Letteratura e cultura tedesca

Bertolt Brecht a teatro:
appunti di satira sociale


di Eleonora Massa
 Opera da tre soldi
Il soprano Alicia Murillo canta la "Ballata del ruffiano" (L'Opera da tre soldi), nel 2007
foto: Joe Mabel

L’Opera da tre soldi:

Al ritorno dall’esilio in Europa, nel 1947, Bertolt Brecht viene principalmente ricordato come l’autore de L’Opera da tre soldi (Die Dreigroschenoper), il successo del 1928 - l’unico a consacrarlo al grande pubblico, durante la sua carriera. Il palcoscenico era quello del Theater am Schiffbauerdamm, nei pressi della Chaussestraße, a pochi passi dal cimitero Dorotheenfriedhof: quel teatro che, proprio al ritorno dagli anni dell’esilio, sarebbe diventato il teatro stabile della Berliner Ensemble. Al successo contribuirono in buona parte le musiche di Kurt Weill: le note de La ballata di Mackie Messer (Die Moritat von Mackie Messer) sono ancora oggi una delle principali assonanze suscitate dal nome di Brecht.

L’Opera da tre soldi consacra al grande pubblico una delle principali abilità dello scrittore di Augusta: quella di saper confondere, ribaltare, mettere a soqquadro, fino poi a scardinare i valori di riferimento della società capitalistico-borghese: in una parola, di straniare lo spettatore, facendogli vedere per la prima volta le cose come non le ha mai viste. È aperta, in quegli anni, la polemica contro il metodo dell’immedesimazione di Stanislavskij.

Di fatto il criminale senza scrupoli Mackie Messer, il più grande e famoso criminale di Londra, è allo stesso tempo l’incarnazione dei valori della rispettabilità borghese, Peachum un “imprenditore d’accattonaggio” che gestisce il lavoro e il mercato di pezzenti e mendicanti come un qualunque altro affare, Jackie Brown il capo della polizia di Londra e, insieme, personaggio corrotto amico di Macheath. I luoghi della storia sono i bassifondi lerci e puzzolenti di Londra, in cui si intrecciano rapine e prostituzione, tradimenti e delitti: a dimostrazione del fatto che il lucro, il guadagno, il profitto, rendono tutti uguali, e cioè “rispettabili criminali”. Il senso dissacratorio della parodia tocca il suo apice nel finale dell’opera, quando Brecht fa letteralmente il verso all’happy end del dramma borghese: condannato all’impiccagione, Mackie Messer non solo viene graziato dalla regina, ma è persino eletto baronetto.

"Die Moritat von Mackie Messer" - canzone de "L'Opera da tre soldi"


canta Lotte Lenya

Ascesa e caduta della città di Mahagonny:

Sullo sfondo delle musiche di Kurt Weill i personaggi brechtiani torneranno a muoversi due anni dopo il successo de L’Opera da tre soldi: nel 1930, in Ascesa e caduta della città di Mahagonny (Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny). Il dramma sigla il riadattamento di dieci brani in versi per musica e di due brevi dialoghi in prosa non musicata, che Brecht aveva approntato già nel 1927: è al loro interno che Mahagonny  si erge come piccola metropoli del piacere, paradiso artificiale del whisky e del poker, di bordelli lussuriosi, luogo in cui i soldi possono tutto: eppure non servono a nulla. Non servono a comprare la felicità.

È il desiderio di porre fine al malessere morale provocato da questa consapevolezza che, nella versione ampliata del 1930, spingerà Paul Ackerman ad alzare fintanto il tiro da diventare un “rivoluzionario del capitale”, e a promulgare una nuova legge universale: “Lo puoi fare” (“Du darfst es”) – a Mahagonny puoi fare tutto ciò che vuoi, col denaro. Salvare il capitalismo – e cioè dimostrare che il denaro stesso serve pure a qualcosa – per salvare le nostre vite: è questo che le parole e le scelte di Ackermann sembrano dire e comunicare. È esemplare, in questo caso, il processo di straniamento verso cui Brecht conduce lo spettatore.

Se non fosse, poi, per il fatto che sarà Ackermann stesso a rimanere vittima della legge da lui promulgata. Indebitatosi per aiutare un compagno, chiederà un prestito che gli verrà negato: infrangerà tuttavia la legge fondamentale su cui poggia Mahagonny: non chiedere soldi a credito. Sarà condannato a morte. Sullo sfondo, Mahagonny stessa precipiterà tra le fiamme, tra le proteste di cortei di cittadini che, al contempo, si incontrano e si scontrano, condannando e esaltando infamie e atrocità del capitalismo.

