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Prima di partire per Berlino, ho chiesto a qualche conoscente che l’aveva già visitata le sue impressioni su questa città. Sono rimasta impressionata da come Berlino possa suscitare opinioni tanto diverse e contrastanti. Tra i visitatori più entusiasti si annoverano, ovviamente, gli amanti dell’architettura moderna e contemporanea. Berlino si rivela a loro come un laboratorio a cielo aperto, dove le sperimentazioni e le innovazioni in materia di edilizia procedono di pari passo con la ricostruzione della città. Chi è rimasto invece deluso dalla capitale tedesca, si aspettava forse un centro storico “alla vecchia maniera” e mi ha fatto credere che Berlino fosse una città incolore, anonima ... insomma, le ha attribuito tutti quei difetti che si è soliti assegnare alle grandi metropoli.  Unter den Linden, davanti all’Humboldt Universität. Tutte le foto in questa pagina:
Sono rimasta a Berlino 5 giorni. Troppo pochi. Non soltanto per visitarla, ma anche per iniziare almeno a comprendere in quale direzione si muova questa grande città. Il primo giorno non ho capito granché. Frastornata dal traffico e quasi spaventata dalla vastità degli spazi – forse percepiti ancora più vasti per chi, come me, proviene da una realtà provinciale - ho cercato di orientarmi. I viali sono non soltanto lunghi, ma anche molto larghi e le strade brulicano di auto, come in tutte le grandi città. Le numerose piazze si presentano al visitatore inesperto come un’ancora di salvezza, un’oasi di pace, dove riprendere fiato e rifugiarsi dal traffico impazzito. I lavori in corso costellati lungo il viale Unter den Linden paralizzano la circolazione, pertanto, il visitatore che desidera recarsi in autobus da Alexanderplatz alla Porta di Brandeburgo – magari all’ora di punta - dovrà pazientare un bel po’ prima di arrivare alla destinazione desiderata. L’estensione spaziale è ulteriormente valorizzata dagli alti palazzi, i quali sembrano aver ereditato il movimento ascensionale di quelle chiese gotiche che ormai a Berlino non ci sono più. Queste sono state le mie prime impressioni. Tutto sommato, alquanto prevedibili.  Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche (Chiesa della Commemorazione)
Passato lo stordimento iniziale e orientatami un poco, ho iniziato a girovagare per Berlino con un po’ più di tranquillità. È una città che, in quanto metropoli, è ovviamente in continua evoluzione. In principio può sembrare che questa evoluzione possa avanzare senza meta fissa e che rincorra semplicemente le ultime innovazioni, così come ci si aspetta dalle capitali più all’avanguardia. E invece non è così. Nella sua evoluzione - che a Berlino è anche ricostruzione - questa città non dimentica e non vuole dimenticare il suo recente passato.  Muro di Berlino,
un'esposizione al Potsdamer Platz.
Non vuole nascondere quella che potrebbe essere agli occhi del turista sprovveduto uno scomodo e triste vestigio. Berlino ricorda e vuole fare ricordare. Ben visibili sono infatti i segni che rammentano il passato, i quali ammoniscono e invitano sempre alla riflessione. Questo intento si palesa, ad esempio, sulla via che dalla Porta di Brandeburgo conduce al Reichstag. Qui, sotto l’ombra di folti alberi, sono ubicate numerose croci bianche, le quali rivelano, con le loro epigrafi, la conclusione tragica di molte vite sacrificate contro l’oppressione del regime comunista.
Ma il desiderio di conciliare la storia con il futuro si mostra con più forza, e forse con maggiore efficacia, nella celebre Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche (Chiesa della Commemorazione), divenuta ormai il simbolo della ricostruzione. Questa chiesa, risalente al XIX secolo, è stata quasi completamente distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale. Oggi, affianco al suo rudere, lasciato a mo’ di testimonianza, sono state erette una cappella ottagonale e una torre esagonale dall’aspetto volutamente "moderno”. Queste due strutture sono state costruite con l’intenzione di creare un felice contrasto con l’edifico già esistente. L’effetto è infatti tra i più sorprendenti. E forse sarà ancor più sorprendente per coloro che hanno sempre visto il restauro e la ricostruzione in termini di pieno rispetto per lo stile originale. È una contrapposizione assolutamente voluta: non è soltanto il nuovo che incontra il vecchio, ma è la storia che si sposa con l’età contemporanea. A Berlino si trovano numerosi di questi esempi. E ancora, cosa dire delle immagini futuristiche di Potsdamer Platz, davanti alle quali si trovano i ruderi del muro di Berlino?
La visita a Berlino, qualunque sia il motivo del viaggio, implica sempre una meditazione. Una profonda riflessione.
Testo e foto:
Loredana Concu
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