www.viaggio-in-germania.de

Viaggio in Germania - Le città e regioni più belle

A Jena con il programma Erasmus

Turingia

Weimar

Erfurt

Erfurt e il guado

I mercatini di Natale a Erfurt

Erasmus a Jena

Il castello Wartburg

Schleswig-Holstein

Meclemburgo-Pomerania Anteriore

Bassa Sassonia

Brema

Amburgo

Meclemburgo-Pomerania Anteriore

Brandeburgo

Sassonia-Anhalt

Sassonia

Turingia

Assia

Renania-Palatinato

Saarland

Nordreno-
Vestfalia

Baden-
Württemberg

Baviera

Monaco di Baviera

Berlino

La Strada Romantica

La Strada delle Fiabe

La Strada delle case a graticcio

Agenzia di viaggi fai da te - consigli pratici per il turista

Trovare lavoro in Germania -
come farlo?

Eurocultura: lavoro, studio, stage all'estero

Lavorare in Germania d'estate

Lavorare in Germania: indirizzi utili

Lavorare in Germania come ragazza/o "au pair" (alla pari)

Rappresentanze diplomatiche

Il mio stage aziendale in Germania

Lavorare in Germania come insegnante di italiano

Si vive meglio in Italia o in Germania?

Fare l'Erasmus ad Aquisgrana (Aachen)

Fare l'Erasmus a Wiesbaden (Assia)

Fare l'Erasmus a Jena (Turingia)

Le università in Germania

Trovare lavoro in Austria

Le università in Austria

Germania. Guida illustrata. Mondadori

Mondadori:
Guida della Germania


Altre guide sulla Germania

Home > Città e regioni > Turingia> Erasmus a Jena

Eleonora Massa ha trascorso sei mesi a Jena con una borsa di studio Erasmus, un'esperienza che ha segnato la sua vita: "Dopo l’Erasmus niente è stato più come prima."

Nel marzo del 2005, quando mi preparavo al mio semestre di studio all’estero, immaginavo già che si sarebbe trattato di un’esperienza importante, ma non potevo ancora prevedere l’impatto che questo avrebbe avuto su tanti aspetti importanti della mia vita di ragazza e studentessa. Se è concesso usare una frase retorica, allora è opportuno dire che dopo l’Erasmus niente è stato più come prima.

Nell’immaginario collettivo italiano dire Germania equivale molto spesso a dire Monaco, Berlino, Amburgo, Colonia, nomi che richiamano subito alla mente città bene o male note, mentre poco si sa dell’enorme potenziale attrattivo di altre regioni e città tedesche forse troppo poco pubblicizzate o frequentate. Era così anche per me fino a quando, incitata dal mio professore referente ho fatto domanda per uno dei due posti di borsa di studio Erasmus alla Friedrich Schiller Universität di Jena.

La posizione geografica
di Jena

Informazioni su Jena:
abitanti:
102.000
studenti:
19.000
regione:
Turingia

Fino a quel momento il nome di questa cittadina con poco più di centomila abitanti era per me legata soprattutto a conoscenze acquisite durante diversi corsi di letteratura tedesca, come la nascita di uno dei primi circoli romantici e i nomi di personalità determinanti per il fiorire del pensiero filosofico e della tradizione letteraria, prime fra tutte Johann Wolfgang Goethe e Friedrich Schiller (da lui il nome dell’Università). Mi sarei resa conto in seguito quanto della splendida atmosfera di fioritura e vivacità culturale del passato sia ancora rimasto a Jena, quanto essa sia ancora oggi profondamente investita da un misterioso e al contempo affascinante clima di prosperità intellettuale, quasi che le grandi menti e le penne maestre di coloro che vi hanno operato e vissuto non l’abbiano mai abbandonata e continuino a proteggerla con la loro forza creativa.

a sinistra:
Friedrich Schiller
(1759-1805)
che diede il nome all'Università di Jena

a destra:
Johann Wolfgang Goethe
(1749-1832)
il più celebre dei direttori dell'università
di Jena

Avrei scoperto questo e tantissimo altro, e con l’atlante alla mano mi accorsi per la prima volta della presenza di una regione centro-orientale tedesca dal nome Turingia: ricordo che vagavo con il dito sulla carta geografica oscillando tra Jena, Weimar, Erfurt, Eisenach, cercando di dare un volto a quei nomi e alle località che rappresentavano.

