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Sui tedeschi
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Sono
ormai tanti anni che il Maggiolino della Volkswagen non è più in
produzione, ma probabilmente è una di quelle macchine che non muoiono mai.
È diventato un mito e qui è raccontata la sua movimentata storia.
Il sogno di Ferdinand Porsche
Il progetto di Adolf Hitler
Nel 1925, Adolf Hitler, all'epoca ancora un uomo politico
poco conosciuto, lesse una biografia di Henry Ford che,
con il "Modello T", aveva creato per la prima volta una macchina accessibile per un pubblico più largo,
e si mise in testa di far costruire in Germania una "macchina per il popolo" (in tedesco: "Volkswagen") che poteva anche
essere un ottimo argomento a suo favore nelle future campagne elettorali.
Hitler arrivò al potere nel 1933 e quando Porsche capì che Hitler aveva progetti simili ai suoi fece di tutto per incontrarlo. Hitler fu entusiasta quando, nel 1934, conobbe Porsche e gli espose subito un programma piuttosto impegnativo. La sua "macchina per il popolo" doveva soddisfare le seguenti condizioni:
La guerra ferma tutto
Ma proprio nel settembre del 1939 Hitler scatenò la seconda guerra mondiale
e così solo pochissime macchine furono costruite.
In guerra Hitler aveva un gran bisogno di macchine e perciò la fabbrica che doveva costruire le macchine per il popolo fu destinata
alla costruzione di macchine per l'esercito. I generali avevano bisogno di macchine economiche facili da costruire e da riparare.
Così il "Volkswagen" (macchina del popolo) diventò il "Kübelwagen"
("Kübel" significa "mastello"). Esisteva anche una versione anfibia ("Schwimmwagen") e un'altra ("Kommandeurwagen")
per i comandanti e i generali.
Dopo la guerra arrivò il grande successo
Dopo la fine della guerra la Germania fu divisa in quattro zone, ognuna amministrata da uno dei paesi vincitori,
cioè dalla Francia, USA, Inghilterra e Unione Sovietica. La fabbrica di Volkswagen a Wolfsburg si trovava nella zona inglese che
forse
la salvò perché i francesi e soprattutto i russi smontarono quasi tutte le grandi fabbriche nelle loro zone per portare i macchinari nelle loro patrie,
mentre gli americani ritenevano la Volkswagen una macchina superata. Gli inglesi, invece, rimisero in moto la produzione e, dopo aver restituito la fabbrica
all'amministrazione tedesca nel 1948, nominarono Heinrich Nordhoff, che prima della guerra aveva lavorato per la Opel,
responsabile della nuova azienda. Per la sua stretta collaborazione con Hitler, Porsche era politicamente compromesso
e dovette
subire vari processi, ma alla fine fu prosciolto. Comunque, il suo ufficio
di costruzioni che aveva aperto nel 1931 esisteva ancora e così
Ferdinand Porsche ricominciò da capo, aprendo nel 1950, all'età di 75 anni, una nuova fabbrica a Stoccarda cominciando
con la costruzione della macchina "Porsche", come la conosciamo oggi. E come si sa ha avuto un certo successo...
Heinrich Nordhoff fu l'uomo che, negli anni '50 e '60 portò il Maggiolino (che in Germania si chiama "Käfer"), e con esso la Volkswagen, al successo in tutto il mondo. Sbarcò con la Volkswagen prima in Irlanda (1950), poi in Sudafrica (1951), in Brasile (1953) e in Australia (1955). Nel 1955 fu aperta la "VW of America" e, contro ogni aspettativa, il successo della piccola macchina tedesca continuò anche negli Stati Uniti dove la gente si era ormai abituata a macchine ben più grosse. In Germania il Maggiolino diventava il simbolo e il coronamento del nuovo benessere, del "miracolo economico" degli anni '50 e '60. Il Maggiolino ha motorizzato le famiglie tedesche - non quelle ricche, che preferivano la Mercedes, ma soprattutto quelle della fascia medio-bassa.
Ma il "Käfer" non era morto. In Brasile e in Messico le fabbriche della Volkswagen continuavano a produrre questo modello con successo. Fino al 2003, quando l'ultimo Maggiolino uscì dalla fabbrica messicana della Volkswagen, sono state costruite 21,5 milioni di macchine di questo tipo, di cui 15,8 milioni in Germania. Ma da quando non è più in vendita, il Maggiolino è diventato "una macchina di culto": i raduni delle vecchie Volkswagen si tengono regolarmente e il numero di macchine di questo tipo ancora in circolazione non sembra diminuire. Chi ce l'ha ancora se lo tiene stretto, lo cura e lo coccola. Soprattutto tra i giovani il Maggiolino sembra godere di una fama intramontabile. Altre pagine sulle macchine "made in Germany": Il
museo della BMW a Monaco di BavieraIn questo museo, che è anche architettonicamente all'avanguardia, si ripercorrono i 90 anni di storia di questa celebre marca bavarese. La Trabi-StoryLa "Trabi" è legata alla storia dell'automobilismo delle due Germanie. Un tempo macchina del popolo nella Germania dell'est, è ora un veicolo cult. Porsche-Volkswagen: parenti-serpentiQuesto potrebbe essere il titolo della feroce guerra commerciale tra Porsche e Volkswagen che alla fine ha visto la Volkswagen come vincitrice. Vedi anche: Tutte le pagine sui tedeschiGiudizi e pregiudizi, tradizioni popolari, tedeschi e italiani, la cucina tedesca, lo sport e molto altro ancora. [capitolo] Iscrivetevi gratuitamente alla newsletter:Gli indici di questo sito (più di 1.000 pagine): |
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