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Nell’insegnamento una lingua straniera lo sviluppo della capacità dell’ascolto è tutt’altro che secondaria. Articolo di Annamaria Manna, insegnante di tedesco a Trento.

Non c’è capacità di parlare senza sviluppo adeguato della capacità di ascolto. Questa affermazione è vera nella madrelingua, ma lo è ancora di più nel corso dell’apprendimento di una lingua straniera.

Se non è affetto da una patologia uditiva nell’apprendere la madrelingua, il bambino, completamento immerso nei suoni e nelle voci, passa da una capacità di comprensione passiva a una capacità di parlare, di comunicare, non senza qualche errore. Presto e o tardi si impossessa e in modo attivo della lingua che intorno a lui viene parlata.

Nel bambino, o nell’adulto, che apprende una lingua straniera, l’ascolto è una competenza messa a dura prova da rumori di fondo, dai mezzi attraverso i quali la voce si propaga (altoparlanti, segreterie telefoniche ecc.), dagli accenti delle diverse persone che parlano la lingua straniera. Ogni cambiamento della struttura della stessa frase può inficiare la capacità di comprensione. E ogni esercizio di ascolto in cui la persona che apprende non capisce o alla quale viene posto un compito troppo alto uccide la motivazione all’apprendimento della lingua straniera. Per questo motivo, come insegnanti, bisogna fare attenzione ad alcune variabili quando proponiamo dei testi audio.

Una prima variabile alla quale porre attenzione è porre un compito di ascolto (Verstehensabsicht) prima di lasciar ascoltare un testo. In tal modo si risveglia l’attenzione e la si guida verso significati selettivi e si consente all’ascoltatore di tralasciare quanto non riguarda il compito che ha ricevuto.

Da quanto detto risulta evidente che nell’apprendere una lingua straniera l’ascolto è un’attività tutt’altro che passiva e con la quale vengono chiamate in causa tutta una serie di abilità mentali. Il miglior compito di ascolto (Verstehensabsicht) non avrà successo se non sono preesistenti abilità linguistiche di base che permettono di distinguere quanto ha significato dai rumori di fondo, di segmentare il flusso del parlato in unità significative, di comprendere il senso dell’intonazione di una o più frasi, di comprendere il significato di certi suoni, riconoscere e interpretare correttamente la regolarità delle frasi e metterle in correlazione tra loro.

L’argomento di base del testo d’ascolto proposto è anche importate. Quanto più esso è emotivamente o cognitivamente vicino all’ambito di interesse dell’ascoltatore, tanto più sarà facile affrontarne la comprensione selettiva, globale o dettagliata che sia.

La ridondanza facilita l’ascolto e ciò vale sia per le singole parole, che per i concetti espressi. Ciò vale quindi sia che il testo venga proposto a bambini che ad adulti. Ma la ridondanza non deve neanche essere eccessiva affinché non sia fuorviante. Testi troppo lunghi, ad esempio, devono essere sezionati.

L’ascoltatore interagisce con il testo poiché mette in atto delle strategie di comprensione che si chiamano inferenza, anticipazione, ipotesi, ricombinazione di quanto ascoltato e quanto ipotizzato. Sulla base di quanto l’ascoltatore già sa, sia dal punto di vista linguistico che extralinguistico, può inferire cose sconosciute da ciò che gli è già noto. L’insegnante a questo punto deve far leva su quanto l’alunno ha capito affinché non si scoraggi, sostenendolo nell’indirizzare l’ascolto verso il compito dato, spingendolo a fare inferenze, a mettere in correlazione quanto ancora non sa con quanto già sa.

Attivare fisicamente gli alunni affinché si alzino dai banchi e segnino alla lavagna o su un cartellone quanto ascoltato o riconosciuto aiuta molto.

In un secondo ascolto si possono porre dei compiti di ascolto progressivamente più approfonditi.
Last but not least un’atmosfera tranquilla e distesa favorisce gli esercizi e le prove di ascolto.

Un esempio

Un esempio in cui queste variabili sono state tenute presente, può essere questa sequenza di livello B2 che dura non più di 60 minuti:

  • 1) l’insegnante chiede agli alunni di ascoltare una canzone e di provare ad indovinare quale sia il titolo della canzone. Il titolo è piuttosto semplice da indovinare perché viene ripetuto più volte come refrain della canzone. (Banküberfall degli E.A.V.)
  • 2) Prima del 2° ascolto viene chiesto di provare a indovinare anche sulla base del primo ascolto e sulla base del titolo della canzone quali sono le frasi o parole che ci sono nel testo. Viene chiesto a ciascun alunno di andare alla lavagna a scrivere queste frasi o queste parole che secondo lui ci sono nella canzone.

  • 3) Viene consegnato un Lückentext con il testo della canzone (una parola cancellata per ogni frase). Viene fatta ascoltare la canzone e poi tutti insieme si corregge l’esercizio facendo attenzione a quanto era stato scritto alla lavagna in precedenza e valorizzando quanta percentuale di quanto scritto sia stato effettivamente trovato nel testo.
  • 4) In genere i ragazzi chiedono di riascoltare la canzone, di chi sia etc. e allora tutti insieme si canta la canzone con il testo davanti

Commento:

Nella fase 1 viene posto un compito di ascolto piuttosto semplice al quale tutti gli alunni possono arrivare. La ripetizione aiuta poi ad indovinare il titolo.

Nella fase 2 viene posto un compito che attiva sia la memoria uditiva sia la capacità di fare inferenze sia di attivare il vocabolario preesistente sia di mettere in relazione ciò che si conosce dal campo extralinguistico con quello di cui ancora non si è certi nel campo linguistico. L’attivazione è doppiamente reale poiché gli alunni devono anche alzarsi dai banchi per andare a scrivere.

Nella fase 3 l’insegnante valorizza ciò che è stato capito, inferito e previsto dagli alunni. Valorizza il contributo di tutti anche di coloro che hanno indovinato un’unica parola. Non lascia ascoltare una terza volta se prima con il contributo di tutti non è stato completato il Lückentext.

Nella fase 4 si ascolta e si canta con piacere ciò che è stato conquistato con un po’ di fatica da parte di tutti.

Annamaria Manna
Annamaria è insegnante di tedesco a Trento

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