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Queste domande toccano un argomento molto interessante. L'ipotesi formulata in esse non è nuova, ma, per anticipare l'essenza della mia risposta: dubito fortemente che ci sia qualche legame tra "strutture della lingua tedesca" e "fondamenti della filosofia"!
Ci sono lingue povere e lingue ricche?
a sinistra: Immanuel Kant (1724-1804)
Tutte le lingue europee mettono a disposizione tutto quello che serve per esprimere tutto, anche ragionamenti e concetti filosofici. I mezzi sono diversi e ogni lingua fa distinzioni diverse. Per questo la traduzione di un'opera filosofica in un'altra lingua è sempre molto difficile e spesso traducendo si perde qualcosa, ma questo vale per tutte le lingue. Una traduzione in tedesco di un libro filosofico francese forse può essere fedele all'originale al 95%, ma probabilmente mai al 100% (e viceversa).
La lingua tedesca è più complessa di altre?
Ci sono
parecchie lingue con una grammatica più difficile del tedesco (molte
lingue slave), ci sono lingue con un numero di vocaboli superiore al
tedesco (p.e. l'inglese). Spesso si dice che la lingua tedesca abbia una struttura "matematica", fatta di regole precise e chiare, ma in verità non è proprio così. Più si approfondisce lo studio del tedesco, più le regole diventano meno chiare, più cominciano a proliferare le eccezioni e le sfumature che sono sempre più difficili da descrivere con regole precise.
L'unico punto in cui il tedesco è "superiore" ad altre lingue è la sua
capacità di generare nuove parole composte. Ma dedurre da questo fatto
una "predisposizione" per riflessioni filosofiche sarebbe decisamente
esagerato. Secondo me, la lingua tedesca non ha niente che potrebbe favorire il pensiero filosofico.
E allora, perché ci sono così tanti filosofi di lingua tedesca?
a sinistra: Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770-1831)
Prima bisogna fare una precisazione: il grande proliferare di filosofi di lingua tedesca riguarda soprattutto il periodo tra il 1750 e il 1900. I motivi per questo sono sicuramente vari, ma secondo me, uno dei più importanti è questo: la situazione politica della Germania all'epoca della Rivoluzione Francese e nell'800 era tale da impedire o almeno da ostacolare seriamente il coinvolgimento dell'intellighenzia nella vita politica e sociale della Germania (o meglio: dei vari territori molto frantumati che potremmo chiamare "la Germania" dell'epoca). L'assolutismo prima e il provincialismo culturale dell'epoca della restaurazione dopo hanno fatto sì che i pensatori di lingua tedesca hanno trovato solo "lo sbocco" della letteratura e della filosofia. O andavano all'estero (Heine, Marx e altri) o si rifugiavano nella "torre d'avorio" del pensiero astratto. Questa situazione non è cambiata molto con l'unificazione della Germania nel 1871. Solo dopo il 1918 si respirava un'aria più libera in Germania, interrotto però dopo poco tempo dal nazismo che lasciava di nuovo solo l'alternativa: o adattamento al regime, chiusura in se stessa ("emigrazione interna") o emigrazione all'estero. Essere nati in Germania sicuramente influenzava (e influenza ancora) il modo di pensare, ma probabilmente più per il bagaglio storico-culturale che comporta che per la lingua.
Quindi, secondo me, sono soprattutto motivi politici
e sociali che hanno portato a questo fenomeno. Certamente con questo l'argomento non è esaurito. Ma credo che qui sta uno dei motivi principali per il fenomeno descritto nella domanda iniziale.
Oggi: la globalizzazione riguarda anche la cultura...
a sinistra: Friedrich Wilhelm Nietzsche (1844-1900)
Se un popolo "produce" molti filosofi, musicisti o pittori, dipende da un insieme di fattori: dalla situazione politica e dal clima culturale (vedi sopra), ma anche dalla qualità delle università, dal numero di studenti, dalla disponibilità di chi da i soldi, cioè dagli "sponsor" (la cultura costa...) e da altre cose ancora. Tutto questo crea una base che può favorire o meno lo sviluppo di una vita culturale.
Tutti questi fattori sono diversi da un paese all'altro, ma ci sono anche delle tendenze che tendono a livellare queste differenze: oggi, un testo filosofico
o scientifico importante è subito tradotto in molte lingue e diventa così velocemente patrimonio di tutti. Una volta non era così: i filosofi tedeschi erano letti e conosciuti soprattutto in Germania. I confini politici, in passato, dividevano molto di più di oggi anche la cultura.
E poi c'è anche Internet che da alle scienze e alla filosofia una diffusione e una penetrazione mondiale mai immaginabile in passato.
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