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Quarta parte del viaggio:
München (Monaco) - Herrenchiemsee - Milano
3 gennaio Oggi è una bellissima giornata. Prendiamo il metrò fino alla Marienplatz, la famosa piazza di Monaco. La torre del nuovo municipio è purtroppo chiusa e non possiamo salire per goderci il panorama sulla città. Visitiamo un paio di chiese, facciamo un giretto fino ad una porta antica della città e dopo torniamo indietro alla Marienplatz per sentire il carillon (Glockenspiel).

Tutte le foto le foto in questa pagina sono di Karin Nell’attesa che siano le 11, osserviamo un gruppo di giovani Giapponesi vicino a noi, che stanno cercando di farsi le foto con una mini macchina fotografica digitale: tre stanno in posa mentre la quarta, a 2 m da loro, sta facendo delle contorsioni allucinanti per cercare di riprendere le amichette e la torre del municipio intera dietro di loro. Praticamente impossibile se non hai il fish eye!!! La scena fa abbastanza ridere, in più ci sono turisti che le stanno passando davanti in continuazione e mi sa che alla fine rinuncia!… Comunque, il carillon è una mezza delusione, come un po’ tutti i carillon del mondo credo. In più moriamo dal freddo! Ci saranno –3°C. Così per far circolare il sangue nelle gambe decidiamo di incamminarci senza vedere la fine dello spettacolino di marionette con musichetta lancinante. Facciamo due passi nella Maximilianstrasse, una lunga via molto elegante piena di negozi e alberghi di lusso, e raggiungiamo la Max Joseph Platz dove si affacciano la vecchia posta centrale (in un bell’edificio abbellito da un portico affrescato in stile italiano), il Teatro Nazionale e la Residenz. Quest’ultima è un edificio davvero imponente, ospitò i re bavaresi dal 1385 al 1918 e racchiude più di 400 anni di storia dell’architettura.
Visitiamo il Residenzmuseum composto da oltre 100 camere. Le visite sono pertanto divise in due: il morning tour e l’afternoon tour, ma siccome arriviamo alle 12 riusciamo a vedere quasi tutto. C’è un miscuglio di stili incredibile, dal rinascimentale al barocco, al rococò, al neoclassico. Quello che vediamo è però una fedele ricostruzione in quanto il Residenz è stato bombardato nel 45. Dopo un’ora e mezzo, abbiamo visto quasi tutto e vorremmo uscire ma non riusciamo a trovare l’uscita, sembra uno scherzo, e quindi ci ritroviamo a fare tutto il percorso indietro, è un po’ comica come situazione, camminiamo velocissimo, su e giù per delle scale, avanti in lunghissimi corridoi, ci sembra di essere prigionieri del palazzo! Finalmente troviamo l’uscita… Ora mi rendo conto che sembriamo un po’ rimbambiti e che questa scena ricorda quella del negozio di natale a Rothenburg ma vi assicuro che l’uscita non era ben indicata, almeno credo… :)
 A pranzo, andiamo nella famosa Hofbräuhaus, strapiena di turisti e Bavaresi in abito tipico, tutti con un boccale di birra stracolmo in mano! C’è un gruppetto che suona musica folcloristica, turisti giapponesi che ballano in mezzo alla birreria, cameriere tedesche e una giapponese in abito bavarese (ebbene sì, anche qui!) che vanno avanti e indietro con cestini pieni di enormi Pretzel. Due tizi vicino a noi, piegati dalle risate (che cattivi!) cercano in tutti i modi di farsi le foto con la Giapponesina, impassibile. C’è un’atmosfera davvero festosa! Ordiniamo il solito piatto dietetico ossia wurstel di vari tipi (assaggiate i Weiss Wurst), crauti, purée di patate e un litro di birra accompagnati da un Pretzel gigante che non riusciamo nemmeno a finire! Una cosa richiama la mia attenzione: c’è una specie di armadio a vista chiuso con una griglia e mini lucchetti con tanti boccali di birra. Praticamente gli habitués del luogo hanno il loro boccale personale! Faccio alcune foto di questi Bavaresi tutti molto allegri, alcuni mi chiamano per farsi fotografare!! Dopo pranzo, andiamo in giro per la via pedonale da Marienplatz a Karlplatz, per fare alcuni acquisti e riprendiamo il metrò per tornare in albergo. Questa sera, per cambiare un po’, andiamo in un ristorante Thai di fronte all’albergo, ah che bello mangiare Pad Thai!