Ma si sa, una cosa è immaginare, ben altra è vivere le situazioni che la vita ci propone. In un pomeriggio di fine marzo che ricorderò per tutta la vita arrivai in treno alla stazione di Jena-West: l’aria era stranamente fresca, il cielo chiaro, e tutto era particolarmente silenzioso, o almeno così appariva ai miei occhi e alle mie orecchie abituate al caos di una grande metropoli come Roma. Alla stazione venne a prendermi la mia Mentorin, una studentessa dell’Università ospitante che come moltissimi altri a Jena svolge un servizio di orientamento per gli studenti Erasmus, accompagnandoli a muovere i primi passi di questa splendida avventura.

Vedi anche gli altri racconti
di esperienze fatte
con il programma Erasmus in Germania

A me tutto appariva ancora poco nitido, forse non avevo completamente realizzato che quella ragazza un po’ spaurita e confusa che girava tra la Wagnergasse e il Campus, che saliva e scendeva dai vagoni della mitica Straßenbahn ero proprio io. In fondo ero una ventunenne come moltissime altre che per la prima volta restava lontana da casa per un periodo relativamente lungo e scopriva i piaceri e le responsabilità di una vita autonoma: credo infatti che per noi italiani in particolare, conoscere alternative alla consueta “vita in famiglia” sia importantissimo e possa costituire una fonte di crescita e maturazione ineguagliabile (è infatti risaputo che gli studenti italiani lasciano il tetto dei genitori con anni di ritardo rispetto ai loro coetanei europei. Tranne il caso degli “studenti fuori sede”, la stragrande maggioranza continua quindi a vivere in famiglia: ciò è secondo me dovuto a difficoltà oggettive, prime fra tutte gli affitti improponibili, a nero, in strutture spesso fatiscenti, che impediscono a molti di realizzare il sogno di una vita indipendente. Credo che il problema di gran parte degli studenti italiani sia la mancanza di una “politica fatta su misura per loro”, che li tuteli e li sostenga, una politica che li consideri davvero risorsa, proprio come avviene nell’ottimo caso tedesco. Ma questa è un’altra storia che esula dagli intenti di questa cronaca…).


La piazza del mercato di Jena
foto: Eleonora Massa

Torniamo quindi alla ragazza spaurita e confusa che si aggirava per le vie di Jena. Il primo mese prevalse la nostalgia delle abitudini e dei volti noti, dei luoghi frequentati, dei ritmi di vita consueti che, seppur spesso noiosi, regalano una certa sensazione di stabilità e sicurezza: a tutto questo si aggiungeva il fattore linguistico, causa di frustrazione non indifferente: ricordo ancora come mi sentivo quando dovevo constatare a malincuore che tre anni di lingua tedesca al liceo e due all’università mi avevano fornito una competenza che poteva fungere solo da impalcatura teorica all’uso linguistico effettivo. Non nascondo che in più di un momento mi è balenata in mente l’idea di rifare le valigie: oggi penso che se l’avessi fatto avrei declinato un invito troppo importante che la vita mi aveva fatto a mettermi alla prova, a crescere sostanzialmente. In fondo sono una persona che raramente rinuncia, e anche in questo caso la mia perseveranza mi è stata di grande aiuto: mi sono così ricordata di quante volte nella vita avevo sentito dire che “se vuoi cambiare una situazione, devi essere tu il primo a cambiare”, e ho cercato di mettere in pratica questo insegnamento, tanto semplice all’apparenza quanto difficile da attuare. Cercavo di ripetermi che quell’esperienza non doveva essere la continuazione della mia solita vita, ma una fase a sé stante da vivere senza preconcetti, e che io stessa dovevo reinventarmi per poterne trarre il massimo.


a sinistra: il cortile interno dell'università - a destra: il moderno JenTower
foto: Wikipedia

Così ogni giorno diventò una scoperta: la vita della Wohngemeinschaft, la vivibilità di un piccolo centro che offre continue possibilità di aggregazione e conoscenza, l’efficienza dell’università tedesca, l’essere e sentirsi tutelato in quanto studente (un affitto abbordabilissimo, Semesterticket completamente gratuito, riduzioni sull’entrata nei musei, sui biglietti teatrali o per eventi musicali), tutto ciò divenne in breve tempo parte integrante della mia quotidianità.

