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Seconda parte
1050-1350: Una lingua della corte

Nei 300 anni, dal 1050 al 1350, la lingua attraversa una fase che oggi chiamiamo "Mittelhochdeutsch" (medio alto-tedesco). È l'epoca dei cavalieri e della nobiltà feudale. Il centro della vita culturale sono le corti dove si sviluppa una letteratura con un linguaggio che rispecchia sempre meno gli influssi latini, ma in modo crescente quelli francesi.
I poeti più importanti dell'epoca che contribuiscono a rendere la lingua tedesca più articolata e sofisticata sono Hartmann von Aue, Gottfried von Straßburg, Wolfram von Eschenbach e Walter von der Vogelweide. Sono loro che segnalano l'inizio della letteratura tedesca. Ma anche nei documenti amministrativi, giuridici e medici troviamo sempre più spesso il tedesco al posto del latino.
Per quanto riguarda il lessico troviamo molte nuove forme dell'infinito in "ieren" (parieren, parlieren, hausieren). Più avanti si sviluppano gli concetti astratti usando le desinenze "heit", "keit", "nis" e "ung". Appare il nuovo suono "sch" che si sviluppa dal più antico "sk" e si usano in modo crescente articoli e pronomi, le declinazioni invece si indeboliscono. La struttura della frase diventa più complessa, nella letteratura dell'epoca si usano sempre di più i tempi composti (Perfekt, Plusquamperfekt), appare la forma passiva e il futuro. Dall'altra parte non esisteva ancora nessuna regola per l'ortografia, i scrittori non si preoccupavano minimamente di questo aspetto. Poteva benissimo capitare di trovare in un testo varie forme ortografiche della stessa parola.
I progressi rispetto al più arcaico "Althochdeutsch" (vecchio alto-tedesco) sono notevoli, nonostante ciò anche il medio alto-tedesco è ancora molto lontano dal tedesco moderno, leggere testi del Duecento o del Trecento senza un dizionario è praticamente impossibile per uno che non è uno studioso dell'epoca.
Nonostante la sua crescente diffusione il "Mittelhochdeutsch" rimaneva comunque una lingua di pochi colti con poche influenze sulla lingua parlata dal popolo - anche perché il 95% della popolazione non sapeva ne leggere ne scrivere. Solo lentamente si avvicinano il linguaggio del popolo e quello dei colti, ma questo sarà l'argomento del terzo capitolo. |