4 gennaio Oggi il tempo è di nuovo bruttino, è grigio e fa come al solito molto freddo, alcuni gradi sotto 0. Usciamo e prendiamo il tram fino al Castello di Nymphenburg, la residenza estiva dei Wittelsbach, la famiglia di Ludwig II. Il palazzo, i giardini, i laghetti mezzo ghiacciati e il cielo fanno un tutt’uno bianco, però è molto affascinante.
 In un laghetto ci sono centinaia di uccelli, anatre, cigni, questi ultimi “litigano” e si rincorrono per un pezzo di pane facendo un gran baccano. Visitiamo il castello con l’aiuto delle audio guide che vi consiglio di prendere malgrado il costo piuttosto alto, per non vagare per le stanze senza capirci nulla. Noi, con le braccine corte, ne prendiamo solo due, ma aumentando il volume si sente benissimo, a volte riusciamo pure a farle partire insieme e così otteniamo un effetto stereo molto carino… vabbè sto divagando… Le stanze sono molto belle e riccamente arredate. La prima che si vede entrando è la sala delle feste, dov’è stato battezzato il piccolo Ludwig II nel 1845, anno della sua nascita. Una stanza mi colpisce particolarmente: la galleria delle bellezze. Una serie di 38 ritratti di donne, nobili e non, che Ludwig I considerava belle. L’audio guide racconta la storia di alcune di esse, è molto interessante ed è piacevole osservare questi bellissimi ritratti finché non arriva il pullman di turisti romani chiassosi che rovina un po’ l’effetto. Finita la visita, riprendiamo il tram, dopo aver costeggiato una pista di curling ricavata sul fiume ghiacciato dove giocano tantissime persone. Andiamo a mangiare in un Pizza Hut, l’unico posto sulla nostra strada, affianco al nostro tavolo, una “riunione” di quattro adolescenti sfigatelli evidentemente appassionati di Star Trek in quanto vestiti quasi come nel telefilm! Agghiacciante! A malapena riusciamo a contenere le risate! Dopo pranzo, ci rifugiamo nell’enorme Museo della Scienza, credo sia uno dei più grandi al mondo. Ovviamente ne vediamo solo una parte: barche, aerei, treni, auto, ponti, chimica, carta, strumenti musicali, etc… Dopo 3 ore, usciamo, distrutti e storditi, nevica a fiocconi, andiamo in una birreria a bere qualcosa. Torniamo poi in albergo per sdraiarci un attimo e per cena torniamo di nuovo alla Löwenbräu. Oggi è domenica e diversi locali sono chiusi, la birreria è quasi vuota. Ordiniamo un piatto a base di wurstel, salsicce e patate e come dolce uno strudel di mele con salsa alla vaniglia… questo menù mi ricorda qualcosa... Sul dolce la facciamo veramente grossa! Siccome avevamo già cenato qui due sere fa, sapevamo che lo strudel veniva servito con un altro pezzo di torta al formaggio tipo quark, che era particolarmente pesante e non ci era piaciuto tanto. Allora noi furbetti comunichiamo alla cameriera che vogliamo quel dolce ma senza la torta al quark, e ne ordiamo tre piatti in quanto penso di poter mangiare mezza fetta di strudel con Paolo. Ma siccome mio maritino goloso mi sta dicendo che si mangerà tutto e che ci viene l’ “orribile dubbio” che ci portino solo una fetta, vado dalla cameriera chiedendole un altro piatto. Lei sorride… Ecco, faccio la figura della morta di fame! E alla fine ci porta i nostri quattro piatti con ben… due fette enormi di strudel a testa!
 Oddio! Stiamo già male solo al pensiero! Ci mettiamo a ridere come dei matti per 5 minuti abbondanti! Pensavamo ci avrebbe portato solo un pezzo! E come se non bastasse la figura di m… io me ne esco con la mitica frase: “e poi a me non piace neanche lo strudel!” e tutti a ridere a squarciagola!! Ne ho ancora le lacrime agli occhi a ripensare alla scena! Tutto il ristorante ci sta guardando! Ovviamente come previsto non riusciamo a finire i nostri piatti e la cameriera, sorniona, ci prende in giro chiedendoci ogni cinque minuti se prevediamo di finire il nostro piatto!… Alla fine dobbiamo capitolare per non star male davvero! La cameriera che aveva capito il quiproquo, si mette anche lei a ridere e ci fa portare via due bicchieri di birra del locale, come ricordo! Andiamo a letto dopo aver ingurgitato una pastiglia per digerire!