E poi c’era la gente: inizialmente fummo soprattutto noi stranieri a fare gruppo, grazie soprattutto alle iniziative organizzate dall’università, così mi ritrovai al centro di un piccolo microcosmo di persone provenienti da paesi più o meno lontani, tanto geograficamente quanto culturalmente. Moltissimi studenti Erasmus a Jena vengono infatti dai paesi dell’Europa orientale, come la Repubblica Ceca, la Slovacchia, la Russia, la Polonia, la Bulgaria ed altri ancora: ricordo come eravamo diversi, come sulle loro facce riuscivo a leggere le difficoltà di una vita sicuramente più ardua della mia, e la gioia per il fatto di trovarsi lì, ricordo ancora la loro sorprendente preparazione linguistica in tedesco, fattore che mi stimolò ad impegnarmi quotidianamente per migliorare. Da loro ad esempio ho capito di essere molto più fortunata di quanto spesso penso, e se a qualcuno questa ora sembrerà solo una bella frase retorica, rispondo che forse in parte è anche vero, così come penso sia vero il fatto che finché non si incontrano realtà in cui il nostro quotidiano sia ritenuto elitario, non si abbia modo di rendersi davvero conto di ciò che si ha. Io ad esempio ho capito che non per tutti uscire a bere una birra è una cosa scontata, una di quelle cose che noi italiani (e come noi moltissimi altri), purtroppo o per fortuna facciamo senza pensarci troppo su, è da episodi come questi insomma, che ho rivalutato ciò che la vita mi aveva offerto fino ad allora.


a sinistra: in una birreria - a destra: festa di compleanno nel parco


a sinistra: party a casa di uno studente - a destra: fuori dalla mensa universitaria
foto: Eleonora Massa

C’erano poi francesi, americani, inglesi, irlandesi, giapponesi, spagnoli, portoghesi, brasiliani, ed altri italiani naturalmente, con alcuni dei quali sono nate delle belle amicizie. Le settimane scorrevano così veloci in quella dimensione multiculturale, tra corsi di lingua, dove ho imparato moltissimo, serate trascorse di volta in volta a casa dell’uno o dell’altro, feste, passeggiate, cene, uscite sulla Wagnergasse e consueta visita alla Kneipe di turno (locali così intimi e raccolti dove l’incontrarsi assume un sapore del tutto diverso da quello di un bar o un pub nostrani).

In tutto questo mi rendevo conto che il mio tedesco migliorava di giorno in giorno e che mi piaceva enormemente mettermi alla prova sperimentando nuove parole, immagazzinando quelle ascoltate e riutilizzandole a mia volta, sfruttare ogni minimo impulso linguistico che potesse essere una fonte di miglioramento. Rapportandomi quotidianamente con la lingua ho capito inoltre che ricercare esclusivamente la forma perfetta con cui esprimere un pensiero può essere fuorviante e poco produttivo, perché ci si perde alla ricerca di un ideale tralasciando la necessità contingente della comunicazione, mentre è molto più soddisfacente riuscire a farsi capire nonostante non si parli come un libro stampato.


