Sono tornato dal piacevole viaggio in Baviera, che avevo pianificato tempo fa e che ho potuto concretizzare grazie ai preziosi consigli di Paolo Ferretti, un membro della lista “Deutsch-Club” che tengo a ringraziare qui pubblicamente.
Abbiamo alloggiato a Bad Reichenhall, una graziosa cittadina termale della regione del Berchtesgaden. Una scelta azzeccata, in quanto la presenza delle Rupertusthermae, costruite da appena un anno, ha consentito di conciliare le operazioni “turistiche” in senso stretto con la possibilità di rilassarsi e di ritemprarsi in un ambiente assolutamente gradevole: piscine di acqua termale coperte e scoperte, idromassaggi, sdraio, e poi un’area vastissima dedicata esclusivamente alla sauna e ai bagni turchi, anch’essa in parte aperta e in parte coperta, con saune sia interne che esterne (gradevoli gabbiotti di legno in mezzo al verde). Il tutto in una zona paesaggisticamente molto affascinante, dal punto di vista montano una delle più caratteristiche della Germania.  Bad Reichenhall
Abbiamo visitato il Königsee, poco a sud di Bad Reichenhall, celebre per la qualità delle sue acque protette da un Parco Nazionale, percorrendolo con le imbarcazioni elettriche del servizio di linea e salendo poi a piedi fino al più piccolo Obersee. Suggestivo il concerto di flicorno che il personale di navigazione propone a metà percorso, per saggiare l’eco delle montagne.  Il Königsee con la chiesa di S. Bartholomä
 Le acque cristalline dell'Obersee
Poi l’Eisriesenwelt, oltre il confine austriaco; una grande grotta con enormi concrezioni di ghiaccio, per la quale abbiamo dovuto appositamente portarci scarponi e giacconi supertermici da alpinismo – cosa curiosa, dati gli oltre trenta gradi che c’erano all’esterno. Per arrivarci si deve lasciare l’auto a un parcheggio, prendere un minibus, poi fare un tratto a piedi, poi prendere una funivia e poi fare un altro tratto a piedi, e la visita, che si articola lungo più di 700 gradini, di per sé non è facile. Tuttavia apprezzo questo tipo di turismo in cui le mete sono facilitate ma comunque non banali (anche la camminata lungo l’Obersee, non certo difficile, era comunque una cosa solo per chi ha voglia di camminare), utili a lasciare un po’ indietro quell’altro tipo di turismo che si nutre solo di vendite di ricordini e di trattorie tipiche. L’unico rilievo che ho da fare all’Eisriesenwelt è il fatto che non si è provveduto ad attrezzare il percorso con luce elettrica, ma si continua a preferire lumi ad acetilene, nonché spezzoni di magnesio per illuminare le zone più significative. Quando ho chiesto all’accompagnatore il motivo di questa scelta, mi ha detto “Ma perché così è più poetico!” Sarà, ma mi sembra anche molto antiecologico, visto che il magnesio è terribilmente inquinante, e gli equilibri sotterranei sono tra i più delicati. 
 L'entrata all’Eisriesenwelt
Abbiamo visto Salisburgo, dove Mozart si vende a peso, e dove il turismo è proprio ed unicamente quello dell’altro tipo. A Salisburgo ci ero già stato altre due volte, nel 1983 e nel 1989, e rispetto ad allora le cose sono molto degenerate, la mercificazione è grandemente cresciuta, la casa di Mozart, un tempo tempietto raccolto per gli estimatori del musicista, ora è diventato un bailamme di turisti chiassoni e desiderosi di voler toccare con mano il mito, senza nemmeno personale di sorveglianza che smorzi gli atteggiamenti più incivili, evidentemente nel terrore di inimicarsi le entrate turistiche.
Abbiamo visitato anche il Chiemsee, il “mar di Baviera”, splendido grande lago, la Herreninsel con il grande castello di Ludwig, splendido e pieno di fontane e giochi d’acqua, nonché un museo sul discusso personaggio. Nell’Altes Schloss della Herreninsel, tra l’altro, fu elaborata la Costituzione della Repubblica Federale, e nelle sale dove questo accadde oggi c’è un’interessante mostra storica dove sono esposti i manifesti che ho fotografato (le foto sono visibili al link più in basso). Sorpresa: lo sapevate che dopo la guerra la Baviera se ne voleva andare per conto suo? Il resto della Germania, pare, non era molto d’accordo, e così i bavaresi sono rimasti.  Il Chiemsee - paradiso per chi ama la vela
 Il castello Herrenchiemsee nell'omonima isola del Chiemsee
E poi la Fraueninsel, deliziosa isoletta che ospita un convento, con casette di campagna e piccoli ristoranti sulla riva, dove la voglia di restare (complice il caldo veramente marittimo) è stata tale che abbiamo lasciato partire senza di noi tutti i traghetti, fin quasi all’ultimo.  La Fraueninsel nel Chiemsee
Poi siamo andati, come previsto e con molti rimpianti, verso la Francia. E questa è stata l’occasione per fare un lungo viaggio trasversale attraverso la Germania del sud, nelle regioni dove nasce il Danubio, fermandoci a dormire a Friburgo, altra città bellissima, universitaria, allegra e solare, con un’eleganza tutta renana, diversissima dagli ambienti bavaresi che avevamo lasciato.
Ancora a proposito della Baviera: abbiamo apprezzato moltissimo, oltre ai paesaggi e alla bellezza delle cose da vedere, la qualità del cibo e della birra, l’economicità dei prezzi, la simpatia e la socievolezza degli abitanti, ben lontana dall'esperienza con i berlinesi l’anno scorso (vedi a proposito:
Viaggio a Berlino 2005). Un po’ meno ci è piaciuto il merchandising che si fa un po’ di tutto e su qualsiasi cosa che abbia un minimo di richiamo turistico; ma non ha niente a che fare specificamente con la Baviera, purtroppo è una tendenza mondiale. Mozart è il caso più eclatante, né il confine lo limitava visto che anche Bad Reichenhall, in terra tedesca e a diciotto chilometri da Salisburgo, era pieno di Mozart-Kugeln e simili; ma neanche per Ludwig le cose vanno molto meglio. Poi, infastidisce il sempre maggiore ostruzionismo che si fa alla circolazione automobilistica (e anche questo un po’ ovunque). Quando andai a Salisburgo nel 1989, parcheggiammo tranquillamente l’auto in una via del centro, senza tassametri e senza zona disco. Adesso, lì o altrove si cerca di farti finire sempre e comunque in parcheggi a pagamento, il “lascio l’auto e mi faccio un giro” gratis et amore Dei è diventato impossibile anche nei paesini più piccoli. La cosa viene giustificata come un impegno a snellire la circolazione veicolare, ma io la vedo solo come una tecnica premeditata in più di spennamento del turista. Lo stesso al Königsee o al Chiemsee. Nello stesso senso ci si muove con le toilette: ti chiedono, o ti obbligano a pagare ovunque, ma il massimo lo hanno raggiunto in una stazione di servizio autostradale, dove non c’è più il solito piattino per l’addetto alle pulizie, bensì una specie di check-in tecnologico tipo ingresso della metropolitana con le porte automatiche. E si noti bene che in una stazione di servizio uno i suoi soldi li spende comunque, per fare benzina, per mangiare o per comprare carabattole. Almeno quello della toilette dovrebbe essere considerato un servizio in più offerto al cliente, non una prestazione a pagamento.
Comunque un bel viaggio, penso proprio che da quelle parti ci ritornerei.
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