5 gennaio Oggi è l’ultimo giorno del viaggio. Nevica tantissimo! Andiamo fino al lago Chiemsee, a 70 km da Monaco, per visitare il terzo castello di Ludwig II: Herrenchiemsee, la copia quasi perfetta di Versailles. Il castello si trova su un’isola in mezzo al lago e per raggiungerlo prendiamo un battello. Ci rituffiamo nell’atmosfera romantica dei castelli di Ludwig... C’è una tempesta di neve, siamo in pochissimi turisti. Arriviamo sull’isola dopo circa 10 minuti, e camminiamo per altri 15 minuti su un sentiero tra gli alberi fino al castello. Fa un freddo allucinante e c’è tantissimo vento!
 Ed eccolo qua: il castello maestoso si intravede tra gli alberi, è davvero imponente! Purtroppo dei giardini non si vede nulla e tutte le statue sono impacchettate. D’estate o in primavera deve essere uno spettacolo! Entriamo. Facciamo la visita solo noi quattro con una guida che parla in italiano con forte accento tedesco aiutandosi con dei foglietti. Il castello è rimasto in buona parte incompiuto in quanto Ludwig II aveva finito i soldi prima di portarlo a termine, e poi è morto. Soltanto 20 stanze su 70 sono state terminate. Purtroppo il salone delle Scale, che dalle foto sembrava davvero spettacolare, è in ristrutturazione e non lo possiamo vedere. Le stanze più impressionanti sono la camera da letto ufficiale, sfarzosissima, e il salone degli specchi, che riproduce quello di Versailles. Attraversiamo delle parti del castello incompiute e giungiamo al piano inferiore dove possiamo osservare il meccanismo del tavolo a scomparsa, presente anche qui come a Linderhof. L’ultima stanza è quella del bagno con una magnifica piscina in marmo profonda 1m70 per circa 7 metri di diametro (ci dicono che ci vogliono 60.000 litri d’acqua per riempirla). Purtroppo il re non ebbe il tempo di godersi molto il castello, infatti visse a Herrenchiemsee soltanto 10 giorni, prima di morire annegato (?) nel vicino lago Starnberg dov’era rinchiuso. La visita finisce così, in una stanza che probabilmente il re non frequentò nemmeno durante la sua breve permanenza, e questa cosa mi lascia un po’ malinconica… Completiamo la visita con un giro nel piccolo museo dedicato a Ludwig II, scopriamo diversi aspetti della sua vita, è strano vederlo soltanto alla fine del viaggio, dopo aver visto quasi tutti i posti della sua vita. E’ come fare un passo indietro: le foto di Ludwig bambino, il suo vestitino da battesimo… Tra il materiale esposto, ci sono diverse stampe, tazzine, piatti (un vero merchandising!) che lo ritraggono con sua cugina Sofia (sorella di Sissi), con la quale fu fidanzato per sette mesi, prima di sciogliere il legame (probabilmente Ludwig, coerentemente con la sua omosessualità, preferì non sposarsi). Molto interessanti sono invece i disegni dei progetti per i suoi castelli, scopriamo così che aveva in mente la costruzione di altri castelli che non ebbe mai il tempo di realizzare. Torniamo alla realtà mangiando velocemente un panino nel bar annesso all’ingresso del castello e facciamo la strada indietro per tornare fino al molo dove dovrebbe partire un battello tra poco. La bufera di neve non si è placata e non possiamo neanche goderci la passeggiata tra gli alberi in uno scenario che dovrebbe essere molto suggestivo. E così l’isola è di nuovo quasi abbandonata, i pochi turisti che erano sbarcati se ne stanno andando via come noi… Durante il tragitto verso Prien, dove abbiamo parcheggiato la macchina, mi viene un senso di tristezza, ripensando a Ludwig e ai suoi castelli così belli, ma così isolati, come lo era anche lui… Sulla strada del rientro il tempo migliora un po’ in Austria, regalandoci paesaggi stupendi con piccole baite sparse sui fianchi delle montagna innevate, mentre un bel sole ci accoglie finalmente in Italia, al Brennero. Il viaggio è finito e l’atmosfera magica della Baviera è sparita…
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