I ragazzi del corso di tedesco
foto: Eleonora Massa

Dalle prime conoscenze con gli altri studenti Erasmus le mie frequentazioni si estesero dopo poco più di un mese a studenti e ragazzi tedeschi, aprendomi una nuova finestra su una realtà altrettanto interessante e completamente diversa dai luoghi comuni e dai modelli diffusamente accreditati. Chi non ha mai sentito infatti le famose frasi e osservazioni sul temperamento “freddo” dei tedeschi? Secondo me questo è solo una delle tante ed ingiustificate valutazioni collettive superficiali ed inattendibili: anche in questo caso credo che tutto dipenda da come si cerca di interagire con la novità, da che livello di apertura morale e culturale si è disposti a manifestare, e da quanto si è in grado di integrare i propri presupposti comportamentali e sociali con quelli degli altri. Io sono felice di poter dire, oggi, che i tedeschi sanno essere persone profondamente cordiali ed amichevoli, e che ciò che ad un italiano medio può sembrare freddezza è solo un diverso modo di istaurare e costruire i rapporti interpersonali. In altre parole, credo che i sentimenti viaggino a velocità diverse nelle due culture: c’è una certa facilità in noi italiani ad accelerare i tempi con cui consideriamo qualcuno come “amico”, sviluppando spesso rapporti superficiali e di semplice convenienza, mentre ho avuto l’impressione che per i tedeschi sia proprio la fase iniziale di conoscenza a richiedere più tempo, quasi come a voler affidare ai rapporti di amicizia la dovuta importanza e profondità. Con ciò non vorrei esprimere giudizi assoluti, si sa che la realtà delle persone e la varietà dei caratteri è sempre molto più ricca delle generalizzazioni, vorrei piuttosto testimoniare ancora una volta quanto i clichés culturali possano fornirci un’immagine falsata e superficiale di persone e situazioni. Io ho trovato in molti tedeschi degli amici sinceri, con i quali nei rari incontri di questi ultimi anni riesco ancora a condividere quello spirito di intimità e confidenza che ci aveva fatto conoscere a Jena.

Oltre alla vivacità dei rapporti interpersonali ricordo con piacere la strana ma gradevole serenità che questo microcosmo multiculturale offriva, l’atmosfera sommessa delle strade, dei negozi, dei parchi, dei mezzi pubblici, che mai più avrei ritrovato una volta tornata a casa. Una delle cose che più mi colpiva era la sensazione di trovarmi in una condizione privilegiata, lontana per una volta dai ritmi incessanti e dai condizionamenti consumistici della realtà nella quale sono nata e cresciuta: per la prima volta ho conosciuto una società in cui, forse ancora in virtù dei retaggi non troppo lontani della divisione tedesca, i marchi e gli slogan occidentali hanno ancora un peso non troppo invadente sulle scelte quotidiane e il proprio modo di essere.

Ho scoperto inoltre la bellezza di altre città della regione, prime fra tutte Erfurt e Weimar, che proprio come Jena mi sembravano immerse in un mondo “romanticamente” sommesso e raccolto, ed ho imparato giorno dopo giorno ad amare profondamente quella regione, che per me resterà sempre il centro della “mia” Germania.

Le città vicine a Jena:

Weimar - città di Goethe e Schiller
In questa piccola, incantevole città della Turingia si respira l'aria di un mondo spirituale. Nel 1999 era "Capitale europea della cultura". Per conoscere veramente la Germania bisogna aver visitato Weimar!
Erfurt - una bellezza ancora tutta da scoprire
Erfurt non è tra le città più visitate della Germania, ma ha uno dei centri medioevali meglio conservati e così sta conquistando sempre più stima tra i turisti di tutto il mondo.
Il castello Wartburg - al centro della storia e cultura tedesca
Questo castello nel cuore della Turingia, costruito nel 1070, è, nonostante i rimaneggiamenti dei secoli successivi, una delle più belle e meglio conservate fortezze medievali dell'Europa.

In un baleno erano trascorsi sei mesi intensi, alla fine dei quali mi rendevo perfettamente conto di non essere più la stessa di prima: avevo conosciuto e vissuto troppe novità per poter rimanere uguale, avevo visto un’altra parte di mondo che mi aveva aperto uno spiraglio importante sulla varietà di ciò che ci circonda, e che aspetta solo di essere conosciuta ed apprezzata. Avevo inoltre palesemente compreso che il tedesco mi piaceva sul serio, e che da lì in poi avrei fatto di tutto per non perdere quel piccolo ma importante bagaglio linguistico che ero riuscita a crearmi con impegno, ma che avrei invece provato a mantenerlo e a migliorarlo.

