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Il museo della cioccolata di Colonia
Tutte le foto: Wikipedia
Nonostante i millenni di storia e gli antichi monumenti che la
contraddistinguono, quali la famosissima cattedrale gotica dalle guglie
appuntite, il museo di cultura romano-germanica, i resti archeologici di
epoca romana e le numerose chiese in stile romanico, una delle sue
attrazioni più conosciute è anche una delle più moderne. Non stiamo
parlando del bellissimo ponte sul Reno, ma del museo della cioccolata,
lo Schokoladenmuseum, che è stato fondato nel 1993 ma è già diventato
noto tra gli amanti della cioccolata di tutto il mondo.
Colonia è sempre stata la capitale tedesca del cioccolato, poiché vi ha
sede la Stollwerck, enorme compagnia che un tempo fu la seconda azienda
fornitrice di cioccolato per gli Stati Uniti.
Il museo della cioccolata iniziò con una mostra in occasione del 150°
anniversario della Stollwerk: ebbe così tanto successo che da essa
nacque l’idea di un vero e proprio museo aperto tutto l’anno.
Il Schokoladenmuseum fu aperto il 31 Ottobre del 1993, fu finanziato
da Dr. Imhof e conta più di 5 milioni di visitatori l’anno, per la
maggior parte turisti.
L’esposizione è nata per essere un’esperienza interattiva, che
accompagna il visitatore dalla fava di cacao alla tavoletta finita e
confezionata.

L'entrata del museo
La prima
zona dell’esposizione tratta della pubblicità del cioccolato, facendo
un’escursione dai primi del novecento ai giorni nostri. La pubblicità è
sempre una parte fondamentale nei musei tematici di uno specifico
prodotto, soprattutto se finanziati da un’azienda, come la Stollwerck.
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Successivamente si fa conoscenza con l’attrice protagonista: la pianta
del cacao. È strano come tutti mangino spesso il cioccolato nelle sue
diverse forme, ma non abbiano mai visto la pianta da cui proviene, o
assaggiato le sue amarissime fave.
Si può passeggiare in una serra tropicale alta dieci metri e con una
superficie di cento metri quadri, attraversando una vera e propria
giungla, in cui si presentano vari tipi di piante del cacao e della
vaniglia, ma anche palme, piante tropicali, del caffè e di banana. |
Chi è Elena Baldi,
l'autrice di questo testo?
Elena Baldi è una studentessa di ingegneria
elettrica. Dal suo amore per la Germania è nato un blog
molto interessante che consiglio a tutti:
Viva la Germania!
Per contattare Elena:
llunadigiugno@yahoo.it |
Poi si passa al reparto della produzione, nel quale vengono veramente
creati 400 kg di cioccolato al giorno sotto forma di tavolette, figure
cave all’interno e tartufi, direttamente dalle fave di cacao.
Si possono vedere in funzione le macchine della produzione, ciascuna
delle quali è unica e difficilmente sostituibile.
Alla fine del reparto di produzione c’è una fontana di cioccolato dalla
quale zampillano 200 kg di cioccolato. È l’attrazione del museo ed è
molto divertente, il sogno di grandi e piccini. Una hostess consegna ad
ogni visitatore un wafer intinto nella cioccolata liquida. Io che sono
particolarmente golosa e insistente, ne ho ricevuti 2.

La fontana di cioccolato
All’uscita, ci si può gettare nello shopping di delizie al cacao, tra
cui dei bellissimi souvenir di cioccolata con la forma del duomo di
Colonia, oppure si può assaggiare qualche piatto raffinato nella
gastronomia con vista sul Reno.
Il museo è raggiungibile con il trenino del Dom o a piedi con una
passeggiata lungo il Reno, che mi sento di consigliare. Il museo è
riconoscibile per la struttura in vetro e acciaio che ricorda un
battello. È aperto dal martedì al venerdì, dalle 10 alle 18, e al sabato
e alla domenica, dalle 10 alle 19. Il prezzo è di 7,50 euro per gli
adulti, 7 euro nei gruppi e 5 euro con le riduzioni.
È un museo che vi consiglio di visitare, innanzitutto perché è unico
nel suo genere e molto interessante, e poi perché è piacevole e può
rappresentare una parentesi divertente durante una vacanza culturale.
testo: Elena Baldi
foto:
Wikipedia
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