Letteratura e cultura tedesca

l problema religioso nel tardo Lessing


Tesi triennale di laurea
Gotthold Ephraim Lessing
Gotthold Ephraim Lessing (1729-1781)
Quadro di C. Jäger

Informazioni generali:

Titolo della tesi:
Il problema religioso nel tardo Lessing

Autore:
Giuseppe Tarricone

Università:
Università Aldo Moro di Bari

Anno di presentazione della tesi:
2009

Introduzione della tesi:

“Ich bin Liebhaber der Theologie und nicht Theolog” . Queste parole, contenute nelle prime pagine degli "Axiomata", racchiudono quella che fu per Gotthold Ephreim Lessing la passione di un’intera vita: la religione. Egli stesso, più che definirsi teologo, si definiva un amante, un appassionato di teologia.

Sebbene gli scritti teologici si concentrino nell’ultima parte della sua vita, già la sua infanzia e adolescenza furono influenzati dal pensiero religioso luterano. Figlio dell’arcidiacono della chiesa luterana di Kamenz, durante gli anni di Lipsia aveva pochi dubbi sulla materia da scegliere all’università: naturalmente teologia. Quando poi si spostò da St. Afra a Lipsia, suo padre sperava che le brillanti qualità del figlio lo avrebbero portato a quei riconoscimenti sociali e intellettuali che a lui erano stati negati. Tuttavia il giovane Gotthold non aveva il minimo desiderio di seguire il padre nella carriera religiosa ed era più che determinato a realizzare i propri obiettivi.

In una lettera berlinese del maggio 1749 egli dichiara che la religione cristiana non è certamente cosa che a occhi chiusi si possa ereditare dai propri genitori. In questa frase c’è tutto il contenuto del suo pensiero più profondo: mai accettare qualcosa come verità, ma sempre ricercare. E questo pensiero si concretizza nel famoso paragrafo: “Wenn Gott in seiner Rechten alle Wahrheit, und in seiner Linken den einzigen immer regen Trieb nach Wahrheit, obschon mit dem Zusatze, mich immer und ewig zu irren, verschlossen hielte, und spräche zu mir: wähle! Ich fiele ihm mit Demut in seine Linke, und sagte: Vater gib! Die reine Wahrheit ist ja doch nur für dich allein!”. Il testo, tratto da "Eine Duplik" dei primi mesi del 1778, è una replica a Reiss, uno dei primi polemici che si scagliò contro Lessing e con il quale affronterà, spesso in maniera davvero poco fondata e con molta leggerezza, discussioni circa le differenze contenute nei Vangeli. Ma il senso di questo lavoro è anche un preludio alla successiva opera che vedrà la luce negli stessi anni, ovvero gli undici scritti polemici di Lessing contro Goeze, rappresentante di una rigidissima ortodossia protestante.

Centro del pensiero religioso di Lessing è quindi lo “Streben” verso la verità. Sempre citando la medesima opera, egli scrive: “Nicht die Wahrheit, in deren Besitz irgend ein Mensch ist, oder zu sein vermeinet, sondern die aufrichtige Mühe, die er angewandt hat, hinter die Wahrheit zu kommen, macht den Wert des Menschen. Denn nicht durch den Besitz, sondern durch die Nachforschung der Wahrheit erweitern sich seine Kräfte, worin allein seine immer wachsende Vollkommenheit bestehet. Der Besitz macht ruhig, träge, stolz”. Questa “Nachforschung der Wahrheit” diviene quindi per Lessing uno dei capisaldi del suo pensiero, fino a culminare in quell’opera che, insieme a "Nathan der Weise", è l’apice della sua opera, ovvero "Die Erziehung des Menschengeschlechts". Qui egli scriverà: “Es ist nicht wahr, dass Spekulationen über diese Dinge jemals Unheil gestiftet, und der bürgelichen Gesellschaft nachteilig geworden. Nicht den Spekulationen: dem Unsinne, der Tyrannei, diesen Spekulationen zu steuern; Menschen, die ihre eigenen hatten, nicht ihre eigenen zu gönnen, ist dieser Vorwurf zu machen”.

Lessing si riferisce chiaramente alle cose, agli argomenti religiosi e questa speculazione è una ricerca che ogni uomo deve condurre, piuttosto che rimanere nella pigrizia ed accettare per vero quello che gli viene proposto. Qui Lessing dimostra di certo la sua appartenenza alla corrente illuministica, anzi ne è senza dubbio la personalità più rilevante in tutta la Germania. Solo quattro anni dopo la sua morte, Immanuel Kant, alla domanda “Was ist Aufklärung?”, risponderà: “Aufklärung ist der Ausgang des Menschen aus seiner selbst verschuldeten Unmündigkeit. Unmündigkeit ist das Unvermögen, sich seines Verstandes ohne Leitung eines anderen zu bedienen […] Habe Mut dich deines eigenen Verstandes zu bedienen! ist also der Wahlspruch der Aufklärung”. Nella risposta kantiana, si riflette lo stesso pensiero di Lessing: avere il coraggio del dubbio, il coraggio di criticare e il coraggio della ricerca. Ma il tema “Nachforschung der Wahrheit” non è il solo caro a Lessing, perché, tornando all’opera rivolta a Reiss, egli parla di “Vollkommenheit”, ovvero della tensione alla perfezione. In realtà verità e perfettibilità sono strettamente congiunte in quanto la ricerca della prima porta come conseguenza la seconda. E ciò viene ancora esposto nella Erziehung des Menschengeschlechts: “Sie wird kommen, sie wird gewiß kommen, die Zeit der Vollendung”.

Indice della tesi:

Introduzione

Capitolo I
1. Lessing, amante della teologia e cercatore della verità
1.1 Lessing come editore dei “Fragmente eines Ungenannten”
1.2 Lessing come critico dei “Fragmente eines Ungenannten”
1.3 Dalla "Fragmentenstreit" alla genesi delle ultime opere
1.4 La controversia con Johann Melchior Goeze

Capitolo II
2. “Nathan der Weise”: il dodicesimo “Anti-Goeze”
2.1 Nathan come attuatore della volontà di Dio
2.2 La tolleranza religiosa sorgente del benessere
2.3 La parabola dei tre anelli

Capitolo III
3. “Die Erziehung des Menschengeschlechts”
3.1 Il concettto di educazione per Lessing
3.2 La prima era e il processo educativo del popolo ebraico
3.3 La venuta del Cristo e l'avvento della seconda era
3.4 Il tempo della perfezione e la maturità dell'umanità

Conclusione
Bibliografia

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