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Durante le elezioni del 2005 i tedeschi dovevano
scegliere tra la coalizione "rosso-verde" (Socialdemocratici e Verdi) di
Gerhard Schröder che aveva formato il governo per 7 anni e la coalizione
"nero-giallo" (Democristiani e Liberali) sotto la guida di Angela Merkel.
Il risultato ha sorpreso un po' tutti: i tedeschi evidentemente non
volevano più il governo del cancelliere Gerhard Schröder (Socialdemocratici-Verdi), ma
anche il partito di Angela Merkel che guidava la coalizione tra Democristiani e Liberali
ha subito un sensibile calo! Alla fine nessuna delle due coalizioni
aveva una maggioranza sufficiente per governare.
Il risultato delle elezioni:
SPD (socialdemocratici): 34,2%
(rispetto al 2002: -4,3%) Die
Grünen (verdi): 8,1%
(rispetto al 2002: -0,5%) CDU/CSU (democristiani): 35,2%
(rispetto al 2002: -3,3%) FDP (liberali): 9,8%
(rispetto al 2002: +2,4%) Linke/PDS (partito di sinistra): 8,7% (rispetto
al 2002: +4,7)
I seggi nel nuovo parlamento sono
614 che si distribuiscono
così:
CDU/CSU: 226
SPD: 222 FDP: 61
Die Linke/PDS: 54
Grüne: 51 Analisi del voto: Il risultato delle elezioni sembrava rispecchiare
il seguente stato d'animo della Germania: molti volevano un cambiamento politico, ma le opinioni su come cambiare
erano molto divergenti. Angela Merkel non è riuscita a convincere, come non convinceva Stoiber 3 anni fa. Tutti e due pensavano di avere la vittoria già in tasca, tutti e due hanno sottovalutato
il fatto che i tedeschi, oltre alla voglia di cambiamento, hanno anche una voglia altrettanto grande di stabilità che Schröder, almeno per molti tedeschi, riusciva
ancora a rappresentare. Questa volta c'erano anche molti che avevano paura che le cose cambiassero
(per loro: peggiorassero) ancora più di quanto non fossero già cambiate negli anni
precedenti. Questo mix di sensazioni contrastanti aveva portato al risultato incerto di queste elezioni.
Una novità importante di queste elezioni
è stato anche l'affermazione del nuovo partito "Die Linke/PDS", anche perché
è stato proprio l'8% di quella lista che ha impedito sia la coalizione voluta dall'ex cancelliere Schröder che quella desiderata dall'ex opposizione (democristiani e liberali). Quell'otto per cento è però da interpretare, perché contiene vari elementi: - una buona fetta della popolazione dell'est che si sente il perdente della riunificazione
- una parte dell'elettorato che era da sempre a sinistra della SPD e che in passato ha votato SPD in mancanza di una vera alternativa a sinistra
- una parte della popolazione (in tutta la Germania) che NON
voleva ulteriori cambiamenti, che riteneva troppo dura la legge sui sussidi per la disoccupazione (la famigerata riforma "Harz 4" - voluta da Schröder e tollerata dalla Merkel)
Come hanno fatto capire i sondaggi, molti tedeschi
volevano già da tempo ciò che i politici hanno accettato solo come ultima opzione: una grande coalizione tra SPD e CDU.
Infatti, dopo il voto tutte le altre possibili opzioni di coalizioni non
erano fattibili, in parte per la ostinazione dei partiti di non voler
collaborare, in parte per oggettiva incompatibilità dei loro programmi.
"Schwarz-Rot" oppure la "Große Koalition"... La "Große Koalition", nata come conseguenza di queste elezioni, non è una novità assoluta
per la Germania. Già dal 1966 al 1969 la Germania era governata da questa insolita coalizione dei
due partiti i quali, con eccezione di quei tre anni, hanno sempre guidato, dal 1949 fino ad oggi, i due grandi blocchi opposti: il centro-destra e il centro-sinistra.
Questo nuovo progetto è nato più da una necessità scomoda che dalla
volontà politica dei partiti. I due partiti si erano abituati, per decenni, a considerarsi "nemici politici". Ma in questa particolare costellazione politica c'è anche una grande chance: ora che i due grande partiti sono costretti a collaborare sono anche costretti ad abbandonare, almeno fino ad un certo punto, le maschere ideologiche, sono costrette a cercare le reali possibilità di convergenza. Mentre nel dibattito politico, soprattutto nel periodo elettorale, dominano sempre gli argomenti ideologici che suggeriscono l'incompatibilità delle scelte, ora i partiti potrebbero essere costretti a vedere di più la sostanza delle cose.
Dall'altra parte sembrava chiaro
fin dall'inizio che questa coalizione in cui, come disse un commentatore televisivo tedesco, la signora Merkel della CDU dirige l'orchestra, ma la musica sarà al 50% socialdemocratica, è una costruzione politica che può reggere, molto probabilmente, solo per 4 anni, cioè fino alle prossime elezioni politiche.
Ma negli ultimi anni le previsioni politiche si sono rivelate troppe
volte poco affidabili... Il nuovo governo Il nuovo governo è composto da 16 politici - 8 della CDU/CSU e 8 della SPD - quindi una esatta parità dei due poli politici. Angela Merkel è il nuovo cancelliere, il primo cancelliere donna nella storia della Germania. Il vicecancelliere, l'uomo forte della SPD nel governo è Franz Müntefering. Dei 16 componenti del governo 7 sono donne.
 
a sinistra: Angela Merkel (CDU) - a destra: Franz Müntefering (SPD) |