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Heinrich von Kleist (1777-1811)
"Il pensiero che
su questa terra non sappiamo niente, assolutamente niente
della verità, che ciò che qui chiamiamo verità si chiama
dopo la morte del tutto diversamente e, per conseguenza, lo
sforzo di acquistare una proprietà che ci segua anche nella
tomba è in tutto vano e sterile, questo pensiero ha dato una
scossa al sacrario della mia anima: il mio unico è più alto
scopo è crollato, non ne ho più alcuno."
Heinrich von Kleist
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Il carteggio di uno
scrittore è un cannocchiale che spia più o meno nitidamente la sua
vita e arriva in quella contrada fervida del suo animo che l’occhio
del biografo ufficiale non può neanche aspirare di avvistare. Nel
caso dell’epistolario sentimentale di Heinrich von Kleist, poeta e
drammaturgo tedesco attivo a cavallo fra Sette e Ottocento e
straordinariamente romantico, ci si trova fra le mani l’universo
fisico e sensoriale di un artista straziato da una sensibilità che
produce alienazione e non il regolare affanno che il male di vivere
può riservare a un poeta. |
Chi è Sabrina Bottaro,
l'autrice
di questo testo?
Sabrina è laureata in "Lingue e Letterature Straniere". Si interessa di critica letteraria, cinema, letteratura e scrittura creativa. Ha frequentato un corso di formazione editoriale e lavora come insegnante di lingue e come traduttrice freelance.
Per mettersi in contatto con l'autrice scrivete al webmaster di
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“Lettere alla fidanzata”
è un’opera che colleziona le epistole inviate da Kleist alla sua
Wilhelmine von Zenge dall’inizio del 1800 al maggio del 1802, alle
quali sono state aggiunte le missive alla sorellastra Ulrike e alla
cugina Marie del 1811 quando Kleist aveva ormai rotto il
fidanzamento e si accingeva a organizzare il suicidio-omicidio di se
stesso e della donna che aveva deciso di seguirlo.
Concentriamoci sulle lettere a Wilhelmine, un folto gruppo di
singolari componimenti che oggi possiamo definire “lettere
pedagogiche”, ma che all’epoca dovevano essere sembrate assurde alla
giovane donna che le aveva ricevute. Si tratta di complicati
questionari formulati per addestrare la fidanzata a diventare una
moglie e una madre edificante e che sollecitavano la sua risposta
(da evidenziare, come sommo campione, le lettere della primavera del
1800 da Francoforte sull’Oder e la seguente del 30 maggio 1800 dallo
stesso luogo).
Cos’era il matrimonio per Kleist? Come nasceva il pensiero di un
legame indissolubile preceduto da un frustrante fidanzamento nella
mente di un geniale poeta, di un pericoloso adoratore? Evidentemente
il matrimonio gli dava l’illusione di costruirsi una vita normale,
nella quale rifugiarsi quando il peso della sua dirompente
creatività gli sarebbe diventato insopportabile. In precedenza,
Kleist aveva elaborato “un piano di vita” che prevedeva, fra le
varie cose, l’addestramento della donna che avrebbe scelto come
moglie oltre che la continua ricerca del sapere; perciò amore e
cultura erano due condizioni reali e fondamentali per raggiungere la
completa felicità, secondo Kleist. Ma sappiamo come andò a finire.
Dalle lettere si desumono facilmente le aspirazioni utopistiche del
visionario Kleist di costruire un’isola felice e, quando Wilhelmine
si rifiutò di seguirlo in questo progetto, egli la congedò per
sempre. In seguito Kleist conobbe una certa Henriette Vogel, una
donna sposata e malata terminale che gli chiese di ucciderla e lui,
per concretizzare finalmente un gesto che avrebbe realizzato il suo
ideale di vita, ovvero la morte, accettò con soddisfazione. Condusse
dunque Henriette sulle rive del lago Wannsee vicino Potsdam e sparò
un colpo di pistola alla donna e poi uccise sé stesso.
Si è voluto segnalare l’epistolario dell’inquieto Kleist per due
motivi. Il primo è relativo alla sua biografia: si può conoscere a
fondo l’anima di un poeta soltanto attraverso le sue parole su se
stesso. Il secondo, ben più originale, risiede nella sensazione di
imminente catastrofe che impregna le lettere, dalla prima
all’ultima, coscienza di una tragedia annunciata che non ha niente a
che vedere con la vita reale di uno scrittore.
Sabrina Bottaro |