Il giorno in cui partii per tornare a casa il cielo non era così chiaro come quando ero arrivata, anzi, annunciava un temporale che di lì a poco avrebbe forse portato via con sé quella stretta allo stomaco che non mi abbandonava ormai da giorni, e avrebbe lasciato nitidi ed indelebili solo i ricordi più belli, le gioie vissute, le esperienze accumulate e i benefici raccolti.


La "Romantikerhaus" - qui abitava il filosofo Johann Gottlieb Fichte
foto: Eleonora Massa

Tutto ciò che porto con me di questa esperienza è raccolta in queste poche pagine e nel mio cuore, nella persona che sono oggi grazie anche ai sei mesi trascorsi a Jena, nelle immagini di un semestre estivo che sembrava aver calamitato le energie positive di persone e storie così diverse, immagini che oggi sono diventate ricordi custoditi con cura e richiamati volentieri alla mente nei momenti tristi o difficili.

Spero che queste parole abbiano fatto nascere almeno in qualcuno la curiosità di fare un’esperienza simile, se non altro per smentire tutto ciò che ho scritto e che ad altri potrà sembrare esasperato, spero siano riuscite a comunicare quanto sia limitante e riduttivo classificare un paese, una società e le persone che le costituiscono in base a parametri prestabiliti: la Germania è un paese che, come ogni altro, è fatto di aspetti più o meno belli, di contrasti e di sorprese, ma per scoprirlo bisogna imparare a conoscerlo, almeno in una sua piccola parte, e solo allora ci si potrà render conto di quale potenziale nasconde sotto la sua fredda apparenza. Bisogna solo seguire il ritmo della sua musica interna e lasciarsi cullare da esso!All’inizio sembra difficile, ma una volta che si è imparato diventa così bello che è difficile smettere!

Eleonora Massa
eleonora-massa@libero.it

Jena - siti internet per saperne di più:

Dove dormire a Jena e dintorni?

Alberghi a Jena
Centro di prenotazione hotel
Appartamenti e case di vacanza in Turingia
Centro di prenotazione

Come arrivare a Jena?

Carta stradale online di Jena e dintorni
Servizio di Google-maps.

Voli economici in GermaniaPrenotazioni di voli
Voli economici dall'Italia in Germania, Austria e in altri paesi.

Informazioni turistiche:

Tourist-Information Jena

Tel. 0049 3641 49-8050
Fax 0049 3641 49-8055

Città vicine a Jena:

Che tempo fa a Jena?


Erfurt

Previsioni meteorologiche
per altre città della Germania

Guide, libri, video e carte stradali sulla Germania:

La Germania in libreria
Libreria online di questo sito.

La carta stradale di Jena
Da ordinare presso Amazon.de


Libreria online di questo sito.

Vedi anche:

Tutte le pagine sulla Turingia
Weimar - Erfurt - Jena - Wartburg. [capitolo]
Tutte le pagine su studio e lavoro in Germania, Austria e Svizzera
Pagine indispensabili per chi vuole andare in questi paesi non solo come turista. [capitolo]

Per preparare meglio il vostro viaggio:

Consigli pratici per il turista
Hotel, appartamenti, voli, autonoleggio, previsioni meteorologiche, depliant turistici, distanze chilometriche, rappresentanze diplomatiche, guide
turistiche, consigli pratici e molto altro ancora. [capitolo]

Iscrivetevi gratuitamente:

Per essere sempre aggiornati sulle novità!

Indici di tutte le pagine di questo sito:

Sulla Germania e i tedeschi

Sulla lingua tedesca

Sulla letteratura e cultura tedesca

Hotel a Jena
Cercare hotel
a Jena:

Arrivo:
Partenza:


Cercare hotel
in altre città
della Germania:

Cerca hotel in tutta la Germania


(in collaborazione con Booking.com)


Voli economici in Germania

Voli economici
in Germania


Appartamenti
di vacanza
in Germania


Autonoleggio
in Germania
e in altri paesi


Guide turistiche,
carte stradali,
libri di viaggi



La Germania in Facebook


Dello stesso webmaster sono:

Deutsches Italienportal - www.reise-nach-italien.de

Portale italiano sull'Austria - www.viaggio-in-austria.it