendo che il piacere che mi ha procurato la lettura di questo libro mi fa perdonare persino le parole atroci che Panizza rivolge al mio amato Goethe: "Se ne vada! Si tolga dai piedi, essere stomachevole! - Sì, Goethe! Dico proprio a Lei!" Il nostro caro Panizza è proprio un indomabile "zingaro della letteratura", come scrive Giovanni Chiarini nella sua introduzione...

Per comprare il libro:

Oskar Panizza, Richard Wagner
Oskar Panizza:
Wagneriana
Prefazione e traduzione di Giovanni Chiarini
Casa editrice Spirali, 2010,
177 pag.
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