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Lo stadio olimpico di Pechino.
Tutte le foto in questa pagina: Wikipedia
Il medagliere finale:
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oro |
argento |
bronzo |
totale |
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1 |
Cina |
51 |
21 |
28 |
100 |
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2 |
USA |
36 |
38 |
36 |
110 |
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|
3 |
Russia |
23 |
21 |
28 |
72 |
|
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4 |
Gran Bretagna |
19 |
13 |
15 |
47 |
|
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5 |
Germania |
16 |
10 |
15 |
41 |
|
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6 |
Australia |
14 |
15 |
17 |
46 |
|
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7 |
Corea del Sud |
13 |
10 |
8 |
31 |
|
|
8 |
Giappone |
9 |
6 |
10 |
25 |
|
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9 |
Italia |
8 |
10 |
10 |
28 |
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10 |
Francia |
7 |
16 |
17 |
40 |
Le 16
medaglie d'oro della Germania:
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Kayak, slalom
individuale, maschile |
Alexander Grimm |
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Kayak, a 2,
1.000 m, maschile |
Martin Hollstein,
Andreas Ihle |
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Kayak, a 4,
500 m, femminile |
Fanny Fischer, Nicole
Reinhardt, Katrin Wagner-Augustin,
Conny Waßmuth |
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Judo, pesi
medio-leggeri, maschile |
Ole Bischof |
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Equitazione,
Concorso completo,
a squadre |
Ingrid Klimke, Andreas
Dibowski,
Frank Ostholt, Hinrich Romeike, Peter Thomsen |
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Equitazione,
Concorso completo, individuale |
Hinrich Romeike |
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Equitazione,
Dressage, a squadre |
Isabell Werth, Heike
Kemmer,
Nadine Capellmann |
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Scherma,
Fioretto individuale, maschile |
Benjamin Kleibrink |
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Scherma,
Spada individuale, femminile |
Britta Heidemann |
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Nuoto, 100 m
Stile libero, femminile |
Britta Steffen |
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Nuoto, 50 m,
Stile libero, femminile |
Britta Steffen |
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Triathlon,
maschile |
Jan Frodeno |
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Sollevamento
pesi, +105 kg, maschile |
Matthias Steiner |
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Pentathlon
moderno, femminile |
Lena Schöneborn |
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Ciclismo,
Mountainbike Cross, femminile |
Sabine Spitz |
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Hockey,
maschile |
Squadra nazionale |

Lo stadio di nuoto di Pechino
Il bilancio sportivo della
Germania a Pechino
Nel
2004, ad Atene, la Germania ha vinto 49 medaglie, di cui 13 d'oro e
l'obiettivo per il 2008 era superare questa quota. Gli atleti
tedeschi ci sono riusciti solo in parte: questa volta hanno vinto
solo 41 medaglie, di cui però 16 del metallo più prezioso.
Ma non si può misurare il successo sportivo di una nazione solo in
medaglie. Quando, per esempio, uno che corre i 100m migliora il
record tedesco, ma nonostante ciò non arriva nemmeno alla finale
olimpica: è una "delusione"? Quando un campione mondiale di canoa ha
una giornata storta e vince "solo" un bronzo: possiamo chiamarlo
"clamoroso insuccesso"? Ma la stampa sportiva e con essa l'opinione
pubblica è, talvolta, crudele. Vogliono vedere oro e record
mondiali, a tutti i costi. Per questo i campioni come l'americano Phelps, nel nuoto, e il giamaicano Bolt, nelle corse, godono
dell'ammirazione generale (anche se, nei loro casi, si sente un
forte profumo di doping), mentre i loro concorrenti tedeschi che
sono nettamente inferiori (ma forse puliti) vengono guardati con
aria di sufficienza.
Vediamo il bilancio sportivo della Germania più in
dettaglio. I nuotatori tedeschi, e qui tutti sono d'accordo, anche
loro stessi, non hanno convinto (con poche eccezioni). Molti sono
rimasti nettamente al di sotto delle loro prestazioni precedenti e
la schiacciante superiorità degli americani non può valere come
unica spiegazione. Anche nell'atletica leggera la Germania ha visto
giorni decisamente brutti a Pechino: solo una medaglia di bronzo è
il peggior risultato tedesco in questa disciplina dall'inizio del
'900.
