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Le elezioni politiche del 1998 - Kohl contro Schröder

 

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Questo articolo, scritto nel maggio del '98, sei mesi prima delle elezioni politiche in cui Kohl perse il potere a favore di Schröder, contiene molti spunti di riflessione che riguardano la vita politica tedesca e l'opinione pubblica in Germania che rendono l'articolo molto interessante anche per i lettori di oggi.

Molti fattori che all'epoca influenzarono la scelta dell'elettore tedesco sono ancora le stesse: la poca voglia di cambiare un cancelliere che tutto sommato ha governato egregiamente, la diffidenza nei confronti di un uomo politico meno conosciuto, i problemi di governare con dei partner politici. È inoltre sicuramente interessante confrontare l'immagine di Schröder del 1998 descritta qui con quella di oggi.

Helmut Kohl

La ripida carriera politica di Helmut Kohl:

  • 1959 (a 29 anni): Deputato nel Parlamento regionale della Renania Palatinato

  • 1966 (a 36 anni): Presidente regionale del Partito Democristiano (CDU)

  • 1969 (a 39 anni): Presidente del Consiglio regionale della sua regione

  • 1973 (a 43 anni): Presidente nazionale del Partito Democristiano

  • 1982 (a 52 anni): Cancelliere della Repubblica Federale

  • 1998 Fine dell'era Kohl...

Come ha fatto Kohl a rimanere al governo per 16 anni?

Kohl è Cancelliere dal 1982 e da allora è diventato una specie di simbolo della Germania, almeno all'estero. I suoi 1 metro e 90 insieme ai suoi più di 130 chili sembrano rappresentare bene, anche dal aspetto esterno, una Germania economicamente e politicamente potente. In Germania invece i sondaggi di opinione lo hanno dato per spacciato già parecchie volte da quando è al governo, molte crisi sembravano la sua ultima, ma ogni volta, alla fine, uscì vincente, sopravvivendo a tutti i candidati della Socialdemocrazia che, uno dopo l'altro, lo sfidavano e perdevano. Come ha fatto Kohl a rimanere al governo per 16 anni, sempre con un buon 55-60% dell'elettorato che votava per i partiti di opposizione?
I motivi sono sostanzialmente tre:

  • la sua abilità politica
  • una buona dose di fortuna
  • la debolezza della Socialdemocrazia (il partito più grande dell'opposizione)

Vediamo un po' più da vicino cos'è successo in questi 16 anni.

"Kohl - un genio del potere politico"

All'inizio, Kohl è stato sottovalutato da molti, e non solo dall'opposizione. Il suo modo spesso un po' goffo di esprimersi e di muoversi sembravano indicare un carattere debole, una facile preda per le varie correnti della sua coalizione e per l'opposizione. Ma tutti sbagliavano. Kohl è riuscito a stabilire un ferreo controllo nel suo partito, emarginando tutte le critiche interne, e rafforzando la sua posizione di leader. Oggi, nel partito di Kohl, nessuno fa una gran carriera se non è dalla parte di Kohl. Per quanto riguarda gli altri due partiti della sua coalizione, la CSU (più a destra) e la FDP (centro-liberale), Kohl è sempre riuscito con grande abilità ad assicurarsi l'appoggio di un partito contro l'altro, quando gli era necessario, e di neutralizzare così gli estremi: è una specie di Andreotti tedesco. C'è anche un altro punto che lo accomuna a quel protagonista italiano: la sua tendenza (o abilità), molto "democristiana", a rinviare le scelte più scomode e controverse e a lasciare che i problemi si risolvano da sé, col tempo. Il risultato è però che la parola politica più usata quest'anno è "Reformstau" (in italiano sarebbe: "accumulo di riforme sempre rinviate").