Non c’è salvezza a Mahagonny, non la grazia – non l’“investitura capitalistica” – che avevano atteso Mackie Messer alla fine de L’Opera da tre soldi: la sedia elettrica e la morte, al contrario, attendono sfruttatori e sfruttati. Non c’è redenzione, riabilitazione – seppure paradossale e, dunque, nuovamente straniante – per coloro che sono insoddisfatti del capitalismo, ma che non hanno ancora capito che bisogna combatterlo.

A Mahagonny si consumano la condanna definitiva della borghesia della repubblica di Weimar e la previsione del nazionalsocialismo: vi si consuma, a ben vedere, il primo dramma didattico (Lehrstück) di Brecht.

"Alabama Song" -  canzone dell'"Ascesa e caduta della città di Mahagonny"


canta Lotte Lenya

Santa Giovanna dei Macelli:

Composta tra il 1929 e il 1930, ed eseguita in forma ridotta come radiodramma nel 1932, la Santa Giovanna dei Macelli (Die Heilige Johanna der Schlachthöfe) segna il passaggio definitivo di Brecht verso il “teatro scientifico”: non specchio della realtà, fonte di immedesimazione per lo spettatore, quanto dimostrazione del gioco di forze economiche e sociali che in essa agiscono e, con ciò, strumento finalizzato alla presa di coscienza da parte del pubblico. Nel dramma si compie il processo di “didattizzazione scenica” avviato da Brecht nella seconda Mahagonny e proseguito, tra gli altri, ne La linea di condotta (Die Massnahme) e ne L’eccezione e la regola (Die Ausnahme und die Regel): il palcoscenico diventa il luogo in cui svelare - in cui penetrare e quindi trasformare - i meccanismi su cui poggia la società capitalistica: in una parola, diventa “teatro epico”.

Nella Santa Giovanna dei Macelli la satira sociale si unisce a quella clericale: le due si fondono allo scopo di smascherare, e denunciare appunto, la corrispondente subdola alleanza tra il capitalismo e la chiesa.
Nel dramma la vittima del sistema economico, il cui unico scopo è il profitto, è addirittura una zelante e onesta missionaria, impegnata a predicare le buone virtù cristiane: tra queste, ad esempio, l’accettazione dei mali e delle ingiustizie terrene in attesa dell’eterna felicità del paradiso. La storia si svolge a Chicago e lei si chiama Giovanna Dark (Johanna Dark), sottotenente dei Cappelli Neri dell’Esercito della Salvezza, impegnata a distribuire ai proletari affamati minestre calde pagate dai padroni - una Giovanna D’Arco trapiantata ai tempi della grande crisi americana del ’29. L’intento parodistico, in Brecht, non viene mai meno, a cominciare dai titoli e dai nomi dei personaggi delle sue opere.

L’azione coincide con il progressivo sfaldamento - con la decostruzione - dell’ideale religioso. Dopo aver preso atto della realtà della fame degli operai, Giovanna non solo fallirà nel tentativo di redimere il ricco magnate dell’industria della carne in scatola, Pierpont Mauler, bensì dovrà fare i conti con un’agghiacciante scoperta: è Mauler stesso, infatti, a finanziare l’Esercito della Salvezza in cui è impegnata, è lo stesso sfruttatore a servirsi della dottrina religiosa - a servirsi di lei - per continuare a sfruttare.

Passerà così dalla parte degli operai intenti ad organizzare uno sciopero ma, per non commettere violenza – per non contravvenire ai principii a cui presta fedeltà – rifiuterà di svolgere un compito assegnatole; quando si renderà conto di aver sbagliato, sarà troppo tardi, perché la sua scelta avrà già decretato il fallimento del progetto di sollevazione operaia.

Giovanna proseguirà la lotta da sola, fino al martirio: morirà di fame e di freddo, rifiutando il piatto di minestra calda offertogli dai suoi stessi sfruttatori e persecutori, fedele fino alla fine ai principii del proprio credo che, al contempo, saranno causa della sua stessa tragica morte. Persino questa sarà oggetto di sfruttamento: esaltata e santificata, cioè, per accrescere il prestigio dell’Esercito della Salvezza.

Neanche le preghiere, le buone virtù e intenzioni, le prediche e la carità, possono aiutare i miseri. Al contrario, esse non servono ad altro che a riempire - un’ultima volta - la bocca dei pescecani.

Riferimento essenziale ai drammi e alle tematiche affrontate:

Mittner, L. (2002), Storia della letteratura tedesca. Vol. III/Tomo 2/Parte quinta: Dall’espressionismo al dodicennio nero (1907-45). Torino, Einaudi, pp. 1368-1385 (ed. or. 1971).

Sull'opera "Santa Giovanna dei Macelli":


Luca Ronconi, regista e direttore artistico del Piccolo Teatro di Milano,
parla della sua messa in scena di quest'opera di Brecht.

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