I successi piacevoli sono invece: i tre ori tedeschi
nell'equitazione sono stati accolti con grande soddisfazione - qui
la Germania è tradizionalmente forte. Sorprese dorate veramente
positive ci hanno regalato Ole Bischof nello Judo, Sabine Spitz con
la Mountainbike, Mattias Steiner nel sollevamento pesi e Benjamin Kleibrink
e Britta Heidemann nello Schermo. Anche le tre medaglie d'oro nel
Kayak non ci si aspettavano.
Quindi: luci ed ombre. "Il lavoro per Londra 2012 comincia subito"
dicono i funzionari sportivi tedeschi. Speriamo che i mezzi usati in
questo lavoro siano sempre puliti...
Il doping durante le Olimpiadi
Già,
il doping. Nell'equitazione il tedesco Christian Ahlmann è stato
escluso dalle gare perché il suo cavallo era dopato. Succede anche
questo.
Anche l'Italia ha il suo "caso". Il campione di scherma e candidato
per una medaglia d'oro Andrea Baldini è stato escluso
dalla partecipazione - poco prima dell'inizio delle Olimpiadi a
Pechino -
perché nella sua urina è stata trovata
una sostanza che serve per mascherare il doping. Si credeva furbo.
Ufficialmente ci sono (finora) solo 10 casi accertati di doping
durante le Olimpiadi 2008, nonostante un aumento dei controlli
rispetto all'edizione di Atene 4 anni prima. Un successo? Il doping
sta per essere sconfitto? Tra gli esperti non c'è nessuno che ci
crede.
Il messicano Angel Heredia, il principale pentito della giustizia
americana per il doping, prima di essere beccato dal FBI,
è stato fornitore di tutti i tipi di sostanze dopanti per decine di
campioni, soprattutto americani. Oggi confessa: "Nella gara dei
100m, la differenza tra 10,0 e 9,7 secondi è solo il doping."
Definisce "ridicole" le prove anti-doping finora adoperate prima e
durante le gare internazionali. Secondo lui, il nuoto, l'atletica
leggera e il ciclismo sono ormai completamente invasi dal doping.
L'intervista a Angel Heredia, a cura della rivista tedesca "Der
Spiegel", potete leggere qui:
www.spiegel.de/spiegel/0,1518,571031,00.html.
Il corridore tedesco Tobias Unger (settimo posto nella finale di
200m ad Atene, uscito a Pechino nelle gare di qualificazione) ha
suscitato un piccolo scandalo definendo pubblicamente "eine Riesenverarschung" (in
italiano: "una gigantesca presa per il culo") le medaglie d'oro e i
record mondiali del giamaicano Bolt. E ha aggiunto: "Gli atleti
americani ridono quando sentono dei controlli anti-doping in
Germania." Ma i funzionari sportivi tedeschi cercano di smorzare:
sarebbe sbagliato, secondo loro, seminare troppi dubbi nelle
prestazioni dei campioni: "Così si finisce di dubitare
anche degli atleti tedeschi". Una presa di posizione che non
rassicura molto, anzi.
A questo punto c'è da chiedersi: sono veramente solo le ambizioni
esagerate e gli spericolati consigli medici i responsabili di questo
degrado? È improbabile. Quando il vincitore di una
medaglia d'oro, dopato ma non scoperto, può firmare contratti
pubblicitari per milioni di dollari, cosa succede nella testa del
suo rivale, magari "pulito", ma arrivato solo ottavo senza nessuna
possibilità di trasformare la sua prestazione in soldoni? Quali consigli chiederà
lo sfortunato perdente al suo allenatore
e al suo medico per poter partecipare anche lui alla grande torta
dei miliardi della pubblicità? Il vero problema
che sta alla base del doping sono i tantissimi, troppi soldi che inquinano e
spesso bloccano i tentativi di tenere pulito lo sport.
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