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La scheda tecnica del film:
Titolo originale: La Marchesa von O Genere:
drammatico Regia: Eric Rohmer Soggetto:
Heinrich von Kleist, Die Marquise von O
Fotografia: Néstor Almendros Scenografia: Bernhard
Frey, Hervé Grandsart, Helo Gutschwager, Rolf
Keden e Roger von Moellendorff
Produzione: Les Films du Losange Paese di produzione:
Germania-Francia Uscita del film: 1976 Durata:
102 min
I personaggi
principali del film e
gli interpreti:
La marchesa: Edith Clever Il conte:
Bruno Ganz Il padre della marchesa: Peter Luhr
La madre della marchesa: Edda Seippel
Premio vinto:
Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di
Cannes (1976)
Il
commento di Sabrina Bottaro:
Realizzare un film la cui sceneggiatura è tratta da
un’opera letteraria è facile. Vincere premi lo è ancora di più. Ma
liberare lo spirito dello scrittore dalle pagine e riportarlo in
modo che esso si possa “vedere” e “sentire” è un miracolo
cinematografico e il compiersi della missione del regista.
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Eric Rohmer ha
compiuto questo miracolo dirigendo nel 1976 il film “La
Marchesa di O” tratto dall’omonimo racconto di Heinrich von
Kleist che ha vinto il Grand Prix Speciale della Giuria al
ventinovesimo Festival di Cannes. E fino a qui, tutto
regolare. Nella norma, diciamo così. Il film è l’esatta
trasposizione della novella, molto fedele dunque al punto di
partenza per sceneggiatura e Sehnsucht romantico, nonché
ottima ricostruzione d’epoca, il che è un lavoro delicato in
un film in costume, cadere nell’abbondanza di dettagli per
far sì che la scenografia sembri una fotografia del momento
storico in questione, con i suoi interni che oggi
riconosciamo come antiquariato, con i suoi costumi cuciti
apposta su modelli da sarte esperte, le fattezze degli
attori truccati e pettinati come da copione, la luce
irripetibile, il contrasto eccezionale con il presente,
dunque. |
Chi è Sabrina Bottaro,
l'autrice
di questo testo?
Sabrina è laureata in "Lingue e Letterature Straniere". Si interessa di critica letteraria, cinema, letteratura e scrittura creativa. Ha frequentato un corso di formazione editoriale e lavora come insegnante di lingue e come traduttrice freelance.
Per mettersi in contatto con l'autrice scrivete al webmaster di
questo sito:
webmaster@viaggio-in-germania.de |
Il film di Eric Rohmer racconta la strana e
drammatica vicenda della Marchesa Giulietta (Edith Clever), in epoca
napoleonica, salvata dai soldati russi dal Conte (Bruno Ganz) che
poi abuserà di lei svenuta lasciandola in stato interessante e che
rimedierà sposandola in preda al senso di colpa, sposando una donna
traumatizzata e inconsapevole in cui forse nascerà il sentimento
dell’amore.
Diciamolo pure, Rohmer deve essere stato in contatto spirituale con
lo scrittore morto quasi due secoli prima per rappresentare la sua
storia con la giusta intensità, né troppa né poca ebbrezza, la
giusta carica emozionale in una vicenda quasi assurda, il pathos
necessario a prendere le difese della Marchesa ma non troppo perché
il Conte era un angelo vestito da diavolo o viceversa? È prevedibile
il successo di un maestro scaturito dalla sua professionalità e
dalla sua insigne intuizione creativa, o meglio la capacità di
leggere e scolpire l’esatta anima del poeta sulla pellicola
destinata a durare come un classico e ad essere lo strumento di
studio per gli allievi del cinema del futuro perché Rohmer ha saputo
dare la versione più onesta, più attonita, più romantica
dell’incredibile racconto di Heinrich von Kleist.
Sabrina Bottaro |
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