"Kohl è il Cancelliere della riunificazione della Germania"

Alla voce "Kohl" l'Enciclopedia Zanichelli (1995) dice: "... ha guidato con decisione il processo della riunificazione delle due Germanie". Questa è la leggenda preferita della squadra che cura l'immagine di Kohl. È vero invece che tutti i politici dell'ovest, Kohl compreso, erano sorpresi e travolti dagli eventi che si susseguivano a una velocità incredibile in quell'anno drammatico che è stato il 1989. Kohl è stato senz'altro più abile dei suoi avversari, perché aveva capito che era meglio non opporsi criticamente a quella valanga di eventi e di mettersi al suo capo, cercando in qualche modo di apparirne colui che la guidava. Kohl ha semplicemente avuto l'incredibile fortuna di essere a capo del governo quando la riunificazione gli è caduta nelle mani come una mela matura e ha abilmente sfruttato questa circostanza fortunata.

"Non c'è nessuna alternativa forte e credibile a Kohl"

Ma tutto questo non sarebbe stato sufficiente a garantirgli un governo così lungo se non ci fosse stato un altro elemento: la debolezza cronica della Socialdemocrazia. Il partito socialdemocratico degli anni 1982-1998 sembra la prova vivente della famosa frase di Andreotti: "Il potere logora chi non ce l'ha". Hanno presentato contro Kohl, in questi anni, quattro candidati diversi: Vogel aveva il carisma di un impiegato dell'ufficio provinciale dell'archivio dello stato, Rau sembrava il papà di famiglia che non voleva far male a nessuno, Lafontaine dava l'idea di essere l'eterno criticone invidioso (anche se spesso aveva ragione) e Scharping non sembrava credere neanche lui in una vittoria contro Kohl. Infatti, una vera alternativa credibile non c'era mai, almeno per la maggioranza degli elettori.

Siamo alla fine dell'era Kohl?

In autunno ci saranno le elezioni politiche e in questo momento, in aprile, la popolarità di Kohl è bassa come mai prima. Un numero sempre crescente di disoccupati (siamo a più di 4 milioni), la Germania dell'est che non decolla e le riforme urgenti eternamente rimandate hanno stufato molti tedeschi. Inoltre, per la prima volta dopo 16 anni, la Socialdemocrazia sembra avere un nuovo "leader" forte. Lo chiamano già il "Tony Blair della Germania": Gerhard Schröder. Schröder sembra proprio avere la statura necessaria per fare il cancelliere: è moderato (non si capisce bene se è di destra o di sinistra), intelligente, un po' prepotente, ma soprattutto: riesce a seminare intorno a sé ottimismo e voglia di vincere. Ha appena stravinto, in maniera brillante, le elezioni nella sua regione. Un uomo forte insomma, uno che potrebbe piacere anche a molti elettori liberali o democristiani delusi dalla stasi che si sente intorno a Kohl. Ma Kohl, si sa, non è stupido: se Schröder, nei sei mesi che ci separano ancora dalle elezioni, fa degli errori politici, Kohl e la sua squadra li sfrutteranno senza pietà.

E dopo Kohl?

C'è ancora un altro fattore che può influenzare in modo imprevedibile l'esito delle prossime elezioni: l'insicurezza del dopo-Kohl. Schröder ha tutte le carte in regola per diventare cancelliere, ma non ha ancora un alleato. Senza l'aiuto di un altro partito né Kohl né Schröder possono governare. Kohl governa insieme ai liberali da 16 anni, Schröder dovrebbe governare con i verdi, o convincere i liberali a cambiare partner, in entrambi i casi i problemi sarebbero non facili da risolvere. Come si vede, la partita politica di quest'anno è aperta come mai prima negli ultimi 16 anni, ma le previsioni per Kohl non sono molto rosee.

Il risultato delle elezioni del 1998
(sei mesi dopo la pubblicazione di questo articolo):

  • SPD  (socialdemocratici): 40,9%  (rispetto al 1994: +4,5%)
  • Die Grünen  (verdi): 6,7%  (rispetto al 1994: -0,6%)
  • CDU/CSU (democristiani): 35,1%  (rispetto al 1994: -6,3%)
  • FDP  (liberali): 6,2%  (rispetto al 1994: -0,7%)
  • PDS (partito di sinistra): 5,1%  (rispetto al 1994: +0,7)

Per sapere di più sulle successive elezioni politiche in Germania:
Le elezioni politiche del 2002: Schröder contro Stoiber
Le elezioni politiche del 2005: Schröder contro Merkel

Vedi anche:

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