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Il sogno di Ferdinand Porsche
La storia del Maggiolino cominciò con la testardaggine di
Ferdinand Porsche (1875-1951, foto a sinistra). Sì, è proprio quel Signor Porsche che nel 1950, all'età di 75 anni, a Stoccarda avrebbe fondata la fabbrica di macchine sportive che ancora oggi fa sognare gli automobilisti di tutto il mondo. Già da bambino Porsche era un entusiasta della tecnica e in particolare delle prime macchine che all'epoca cominciarono a circolare per le strade. Durante la Prima Guerra Mondiale disegnò carri armati alimentati dall'energia elettrica e negli anni '20 lavorò per la più grande industria automobilistica tedesca Daimler (che più tardi sarebbe diventata la Mercedes), disegnando macchine da corsa. In quell'epoca, solo i ricchi potevano comprarsi una macchina, il sogno di Porsche era invece costruire una macchina economica che tutti potevano permettersi. Nel 1929 portò questa idea al suo capo Daimler che però non voleva avventurarsi in un'impresa del genere e rifiutò. Così Porsche, nel 1931, si mise in proprio e cominciò a collaborare con Zündapp che era un produttore di motociclette. Insieme costruirono tre prototipi. Ma nascevano problemi tecnici (dopo 10 minuti di funzionamento il motore puntualmente si fuse) e Zündapp si ritirò. Il partner successivo di Porsche fu, nel 1932, la NSU, un'altra ditta costruttrice di motociclette. Insieme migliorarono il motore e lo resero molto più affidabile, ma i tempi erano duri e dopo gravi problemi finanziari, Porsche era di nuovo da solo alla ricerca di un nuovo partner che potesse finanziare la realizzazione del suo sogno.
Il progetto di Adolf Hitler
a sinistra: Porsche (a sinistra) mostra a Hitler (al centro) un modello del Maggiolino e gli spiega le sue caratteristiche.
Nel 1925, Adolf Hitler era in prigione. Nel caos economico e politico dell'anno 1923, quando era ancora un uomo politico quasi sconosciuto, Hitler aveva, insieme ad altri, tentato un colpo di stato. Ma quest'impresa fallì il che comportò per lui un anno in prigione. In quell'anno Hitler lesse una biografia di Henry Ford che, con il "Modello T", aveva creato per la prima volta una macchina accessibile per un pubblico più largo, e cominciò a sognare una "macchina per il popolo" (in tedesco: "Volkswagen") che poteva anche essere un ottimo argomento a suo favore nelle future campagne elettorali.
Hitler fu eletto Primo Ministro nel 1933 e uno dei primi discorsi da capo del governo lo tenne a Berlino, in occasione di un'esposizione di automobili. Porsche era presente e quando capì che Hitler aveva progetti simili ai suoi fece di tutto per incontrarlo.
Hitler era entusiasta quando, nel 1934, conobbe Porsche e gli espose subito un programma piuttosto impegnativo. La sua "macchina per il popolo" doveva soddisfare le seguenti condizioni:
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doveva correre 100 km/h in autostrada
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doveva fare 7 km con un litro di benzina
doveva avere un motore raffreddato ad aria, robusto e affidabile
doveva essere capace di trasportare 2 adulti e 3 bambini
doveva essere capace di trasportare 3 soldati e un mitra (!!)
doveva costare meno di 1000 Reichsmark (un operiao specializzato con un buon salario guadagnava all'epoca ca. 200 Reichsmark al mese, un operaio semplice ca. 130, con poche possibilità di risparmiare qualcosa)
- un prototipo di questa macchina doveva essere pronto in dieci mesi
Le ultime due condizioni sembravano quasi impossibili da realizzare soprattutto perché la macchina più economica dell'epoca, la Opel P4, costava il 50 % in più, circa 1.500 Reichsmark. Porsche accettò lo stesso perché capiva che era l'unica chance che aveva. Porsche doveva disegnare la macchina e la RDA, l'associazione tedesca dei costruttori di macchine, doveva costruirla. Nel
1936 i primi tre prototipi furono provati in un test massacrante di più di 50.000 km. Nel '37 seguirono altri 30 prototipi che fecero insieme ca. 2,4 milioni di chilometri e nel
1938 il Maggiolino era praticamente pronto.
Fin dall'inizio aveva già la sua forma caratteristica che nei prossimi 50 anni sarebbe cambiata solo in alcuni dettagli. Nello stesso anno fu posta la prima pietra della fabbrica per la costruzione di serie che doveva iniziare nel settembre del '39 (nella foto: due dei primi prototipi del Maggiolino, a destra un decappottabile). Ma nello stesso mese, Hitler iniziò la guerra e quindi solo pochissime macchine furono costruite. Il governo aveva deciso che la macchina doveva costare 990 Reichsmark ed era stato ideato un sistema che doveva permettere a chiunque di comprarsi la macchina risparmiando 5 marchi alla settimana per un periodo di ca. 4 anni. Circa 337.000 persone aderirono a questa campagna di risparmio, che continuò anche durante la guerra, e la somma risparmiata complessivamente crebbe fino a ca. 280 milioni di marchi.
La guerra cambia tutto
In guerra Hitler aveva un gran bisogno di macchine e perciò la fabbrica che doveva costruire le macchine per il popolo fu destinata alla costruzione di macchine per l'esercito. La carrozzeria originale di Porsche era pero troppo "rotonda", il progetto originale troppo "sofisticato". I generali avevano bisogno di macchine economiche facili da costruire e da riparare. Così il "Volkswagen" (macchina del popolo) diventò il "Kübelwagen" ("Kübel" significa "mastello"). Esisteva anche una versione anfibia ("Schwimmwagen") e un'altra ("Kommandeurwagen", che era molto più comoda) per i comandanti e i generali. Del Kübelwagen furono costruiti 50.000 esemplari, del Schwimmwagen 15.000 e del Kommandeurwagen ca. 600. Nella fabbrica si costruivano inoltre le stufe da campo per i soldati in Russia e alcuni tipi di bombe aeree. I soldi messi via da molti piccoli risparmiatori che volevano comprarsi la Volkswagen giacevano nel frattempo in banca e aspettavano tempi migliori. Alla fine della guerra i soldati russi trovarono questi soldi in una banca a Berlino, ma i risparmiatori dovettero aspettare il 1961 quando la Volkswagen decise di concedere ai risparmiatori uno sconto di 600 marchi sull'acquisto di una nuova Volkswagen.
Con un prezzo che in quell'anno era di ca. 3.800 marchi fu uno
sconto senz'altro interessante.
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