Il lupo della steppa
di Hermann Hesse

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"Io non posso e non voglio prescrivere ai lettori come abbiano da intendere il mio racconto. Ne faccia ognuno ciò che risponde e serve al suo spirito!" (Hermann Hesse sul suo romanzo "Il lupo della steppa").

lupo2.gif (27156 byte)a sinistra: Il lupo della steppa (vignetta di "Playboy", 1975)

Harry Haller, il protagonista del racconto, è un uomo di un carattere poco socievole, selvatico, ombroso e irrequieto che, prima di sparire all'improvviso dalla camera che aveva affittato, lascia un manoscritto al quale aveva lavorato nei mesi precedenti. In queste "memorie" Haller si descrive come una persona con due nature, una umana e una lupina, una divina e una diabolica, una che vive nel mondo dei nobili pensieri, dell'arte e della musica classica e l'altra che odia e disprezza la vanità e la superficialità del mondo borghese. Queste due nature si combattono in lui e rendono la sua vita una sofferenza continua, causano il suo isolamento sociale, lo rendono incapace a godersi la vita e lo rendono un soggetto pericolosamente inclinato al suicidio. Nel momento in cui era quasi giunto a questo ultimo passo drammatico conosce, in una trattoria dei sobborghi, una donna, Erminia, che, con seducente femminilità lo conduce, poco a poco, a convertirsi ai piaceri della vita moderna e a recuperare quello che ha trascurato e perduto negli anni precedenti. Il finale del racconto si svolge in un "teatro magico (solo per pazzi)" dove, nel momento in cui crede di aver finalmente recuperato la capacità di amare uccide la persona amata con una pugnalata al cuore eseguendo così l'ultimo desiderio della sua amata Erminia. Per questo delitto viene condannato, nel "Teatro magico", alla pena della vita eterna, Mozart gli si siede accanto, gli da dello stupido e lo esorta a comprendere l'umorismo della vita, a finirla di fare il sentimentale, il suicida o l'omicida e di prendersi troppo sul serio, ad imparare a ridere!
.

Vorrei aggiungere un commento personale, un piccolo omaggio al bellissimo libro di Hesse.

È facile che una persona della mia età, che è più o meno anche l'età di Harry Haller, si identifichi con questo "lupo"! Dicono che Hesse "piace soprattutto ai giovani" eppure, leggendo il libro, avevo spesso l'impressione che Hesse parlava proprio di me, che non sono più giovanissimo. La parte del libro che mi piace di più e che mi sono subito proposto a rileggere è la "Dissertazione sul lupo della steppa", una specie di libro nel libro, in cui il povero Harry Haller (si noti che il nome ha gli stessi iniziali di Hermann Hesse!) viene letteralmente fatto a pezzi, in cui vengono smontate, con una fredda e spietata analisi psicologica, tutte le sue illusioni e le sue convinzioni da "eroe antiborghese", in cui viene dimostrato che lui e la borghesia sono solo due facce della stessa medaglia e che la sua presunta divisione in "due anime che vivono nella stessa mente" è solo una infantile sottovalutazione della natura umana che invece consiste di mille anime, tutte da scoprire e da rivalutare. Anche da Erminia (in tedesco è Hermine cioè la forma femminile di Hermann!) Harry viene criticato, in modo più dolce ma per questo non meno radicale, per la sua incapacità di godersi i piccoli e grandi piaceri della vita, per la sua incapacità di ridere e di lasciarsi andare, in fondo per la sua incapacità di amare e di vivere.

Mi ha fatto soffrire parecchio, questo Harry: nel suo amore per Goethe e per Mozart riconoscevo le mie preferenze, nelle sue lacerazioni vedevo i miei conflitti. In Harry però tutto è ingrandito, reso più acuto e drammatico. Non volevo riconoscermi in lui, invece era impossibile non farlo! Forse per questo, le parti in cui viene criticato mi piacevano di più, mi rassicuravano, come una frusta che da sollievo. Il libro non può lasciare indifferente, e più ti tocca, più ti fa soffrire e più, alla fine, ti da un senso di liberazione e anche di gratitudine nei confronti di Hesse che con Harry Haller ha creato uno dei personaggi più vivi e umani della letteratura di questo secolo. Harry è un personaggio che alla fine comincia a capire, comincia, nel momento più disperato, a vedere una luce, una via d'uscita. Il lettore che lo accompagna attraverso tutte le contorsioni anche violente della sua vita e attraverso i meandri del suo itinerario spirituale aspetta questa "guarigione" con ansia e con impazienza. Alla fine non si sa bene che cosa ha imparato il maltrattato Harry, ma in fondo siamo noi che dobbiamo imparare...

Wolfgang Pruscha

>>>www.cepu.it <<<
Preparazione universitaria - recupero scolastico

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